Pubblichiamo la presa di posizione del movimento politico “Più donne” a sostegno dell’iniziativa «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!». (Red)
L’8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna e in concomitanza con la votazione federale e cantonale, Più Donne invita la cittadinanza a esprimere un Sì convinto all’introduzione in Ticino di misure concrete per rafforzare i controlli nel mondo del lavoro.
Un Sì all’iniziativa significa schierarsi dalla parte di chi lavora, con un’attenzione particolare alle donne, che continuano a essere colpite in modo sproporzionato da disparità salariali e condizioni di lavoro precarie. È indispensabile impedire che qualcuno possa “farla franca” pagando salari non adeguati al lavoro svolto e alle competenze richieste.
Il Ticino è un cantone di frontiera, ma resta a pieno titolo un cantone svizzero. Dispone di un ampio bacino di manodopera proveniente dal Nord Italia, anche altamente qualificata, in particolare nei settori della sanità, della ricerca e del terziario. Tuttavia, a poco più di un’ora e mezza di treno si trovano regioni della Svizzera interna che già oggi, e ancor più in futuro a causa dell’invecchiamento della popolazione, soffrono una forte carenza di personale e offrono salari adeguati e rispettosi delle competenze.
Non sorprende quindi che molte giovani e molti giovani ticinesi scelgano di vivere e lavorare oltre Gottardo. Contrariamente a quanto spesso si sostiene, non è vero che il costo della vita sia sistematicamente più elevato: un semplice confronto tra affitti e spese quotidiane per i beni di prima necessità nella periferia di città come Zurigo o Zugo dimostra che si tratta di un mito. Vi sono inoltre anche lavoratrici e lavoratori che ogni giorno si spostano dal Ticino verso la Svizzera interna per esercitare professioni nel terziario, ad esempio in strutture sanitarie di Lucerna, Zugo o Zurigo.
Questo flusso dal sud al nord contribuisce ad alimentare in Ticino una pericolosa spirale di dumping salariale, alla quale è urgente porre rimedio. Più Donne dice Sì a misure efficaci per fermare il continuo abbassamento dei salari e per consentire alle giovani e ai giovani ticinesi di vivere e lavorare nel proprio Cantone.
I salari rappresentano una componente centrale dei costi di gestione di qualsiasi azienda, pubblica o privata. Se già nel settore pubblico si discute di tagli, contratti precari e risparmi sul personale, è facile immaginare quanto la pressione sia ancora più forte nel settore privato. Proprio per questo è fondamentale rafforzare i controlli.
È compito dello Stato vigilare affinché tutte e tutti possano contare su un lavoro dignitoso, con salari adeguati, che non costringano chi lavora a dipendere in modo crescente dagli aiuti sociali. Nei controlli, la presenza e l’intelligenza umana rimangono essenziali e insostituibili: i tragici eventi recenti dimostrano che leggi prive di adeguati meccanismi di controllo risultano inefficaci.
L’8 marzo votare Sì significa difendere salari equi, diritti e dignità per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori in Ticino.
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