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In Svizzera e in Ticino i femminicidi sono in aumento. Non sono “drammi” né casi isolati, ma l’espressione più estrema di una violenza strutturale radicata nelle relazioni di potere tra uomini e donne.
Pubblichiamo questa presa di posizione del collettivo Io l’8 ogni giorno che, anche alla luce del recente caso di femminicidio avvenuto in Ticino inviata a un presidio che si terrà il prossimo 24 febbraio. (Red)
In Svizzera e in Ticino i femminicidi sono in aumento. Non sono “drammi” né casi isolati, ma l’espressione più estrema di una violenza strutturale radicata nelle relazioni di potere tra uomini e donne.
Anche di fronte all’ultimo femminicidio, parte dei media continua a parlare di “fatto di sangue” o “omicidio-suicidio”, minimizzando e continuando a nascondere le responsabilità politiche e sociali.
Serve una mobilitazione ampia per rompere il silenzio, contrastare la banalizzazione della violenza e pretendere risposte istituzionali adeguate.
Chiediamo
- Istituzione immediata di un numero unico di emergenza, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, dedicato alle vittime di violenza e gestito da personale specializzato.
- Investimenti strutturali nelle politiche di prevenzione: scuole, sport, luoghi di lavoro.
- Potenziamento delle strutture di protezione e accoglienza.
- Un cambiamento culturale che riconosca la violenza maschile come problema sistemico, non come devianza individuale.
Chiamiamo tutte le persone, associazioni, collettivi e realtà sociali ad aderire e partecipare ad un PRESIDIO – Martedì 24 febbraio, ore 17.30, Piazza Governo, Bellinzona, in concomitanza con la seduta del Gran Consiglio.
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