Direzione SIMS e riforma studi liceali: tre associazioni scrivono alla direttrice del DECS

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Tre associazioni attive nel mondo della scuola hanno scritto alla direttrice del DECS, Marina Carobbio, in merito alla situazione alla direzione della SIMS, alla luce della decisione del Tribunale amministrativo che, per la seconda volta, ha dichiarato illegittima la nomina (giugno 2024) delle due persone attualmente alla guida dell’istituto. Nella loro presa di posizione, l’Associazione dei Docenti delle Scuole Medie Superiori (ADSMS), ErreDiPi e il Movimento della Scuola (MdS) richiamano il momento delicato e cruciale che stanno vivendo le SMS, sottolineando la necessità di una guida solida e autorevole. Per questo motivo, tra le varie richieste, sollecitano l’indizione di un nuovo concorso per la direzione della SIMS. Ricordiamo, a questo proposito, la nostra presa di posizione del 5 febbraio 2026. (Red)

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Onorevole Direttrice,

il 3 febbraio scorso il Tribunale cantonale amministrativo ha definito illegittima la nomina dei capisezione della SIMS, confermando la sostanza della decisione emessa dallo stesso tribunale il 27 febbraio dello scorso anno.

La nettezza della sentenza ci impone, a nostro giudizio, di chiedere al Consiglio di Stato, tramite lei, di organizzare senza indugi un nuovo concorso – con regole trasparenti – che metta alla testa della SIMS qualcuno che conosca i licei ticinesi e la SCC (e che i docenti possano riconoscere come guida).

Questa nostra richiesta è resa ancora più pressante dalla situazione di stallo in cui sembra essere finita la riforma degli studi liceali. Poco trapela, è vero, ma ci risulta:

  • che finora i gruppi cantonali di materia si siano occupati soltanto di un confronto preliminare e generico tra i piani attuali e quelli prescritti dal nuovo PQS;
  • che non sia stata ancora elaborata una griglia cui riferirsi per elaborare i nuovi piani;
  • che l’unica discussione di cui si senta l’eco riguardi l’inadeguatezza della griglia attuale circa la quantità minima oraria prescritta dall’Ordinanza per le Arti;
  • che la SIMS non si sia ancora espressa sulla necessità di elaborare una sezione generale per il nuovo Piano cantonale degli studi liceali, come proposto dall’ADSMS, finalizzata ad adattare il PQS al contesto ticinese senza snaturare il liceo come scuola di cultura.

Ci preoccupa altresì la designazione, per incarico diretto, di un coordinatore della riforma del tutto digiuno di insegnamento liceale.

I problemi dei licei ticinesi e della SCC restano, nel frattempo, intatti. Li conosce anche lei, come noi. Ci permettiamo però di elencarne alcuni, quelli che troviamo più urgenti:

  • le griglie sono troppo cariche e sottopongono allievi e allieve a una tensione che talvolta mina la loro salute;
  • le classi sono troppo numerose e impediscono ai docenti e alle docenti di dedicarsi alla salute degli allievi;
  • i salari dei docenti e delle docenti ticinesi sono troppo bassi e negli ultimi anni hanno subito una severa perdita di potere d’acquisto, cui si aggiunge una riduzione del 20% delle prestazioni pensionistiche subita nel 2012;
  • a fronte della sensibile riduzione reale della retribuzione, i compiti cui devono far fronte i docenti e le docenti si moltiplicano, mentre peggiora la situazione di fragilità degli allievi e delle allieve e cambia radicalmente il modo di trasmettere il sapere;
  • il calo demografico previsto per i prossimi anni potrebbe causare un problema occupazionale, visti il ritmo con cui il DFA sforna nuovi docenti e l’intenzione del Suo dipartimento di aprire concorsi per quasi tutte le materie.

In questa situazione ingarbugliata e di fronte a una nomina illegittima – oltre a rinnovare la nostra pressante richiesta di indire un nuovo concorso per la funzione di capo/capa sezione della SIMS affinché la riforma che incombe abbia una guida competente, autorevole e riconosciuta – la invitiamo caldamente a considerare la possibilità di prolungare di un anno i lavori sul nuovo Piano cantonale degli studi. Alla luce di quanto avvenuto in questi mesi, crediamo che solo in questo modo sia possibile garantire un reale e pieno coinvolgimento del corpo docente nel delicato compito di trasporre nella nostra peculiare realtà cantonale le indicazioni del nuovo PQS.

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