L’urgenza dell’iniziativa contro il dumping

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Il prossimo 8 marzo voteremo per contrastare il fenomeno del dumping salariale, cioè la pressione dei salari verso il basso. In Ticino sono già più bassi di circa il 20% rispetto al resto della Svizzera. L’iniziativa, lanciata dal Movimento per il Socialismo nel 2019, contiene proposte utili per contrastare questa dinamica: l’obbligatorietà, da parte dei datori di lavoro, di notificare assunzioni e cessazioni del rapporto di lavoro, così come il salario attribuito, gli orari, il grado di impiego, la funzione.

Ci sarà la possibilità di individuare salari illegali, condizioni di lavoro non conformi alle leggi e il non rispetto dei contratti collettivi. Altro punto importante è l’aumento di chi deve controllare: un ispettore ogni 5000 uomini attivi e un’ispettrice ogni 2500 donne attive. Le donne sono discriminate nel mondo del lavoro, a parità di lavoro pagate di frequente meno, soggette a pressioni maggiori e spesso vittime di molestie.

Per concretizzare queste misure l’aumento di personale sarà di 54 tra ispettori e ispettrici, per una spesa di circa sei milioni annui. Per quanto riguarda le donne, altri dati ne dimostrano la debolezza e precarietà nel mondo del lavoro ticinese: quasi il 60% di loro ha un impiego a tempo parziale, sono meno rappresentate degli uomini nelle funzioni di quadro o di direzione (35% contro 65%), spesso relegate in una serie di professioni ritenute “tipicamente femminili” (professioni sociosanitarie, educative, di cura e di accudimento). Se aggiungiamo alle discriminazioni professionali il grande carico domestico, gli anni di lavoro diventano davvero opprimenti.

Il cuore di questa iniziativa è certamente una migliore protezione, più diritti e dignità per le tante donne che in Ticino lavorano.

*testo apparso sul quotidiano La Regione giovedì 12 febbraio 2026

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