Unità e opposizione, un passo avanti

Tempo di lettura: 3 minuti
image_print

Jacopo Scarinci, nel suo articolo di spalla apparso sabato scorso, esprime tutto il suo scetticismo sulla lista unitaria di sinistra, arrivando a paragonarla alla lista “salva-sedie” UdcLega. A suo parere, “mettere insieme nomi importanti senza che ad accompagnarli ci sia un progetto davvero comune è un esercizio fine a se stesso, marketing elettorale di efficacia relativa e una sorta di presa in giro”. Scarinci però, da giornalista attento, dovrebbe sapere che anche in politica, come in tutti gli altri ambiti, un “progetto davvero comune” non si costruisce in laboratorio, a tavolino, ma nella realtà e nel tempo. Tanto più quando si tratta di un progetto tra forze con esperienze, tradizioni, convinzioni e modalità differenti. Senza alcun imbarazzo possiamo dire che oggi Mps, Ps e Verdi sono all’inizio di un percorso unitario. Lo scorso 28 ottobre queste tre forze avevano organizzato una serata pubblica dal titolo: ‘Costruire un fronte unitario di opposizione politica e sociale’. L’appello alla serata ricordava che la situazione politica e sociale, in Svizzera come a livello internazionale, è sempre più difficile per la maggioranza della popolazione. A ciò si aggiungono l’avanzata della destra e dell’estrema destra e la diffusione delle loro idee: nei confronti dei migranti, in materia di politica sociale, attraverso logiche sovraniste e populiste. Il movimento dei lavoratori e le forze della sinistra si trovano oggi sulla difensiva, mentre devono contrastare questa tendenza. Per farlo, bisogna valorizzare e moltiplicare le esperienze di resistenza che emergono nella società: dalle mobilitazioni sindacali e ambientali a quelle per la Palestina, fino alle campagne su temi di ordine sociale come quella sui premi di cassa malati. Ma non basta una politica di difesa dell’esistente. L’evoluzione della situazione rende sempre più urgente anche una rottura con politiche che, pur presentandosi come inevitabili o moderate, continuano a subordinare gli interessi della maggioranza della popolazione alle logiche di un sistema capitalistico sempre più distruttivo. Basti pensare alla crisi ambientale, che impone scelte radicali sul piano economico, sociale ed energetico, non semplici correzioni dell’esistente. Su questi temi, naturalmente, nella sinistra non vi è unanimità. Ed è giusto riconoscerlo. Una lista unitaria non deve nascondere le differenze né fingere che non esistano punti di vista diversi sulle prospettive politiche, economiche e sociali. Al contrario, il suo carattere pluralista può essere proprio l’occasione per discuterle pubblicamente, confrontarle e verificare nella pratica quali risposte siano oggi necessarie.

L’obiettivo, quindi, è costruire un fronte di opposizione sociale e politica che, attorno a temi prioritari, sappia agire unitariamente e, allo stesso tempo, favorire un confronto aperto sulla prospettiva di un’alternativa. Per noi la lista unitaria è un passo, seppur ancora timido, che mostra che vogliamo andare in questa direzione. Come punto di partenza potrebbe già bastare. Ma nel frattempo abbiamo anche cercato di agire concretamente nella realtà sociale.

Prendiamo un solo esempio, pure citato da Scarinci: Ffs Cargo. La direzione delle Ffs ha deciso, nel corso dell’ultimo anno, di smantellare Ffs Cargo in Ticino, con gravi conseguenze in termini di posti di lavoro e di impatto ambientale. A ciò si aggiungono il mancato coinvolgimento del personale nel processo di ristrutturazione e metodi discriminatori nei confronti dei ferrovieri impegnati nella difesa dei loro posti di lavoro. Se oggi in Ticino esiste una convergenza sociale e istituzionale contro queste errate politiche delle Ffs, è anche merito del lavoro svolto dal Comitato contro lo smantellamento di Ffs Cargo, nel quale militanti dei tre partiti che compongono la lista unitaria di sinistra sono impegnati attivamente.

Questa è già parte, pur piccola ma significativa, della direzione nella quale si vuole andare. Non pretendiamo di cancellare le differenze, ma proviamo a trasformarle in confronto, iniziativa comune e capacità di opposizione. È da qui che una lista unitaria e pluralista può cominciare a costruire, nella realtà e nel tempo, qualcosa di più di una semplice lista di nomi.

*articolo apparso sul quotidiano LaRegione giovedì 27 agosto 2026

articoli correlati

Non è solo una partita di calcio…

87 anni fa, il Patto tra Stalin e Hitler

USI e SUPSI aumentano le tasse. Una scelta politica sbagliata, che trasferisce sugli studenti il costo dei tagli