Pubblichiamo una nuova presa di posizione (invita al Consiglio comunale di Bellinzona) da parte di un gruppo di pompieri volontari della Città di Bellinzona costituitosi in Comitato NOCASA contro il progetto di edificare la Caserma dei Pompieri di Bellinzona sul terreno dell’ex-Lati a St.Antonino. Ricordiamo che l’MPS si oppone a questo progetto e a tal proposito aveva inoltrato, già nel dicembre 2025, una interrogazione che poneva e muoveva da considerazioni analoghe a quelle qui espresse. Ricordiamo anche che questo stesso gruppo critico all’interno dei pompieri ha espresso le proprie considerazioni in un testo dello scorso mese di aprile. (Red)
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Punto della situazione sulla nuova Caserma dei pompieri a San Antonino
Gentili Signore, Egregi Signori,
con la presente prendiamo nuovamente contatto con voi dopo una lunga pausa estiva per fare il punto della situazione sul progetto della Caserma dei Pompieri di Bellinzona all’ex Lati di Sant’Antonino.
Non sappiamo se sia stata la nostra missiva dello scorso 21 aprile ad aver stimolato la discussione attorno a questo argomento, ma siamo comunque soddisfatti che il tema sia dibattuto e che nuovi importanti quesiti siano stati posti al Municipio.
Siamo altresì felici (e anche non poco sorpresi) di essere stati contattati nei mesi a seguire da consiglieri comunali, cittadini comuni ed ex pompieri del Corpo (tra cui ufficiali) che ci hanno dimostrato il loro sostegno e appoggio per eventuali azioni future.
Tanto è stato scritto e detto in questi mesi, diverse risposte sono state date dall’Autorità competente alle varie interpellanze avanzate da alcuni consiglieri. Era l’occasione, finalmente, di fare chiarezza e di mettere sul tavolo tutti gli elementi necessari a valutare un investimento di questa portata.
Ma, a nostro modesto avviso, le risposte sono ancora sorprendentemente vaghe ed evasive e peccano di carenza su una analisi seria ed indipendente. Questo non permette di confrontare in modo oggettivo le diverse soluzioni proposte.
Stiamo parlando di un progetto che riguarda direttamente la sicurezza pubblica della Città e dei Comuni convenzionati che avrà conseguenze finanziarie e organizzative per diversi decenni. Oltre all’investimento iniziale dovranno infatti essere considerate le conseguenze sull’organizzazione del Corpo, sul volontariato, sul personale permanente, sui costi d’esercizio, sulla manutenzione di un immobile gigantesco e sull’organizzazione territoriale del servizio.
Onestamente ci saremmo aspettati qualcosa di più incisivo e convincente. Troppi punti rimangono ancora aperti.
Per questi motivi riteniamo che diversi aspetti necessitino ancora di risposte precise.
1. Ubicazione e peso dei Comuni convenzionati
La Caserma sarebbe ubicata in uno di quei pochi comuni che non hanno aderito all’aggregazione di Bellinzona. Nel concetto nazionale “Pompieri 2030” si legge: “Nella realizzazione di nuovi depositi/magazzini dei pompieri considerare le vicinanze a proprietà immobiliari del comune, officine di manutenzione, ecc…”.
A Sant’Antonino non ci sono, a nostra memoria, proprietà del Comune di Bellinzona.
Inoltre la convenzione tra i Comuni per il servizio pompieri stabilisce una ripartizione basata su diversi parametri, tra cui popolazione, edifici e superficie boschiva. In questo calcolo Bellinzona rappresenta di gran lunga la quota percentuale più importante.
È quindi legittimo chiedersi se l’ubicazione proposta sia realmente quella più coerente con il territorio, con il peso dei Comuni coinvolti e, soprattutto, con le esigenze operative del servizio.
2. Allontanamento dal centro urbano
La Caserma verrebbe allontanata dal principale centro urbano del comprensorio: come si può dare maggiore importanza a impianti industriali produttivi e commerciali rispetto alle abitazioni dei cittadini? Che valori si dà a case anziani, cliniche, scuole, ospedale e agli edifici protetti del centro storico? La più parte degli interventi capitano nel baricentro demografico e questo si trova nella zona urbana della città, non nella zona industriale di Sant’Antonino. Su quali dati è stata quindi fondata la scelta di spostare la sede principale verso la zona industriale di Sant’Antonino?
3. Vicinanza a un’industria soggetta all’Ordinanza sugli incidenti rilevanti
Lo stabile ex-Lati sta a soli 350 m dalla Gnosis Bioresearch SA, una importante industria chimica sottostante all’Ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti. È stato valutato concretamente lo scenario di un evento maggiore che comporti limitazioni di accesso o addirittura l’evacuazione della zona?
Quali conseguenze avrebbe una simile situazione sull’operatività della sede principale dei pompieri?
4. Traffico e viabilità
Si dimentica un fattore non da poco: il traffico che affligge la zona interessata dal progetto. Il Municipio nelle sue risposte afferma che il traffico non è problema nel comparto preso in esame e si appella ai valori temporali espressi da Google! Oltre che ad essere poco serio ci domandiamo se gli onorevoli municipali si siano mai recati in automobile verso fine pomeriggio o nei periodi di vacanza nella zona commerciale citata.
I dati statistici parlano chiaro e sono oggettivi: nel 2023 il traffico medio giornaliero sul rettifilo da Sant’Antonino verso lo svincolo di Camorino era di 31’317 veicoli, in Via Birreria si avevano 9’920 veicoli/giorno. Si sono presi in considerazione questi aspetti? Si sono fatti degli studi indipendenti sulla viabilità nella zona considerando non soltanto i tempi teorici di percorrenza, ma anche ore di punta, periodi di forte affluenza commerciale, vacanze?
5. Il cambiamento di strategia
Come si spiega che il 26 agosto 2025 il Municipio usciva a mezzo stampa indicando l’ex-birreria come sito strategico per la prospettata Caserma dei Pompieri (con milioni di franchi finiti in progetti e pianificazioni) per poi scombinare tutto solo quattro mesi dopo annunciando che la soluzione perfetta era stata trovata nell’ex stabile della Lati?
Quali inediti elementi hanno determinato un cambiamento così importante e quali confronti oggettivi sono stati effettuati tra le due soluzioni?
6. Collegamenti con la sponda destra
I comuni della sponda destra del fiume Ticino saranno certamente penalizzati perché irraggiungibili mediante lo Stradonino, dove vigono limitazioni di larghezza e peso per i veicoli ed è un’arteria caratterizzata da calibro molto stretto, bordi malconci e isole di rallentamento. Questo aspetto è stato ponderato adeguatamente? Le comunità dei quartieri impattate sono state coinvolte ed informate?
7. Volontariato e aumento del personale permanente
Ci si troverà in una situazione logistica e organizzativa tale da indurre indirettamente il Corpo all’introduzione di maggiori figure professionali, abbandonando il volontariato o quantomeno ridurlo. Questa opzione è stata prospettata? Se sì, quanto costerà il passaggio al professionismo per le casse comunali di Bellinzona e dei Comuni convenzionati, dato che sarebbe da assumere un numero ancora maggiore di personale professionista?
8. Distribuzione degli interventi sul comprensorio
Nel 2024 il Corpo di Bellinzona (inclusi i distaccamenti di Cadenazzo e Gambarogno) ha effettuato 829 interventi e la sola sede di Bellinzona ne ha totalizzati 642. Come si può, analizzando questi dati, concludere che la delocalizzazione a sud non precluderà l’attuale livello di sicurezza della Città?
9. Impatto sui pompieri volontari
Non si è proceduto ad un sondaggio nel corpo pompieri come tale spostamento impatti sui volontari. Quali sarebbero le conseguenze a livello di abbandono di militi e soprattutto di perdita di conoscenze e competenze?
Quanti militi riuscirebbero ancora a raggiungere la nuova sede nei tempi richiesti?
10. Distaccamento nord
Dove sarà ubicato il distaccamento nord a Castione? Con quale personale e quali mezzi? E soprattutto, quali saranno gli investimenti e i costi d’esercizio annuali preventivati per tale opzione?
Questi costi sono già stati inseriti nel confronto economico complessivo della soluzione ex-Lati?
11. Distaccamenti di Cadenazzo e Gambarogno
Cosa succederà con i distaccamenti di Cadenazzo e Gambarogno? Come si potranno giustificare delle sedi a pochi chilometri di distanza dalla nuova caserma? Quali discussioni sono già avvenute con i Comuni interessati e quali sarebbero le conseguenze finanziarie e organizzative di un eventuale riassetto?
12. Età e stato dello stabile ex-Lati
Si va ad acquistare uno stabile industriale costruito 35 anni fa che necessiterà di una ristrutturazione importante per prolungarne la vita e interventi di bonifica non indifferenti. Sono stati verificati in maniera indipendente lo stato della struttura, la presenza di eventuali sostanze da bonificare, gli interventi necessari per prolungarne la vita utile e i relativi costi?
Quali margini finanziari sono stati considerati per eventuali imprevisti che potrebbero emergere durante la trasformazione?
13. Officina meccanica e spostamenti del personale
Si omette di includere nel calcolo complessivo l’aumento considerevole dei chilometri percorsi dai veicoli comunali che dovranno recarsi per le riparazioni all’officina meccanica, come pure di tutti quegli impiegati che oggi ruotano attorno alla Caserma: invece di ottimizzare il proprio tempo di lavoro perderanno tempo prezioso negli spostamenti.
Questi dipendenti saranno giocoforza lontani dal centro cittadino e dai quartieri più popolosi: bisognerà modificare il loro contratto d’impiego? Bisognerà assumere nuovo personale per colmare questa inefficienza? A quanto ammonterebbe questo aumento dei costi? Si intende riversare i maggiori costi sui Comuni convenzionati?
Troviamo altresì riprovevole che in cinque anni i magazzini comunali in via Pietro da Marliano siano ancora parzialmente inagibili e non siano stati effettuati gli indispensabili interventi di ristrutturazione per permettere all’officina meccanica, provvisoriamente ospitata nella Caserma in via Mirasole, di ritornarci stabilmente. Questa infatti non andrebbe prevista nel futuro progetto della Caserma ma bensì in via Pietro da Marliano, liberando così spazi preziosi necessari alle attività prettamente pompieristiche.
14. Mezzi e dimensionamento della futura Caserma
È stata effettuata un’analisi indipendente dei numerosi veicoli in dotazione, alcuni dei quali acquistati per necessità che esulano dai compiti di legge secondo il concetto nazionale Pompieri 2030 (vedasi manifestazioni, segnaletica, disinfestazione)?
Non nascondiamo come al nostro interno si stia discutendo seriamente sul da farsi qualora venga approvato il nuovo progetto.
Il referendum potrebbe essere un’opzione, ma confidiamo vivamente che prima venga fatta da parte del Consiglio Comunale una valutazione approfondita della situazione per assumere con coscienza una decisione destinata a condizionare il servizio pompieri e le finanze pubbliche per i prossimi decenni.
Ringraziamo per l’attenzione dataci e confidiamo che quanto esposto sopra possa servire da spunto per le vostre riflessioni.
