A Bellinzona, il vecchio sogno della politica cittadina di privatizzare tutto ciò che ruota attorno alla morte torna a farsi strada. Già anni fa si era ipotizzata l’esternalizzazione della manutenzione del cimitero — perché costava meno, ovviamente. Oggi, si sceglie di cedere ancora terreno all’avanzata del privato, che già occupa una posizione dominante nella nostra città, privatizzando la gestione del Crematorio.
Come sempre, il Municipio a trazione social-liberale giustifica la decisione con motivazioni di carattere finanziario e arrendendosi alle ferree leggi del mercato. Nel turbocapitalismo attuale, nemmeno di fronte alla morte sembrano più valere i principi di pari dignità e trattamento, che solo una gestione pubblica e ispirata al servizio può davvero garantire.
Per questo, se sarà lanciato un referendum contro questa scelta scellerata, noi ci saremo.