Pubblichiamo la lettera con la quale il comitato contro lo smantellamento di FFS Cargo in Ticino si è rivolto alla direzione delle FFSA chiedendo l’apertura di una trattativa – che coinvolga anche sindacati e Consiglio di Stato – per discutere il futuro dell’occupazione FFS in Ticino, a cominciare dallo stop alla soppressione di posti di lavoro annunciata nelle scorse settimane al deposito macchinisti di Chiasso. (Red)
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Garantire un futuro al servizio pubblico ferroviario nel Mendrisiotto e in Ticino
Egregio signor Ducrot,
le decisioni annunciate da FFS Cargo il 19 maggio 2026 comportano per il Ticino la perdita di ulteriori posti di lavoro qualificati e si inseriscono in un processo di progressivo ridimensionamento della presenza ferroviaria federale a sud delle Alpi.
Da anni assistiamo infatti a una concentrazione crescente delle attività, delle competenze e delle funzioni decisionali nella Svizzera tedesca, mentre il Ticino vede ridursi progressivamente il numero di posti di lavoro, in particolare quelli ad alto contenuto professionale. La tendenza è chiara: meno attività, meno occupazione e meno competenze sul territorio.
Le recenti misure riguardanti FFS Cargo rappresentano l’ennesimo tassello di questa politica. La chiusura del deposito macchinisti di Chiasso e di altri punti operativi del Mendrisiotto coinvolge circa quaranta collaboratrici e collaboratori ticinesi e rischia di impoverire ulteriormente un comparto che negli ultimi anni ha già subito numerosi ridimensionamenti.
Tuttavia, il problema non riguarda unicamente FFS Cargo. Durante il nostro incontro dello scorso 1 dicembre 2025 vi avevamo evidenziato come la presenza occupazionale delle FFS in Ticino sia ormai concentrata quasi esclusivamente nella gestione della linea ferroviaria e nell’Officina di Bellinzona.
Attualmente circa il 50% del personale FFS attivo in Ticino opera nella gestione della linea, il 27% presso l’Officina di Bellinzona e il 14% presso Cargo. I servizi centrali, il mercato viaggiatori, gli immobili e gli ambiti legati alla digitalizzazione rappresentano invece appena l’8% dell’occupazione ferroviaria cantonale, contro una media nazionale del 29%.
Entro il 2028 la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare con una diminuzione complessiva di circa 350 posti equivalenti a tempo pieno (-16%). A quel momento oltre il 60% del personale ferroviario ticinese sarà occupato esclusivamente nella gestione della linea.
Questa evoluzione non è accettabile per un Cantone che rappresenta il principale corridoio ferroviario alpino della Svizzera e la porta d’accesso verso l’Italia e il Mediterraneo.
Per queste ragioni chiediamo l’apertura di una trattativa tra FFS, Consiglio di Stato e il nostro Comitato al fine di discutere le seguenti proposte (che riassumono il testo consegnato al Consiglio di Stato e alla deputazione ticinese alle Camere federali che abbiamo incontrato lo scorso 5 giugno e che vi alleghiamo).
Dal punto di vista dello scrivente Comitato non si tratta semplicemente di una lista di rivendicazioni ma di proposte concrete e sostenibili in ottica aziendale che porterebbero un valore aggiunto alle FFS sul lungo termine in linea con il mandato assegnatole dal Parlamento e dal Consiglio federale.
1. Salvaguardare i posti di lavoro e le competenze di FFS Cargo
Anziché procedere con cambiamenti di statuto, trasferimenti e riduzioni di attività, proponiamo che i macchinisti di FFS Cargo SA restino alle dipendenze della società e possano essere temporaneamente messi a disposizione di TiLo, FFS Viaggiatori, SBB Cargo International o di altre imprese ferroviarie.
Questa soluzione consentirebbe di:
- preservare i posti di lavoro esistenti;
- mantenere le condizioni salariali del personale;
- evitare costi amministrativi e piani sociali;
- rispondere alle esigenze di personale manifestate da altre società ferroviarie;
- conservare competenze che saranno nuovamente necessarie negli anni futuri.
Occorre inoltre promuovere un ritorno a una maggiore collaborazione e integrazione tra le diverse società del gruppo FFS, superando logiche di gestione separate che oggi generano inefficienze e spreco di risorse.
Vi segnaliamo inoltre una nostra grande preoccupazione per il modo in cui la dirigenza di FFS Cargo in Ticino sta gestendo la riorganizzazione e la delicata situazione dei vostri dipendenti coinvolti da essa. A nostro avviso fino ad oggi l’attuale fase di riorientamento professionale non viene svolta ne con trasparenza ne con parità di trattamento dei ferrovieri coinvolti.
2. Creare a Chiasso un polo nazionale per la sicurezza ferroviaria
Proponiamo la costituzione presso la stazione internazionale di Chiasso di un team specializzato di verificatori e macchinisti incaricato del controllo dei convogli merci e dei vagoni in entrata sul territorio svizzero.
La posizione geografica di Chiasso, le infrastrutture disponibili e le competenze già presenti rendono questa sede ideale per attività di verifica preventiva, in particolare per i trasporti di merci pericolose.
Tale struttura potrebbe inoltre intervenire sull’intera rete ferroviaria a sud delle Alpi per gestire controlli tecnici, manovre straordinarie e situazioni di emergenza, contribuendo ad aumentare gli standard di sicurezza e a ridurre rischi ambientali ed economici.
Parallelamente chiediamo che in Ticino vengano sviluppate nuove competenze nei settori della cybersecurity ferroviaria, delle Operational Technologies, della gestione digitale delle infrastrutture e della manutenzione predittiva.
3. Riunificare il traffico merci e rafforzare FFS Cargo
La separazione tra FFS Cargo SA e SBB Cargo International AG ha indebolito la sostenibilità economica del traffico a carri isolati.
Riteniamo necessario valutare una riunificazione delle attività oppure forme di integrazione più strette che consentano a FFS Cargo di beneficiare anche del traffico di transito, oggi segmento economicamente più redditizio del settore merci.
Una gestione unitaria permetterebbe una migliore compensazione tra attività redditizie e prestazioni di servizio pubblico, rafforzando l’intero sistema.
4. Potenziare l’officina di manutenzione di Chiasso
L’officina di Chiasso rappresenta un patrimonio industriale e professionale di grande valore.
Chiediamo che venga sviluppata quale centro specializzato nelle attività di:
- manutenzione ferroviaria;
- rigenerazione di componenti;
- refit e ammodernamento del materiale rotabile;
- pronto intervento ferroviario;
- innovazione e diagnostica avanzata.
Grazie allo statuto internazionale della stazione di Chiasso, il centro potrebbe inoltre sviluppare attività rivolte anche al mercato ferroviario italiano e internazionale.
Affinché questo progetto possa avere successo è necessario garantire all’officina una reale autonomia gestionale, commerciale e strategica.
5. Costruire un centro di competenze ferroviarie in Ticino
Il futuro della presenza ferroviaria in Ticino non può fondarsi esclusivamente su attività operative ed esecutive.
Occorre sviluppare anche funzioni decisionali, tecnologiche e strategiche attraverso una collaborazione strutturata con SUPSI, USI, scuole professionali e centri di ricerca.
In questa prospettiva proponiamo di valutare:
- un centro nazionale per la gestione del traffico alpino e transfrontaliero;
- un polo di competenza per la logistica ferroviaria e i traffici europei;
- un centro dedicato all’energia e alla resilienza climatica delle infrastrutture ferroviarie;
- una struttura specializzata nelle relazioni ferroviarie tra Svizzera e Italia;
- un campus nazionale per la formazione ferroviaria.
6. Trasferire nuove attività FFS in Ticino
Per riequilibrare la distribuzione territoriale dell’occupazione ferroviaria è necessario trasferire o sviluppare in Ticino nuove unità operative nei settori:
- servizi centrali;
- immobili;
- mercato viaggiatori;
- digitalizzazione;
- tecnologie informatiche e di supporto.
Non è sostenibile che un Cantone strategico per il sistema ferroviario nazionale continui a essere quasi esclusivamente una sede di attività operative mentre le funzioni direttive, progettuali e tecnologiche vengono concentrate altrove.
Comprenderete che la situazione in Ticino risulta particolarmente tesa. Vi invitiamo pertanto a comunicarci quanto prima alcune possibili date per l’avvio di una trattativa che coinvolga le FFS, il Consiglio di Stato e il nostro Comitato, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per salvaguardare e rafforzare la presenza ferroviaria federale nel nostro Cantone.
Cordiali saluti,
Per il Comitato
Matteo Pronzini
Copia:
-Consiglio di Stato, Bellinzona
– Consiglio Federale, Berna
– Deputazione ticinese, Gordola
