Avete detto “neutralità”?

La “neutralità” sbandierata dal nostro Paese e dal suo governo serve, di fatto, a proteggere e tutelare gli interessi delle aziende svizzere, tanto sul territorio nazionale quanto all’estero. Essa è funzionale a evitare che la Svizzera prenda posizione o condanni politiche, pratiche e atteggiamenti di Stati che violano i diritti umani, il diritto internazionale e i più elementari principi della convivenza civile.
È stato così, ad esempio, nella prudenza con cui sono state applicate le sanzioni contro la Russia; era già accaduto in passato quando si chiedeva di interrompere le relazioni economiche e commerciali con il Sudafrica dell’apartheid; e accade oggi con Israele, con la reticenza a una condanna esplicita e con la continuità delle relazioni economiche e diplomatiche, nonostante quanto sta accadendo a Gaza.Ma c’è di più.
Scopriamo che la Gaza Humanitarian Foundation – alla quale Trump e Netanyahu vorrebbero affidare, sotto controllo militare, la gestione centralizzata di quattro futuri punti di distribuzione di aiuti a Gaza – risulta registrata come fondazione benefica a Ginevra.
Smettiamola, dunque, con la favola dei “buoni uffici”, che serve solo a giustificare e propagandare una delle pratiche più ipocrite della storia recente di questo Paese.