Va bene Cassis, ma gli altri?

Certamente è doveroso continuare a criticare Cassis per la sua posizione su Gaza. Ma perché gli altri ministri restano in silenzio? Sicuramente in nome della “collegialità”; così Cassis può imporre la sua linea, visto che nessuno all’interno o all’esterno del Consiglio federale lo contraddice.
Non stupisce il silenzio della collega di partito, più preoccupata delle conseguenze dei dazi USA per le imprese svizzere, né l’indifferenza dei due UDC o del responsabile della Difesa. Ma i rappresentanti del PSS? Più di altri avrebbero il dovere di denunciare quanto succede a Gaza, ricordando  che non può essere affrontato con il metro del rispetto della collegialità; avrebbero l’occasione per riaffermare davanti ai cittadini e alle cittadine quei principi che la Svizzera peraltro afferma di difendere. Nessuno li biasimerebbe: anzi, un loro intervento rafforzerebbe le critiche a Cassis e all’intero governo.
Oppure aspettano anche loro di andare in pensione per parlare liberamente?