Tema caldo: Palestina e Israele

Israele, genocidio “senza guanti”

Nel momento in cui l’attacco di Israele a Gaza City e la sua occupazione conferma, qualora ce ne fosse bisogno, la logica genocidaria che muove il governo di Netanyau, l’ex...

Dalle scuole ticinesi, un sostegno al popolo palestinese

Nelle scorse settimane ci eravamo rivolti con una lettera aperta alla consigliera di Stato direttrice del DECS Marina Carobbio chiedendole di rivolgere un un invito esplicito da parte sua –...

IPCT, investimenti e Gaza: ErreDiPi prende posizione

Ieri abbiamo pubblicato l’interpellanza dei deputati MPS sul tema; pubblichiamo qui di seguito, sullo stesso tema, l’importante presa di posizione di ErreDiPi, l’unica organizzazione dei lavoratori e della lavoratrici in...

Politica di investimento di IPCT alla luce della situazione a Gaza

Da settimane ormai, in molti Cantoni, organizzazioni sindacali e gruppi di cittadine e cittadini attivi nell’ambito della solidarietà con la Palestina, interrogano le autorità sulla politica di investimento delle istituzioni...

E se Genova non fosse un’anomalia? La grande mobilitazione per la Global Sumud Flottilla

La grande mobilitazione per la Global Sumud Flottilla è un termometro del clima sociale. E ci dice che c’è ancora spazio per l’umanità. Quel che è successo a Genova in...

La nostra scuola e il dramma di Gaza

Pubblichiamo la lettera aperta con la quale i deputati dell’MPS, Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi, chiedono alla direttrice del DECS un intervento per promuovere e incoraggiare, all’interno della scuola e...

Trump, Netanyahu e il premio Nobel per la pace

La frenetica corsa di Donald Trump al Premio Nobel per la Pace ha suscitato ampi commenti sui media internazionali, soprattutto perché la sua ossessione per il premio si è intensificata...

Gaza o il fallimento dell’Occidente

Il periodo dal 7 ottobre 2023 segna il peggior capitolo del lungo calvario del popolo palestinese. Peggiore persino della Nakba – “catastrofe” in arabo – del 1948, riferendosi a eventi...

“The Day after” a Gaza

Le recenti dichiarazioni di Benjamin Netanyahu, rilasciate in un’intervista a Fox News giovedì scorso e in due conferenze stampa domenica, hanno suscitato grande scalpore. È stato condannato dalla maggior parte...

«Riconoscere la Palestina non fermerà il genocidio a Gaza. Solo le sanzioni contro Israele lo faranno»

Il riconoscimento internazionale di uno Stato palestinese premia Israele, che dovrebbe ringraziare ogni Paese che lo fa, perché questo riconoscimento serve come alternativa ingannevole a ciò che dovrebbe realmente essere...

La guerra organizza l’accumulazione del capitale

Le guerre sono il motore dell’accumulazione di capitale, indipendentemente dagli Stati-nazione coinvolti nei conflitti. È vero che alcune grandi aziende traggono profitto dal genocidio palestinese, come denuncia la relatrice speciale...

L’inizio di una nuova età dell’oro per i mercanti di guerra

Quando, nel suo discorso di addio del 1961 [gennaio 1953-gennaio 1961], il presidente Dwight D. Eisenhower mise in guardia dai pericoli dell’eccessiva influenza esercitata da un partenariato tra l’esercito e...

Rompere il blocco per fermare il genocidio

Abbiamo di fronte manifestamente da anni un governo semifascista (e con significative presenze esplicitamente fasciste al suo interno) che dichiaratamente attua una politica genocida e che cerca di rendere più...

Il miraggio dello stato palestinese

Il riconoscimento da parte di un maggior numero di paesi di un’ipotetica entità chiamata “stato di Palestina” è vantaggioso in termini di impatto simbolico nel riconoscere il diritto del popolo palestinese a...

L’infamia di una carestia provocata: la guerra della fame condotta da Israele a Gaza

Il piano di Israele per la pulizia etnica della Striscia di Gaza sta procedendo a grandi passi, forse più rapidamente del previsto. Oltre ai risultati significativi già ottenuti in termini...

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Sul concetto di imperialismo e la sua storia

Non si volta pagina così!

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In poche parole

Il capo dell’esercito in cattedra a Lugano

In un’estate segnata dalla crisi climatica, dai tagli alla formazione, dall’aumento delle tasse di USI e Supsi e dalla pressione borghese per finanziare con l’IVA la 13a AVS e la spesa militare, Benedikt Roos, comandante di corpo dell’esercito svizzero, è sceso a Lugano.
Obiettivo: rassicurare l’economia ticinese sul fatto che l’esercito continuerà a fungere da «pompa finanziaria» per settori produttivi, dopo il forte rilancio della spesa militare deciso a Berna. Roos ha inoltre rassicurato il fronte reazionario: l’esercito continuerà ad alimentare la narrazione dei pericoli «da fuori» e della «minaccia esterna». Tutto propellente per chi costruisce il proprio progetto politico sulle derive securitarie.
Il nesso con la crisi climatica e i tagli alla spesa sociale è evidente: il riarmo viene finanziato riducendo la spesa pubblica e gli interventi a difesa dell’ambiente, e con l’aumento dell’IVA, la tassa più antisociale.
Roos ha riassunto la visione dominante: «La sicurezza è la base per molte cose. […] Se questa base è minacciata, ritengo giusto dare la priorità alla sicurezza» (così ha riassunto la RSI).
Tradotto: in futuro sempre più soldi all’esercito e meno ai bisogni sociali. E chi se ne frega se la minaccia più grave è la crisi climatica, provocata non da regimi stranieri minacciosi ma dal sistema capitalista.

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