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In Ticino, nel corso degli ultimi anni, durante i mesi estivi è stato confrontato con temperature talmente alte da obbligare le autorità cantonali a decretare per periodo anche lunghi l’allarme canicola.

Queste alte temperature mettono in pericolo la salute compromettendo l’efficienza fisica e psichica della popolazione che non può proteggersi dal caldo e dall’esposizione al sole.

L’autorità cantonale durante questi periodi  ha diramato a scadenze regolari un laconico comunicato stampa con il quale si invita la popolazione, tra le altre cose ad evitare sforzi fisici, mantenere gli stabili freschi ed evitare di stare all’aperto nelle ore pomeridiane.
Tre eventualità, evitare sforzi fisici, mantenere gli stabili freschi ed evitare di stare all’aperto nelle ore pomeridiane, impossibili per decine di migliaia di salariati e salariate, attive nel canton Ticino.

Per i salariati occupati in lavori all’esterno (settore agricolo, giardinaggio, edile ed artigianale, cantonieri, servizi urbani, ristorazione ecc.) e per tutti i salariati occupati in locali senza climatizzazione (settore industriale, settore commerciale, uffici amministrativi, ecc).

In alcuni ambiti alle alte temperature si somma inoltre il caldo prodotto dai macchinari o materiale utilizzato.
E’ ragionevole ritenere che anche quest’anno e nei prossimi anni, nel periodo estivo, l’allarma canicola si ripresenterà.

Responsabile della tutela della salute dei salariati è in linea generale e nel caso specifico il datore di lavoro. Tale obbligo è sancito nella Legge sul Lavoro così come nella Legge federale sull’assicurazioni contro gli infortuni. Vale la pena ricordare che la LL impone obblighi ancora maggiori per i giovani lavoratori (fino a 18 anni) e le donne in gravidanza. Sempre la LL demanda all’autorità cantonale il controllo e la verifica del rispetto dei dispositivi legislativi.
A livello cantonale la Legge sanitaria ha tra i suoi scopi la promozione e la salvaguarda della salute della popolazione quale bene fondamentale dell’individuo e interesse della collettività nel rispetto della libertà, dignità e integrità della persona umana. Vuole promuovere, in modo coordinato, favorendo l’assunzione della responsabilità individuale e collettiva dei cittadini la prevenzione delle malattie, il mantenimento ed il recupero della salute di tutti i cittadini.

Tali scopi sono da conseguire, tra l’altro, anche mediante la salvaguardia delle condizioni indispensabili al mantenimento della salubrità dell’ambiente di vita in generale, abitativo, scolastico, di svago e di lavoro in particolare.

A nostro avviso e sulla base dell’esperienze degli scorsi anni alfine di tutelare la salute delle salariate e dei salariati attivi in questo cantone l’autorità cantonale deve far in modo di decretate durante i periodi di canicola caso l’interruzione del lavoro (con pagamento del salario) per il lavoro svolto nelle ore pomeridiane e/o, per settori particolari confrontati con fonti di calore (apparecchi, forni, motori, impianti industriali, ecc) il non inizio del lavoro.

Tale divieto deve essere valido anche ed in primis per l’ente pubblico, importante datore di lavoro sia direttamente (amministrazione cantonale) che di sua proprietà (enti pubblici o para pubblici).

Chiediamo dunque al consiglio di stato se condivide – a tutela della salute delle salariate e dei salariati- la necessità di imporre, durante i periodi di canicola, l’interruzione del lavoro nelle ore pomeridiane nelle ore pomeridiane e/o, per settori particolari confrontati con fonti di calore (apparecchi, forni, motori, impianti industriali, ecc) il non inizio del lavoro.

Per il Gruppo MPS-POP-Indipendenti

Matteo Pronzini, Simona Arigoni, Angelica Lepori

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