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Leggiamo sul Corriere del Ticino che nella sua seduta odierna il Consiglio di Stato avrebbe all’ordine del giorno una discussione sui test rapidi e sulla estensione di questi test sui luoghi di lavoro. Una decisione, se così fosse, da salutare positivamente.

Ma, come sempre dall’inizio della pandemia, siamo di fronte all’ennesima decisione che arriva con notevole ritardo, e non tanto per una raggiunta consapevolezza delle autorità politiche e sanitarie, ma perché sospinta da altre esperienze nel resto della Svizzera. Il “passo del montanaro” non solo va piano, ma, ahinoi, molto spesso non ha permesso di andare da nessuna parte!

Così, mentre il vicino Grigioni ci sta dando lezioni su come condurre campagne di massa con i test (rapidi o di altro tipo), mentre altri Cantoni vanno nella stessa direzione ormai da settimane, mentre Berset dichiara la necessità di intensificare l’uso dei test, ecco che il nostro governo sta ancora riflettendo se occuparsi o meno della cosa.

Naturalmente il fatto che ne discuta, come detto, è già un passo avanti. Ma che mostra solo il carattere servile del governo ticinese. Basti pensare che, solo pochi giorni fa in occasione della seduta del Gran Consiglio, rispondendo ad una interpellanza dell’MPS e a una dei Verdi che chiedevano come mai non si andasse in questa direzione, il presidente del governo Gobbi dichiarava che non vi erano le condizioni per avviare test di massa, facendo pure intendere che in realtà non servono a molto. Posizione ribadita, a più riprese, da Manuele Bertoli, anche lui interpellato in passato sul tema a proposito delle scuole.

E, allora, cosa avrebbe fatto cambiare idea al governo? Secondo il CdT il fatto “che settimana scorsa le associazioni economiche hanno espressamente auspicato un’entrata in materia”: padrun cumanda, caval el trota! Naturalmente il padronato ha altri al suo servizio, come il PLRT che, sicuramente ubbidente a questo auspicio, ha emesso un comunicato nel quale si dà voce alle esigenze padronali.

Naturalmente tutti costoro, con in testa il presidente PLRT Speziali, si sono guardati bene in queste settimane nelle quali questo tema è stato a più riprese sollevato, dall’intervenire a sostegno di quanto oggi affermano come necessario e urgente.

Ma, di fronte all’ordine padronale, il governo e il PLRT marciano come un solo uomo, ubbidienti. Speriamo che alla fine qualcosa riescano a combinare, anche se oramai sempre con un passo (o due) di ritardo diventato colpevolmente endemico.

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