Francia. A Lione, le deplorevoli conseguenze di una fascistizzazione diffusa

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Pubblichiamo la presa di posizione dei comagni del Nouveau Parti Anticapitaliste (NPA-A) sull’omicio di una estremista di destra avvenuta a Lione. (Red)

Dopo aver lanciato l’allarme per anni sull’insediamento di gruppi neo-nazisti violenti, la morte deplorevole di un militante dell’estrema destra nazionalista – passato per il gruppo monarchico Action française e membro del gruppuscolo neofascista Allobroges Bourgoin – riporta al centro dell’attenzione la situazione del movimento sociale che a Lione si oppone all’estrema destra.

Il contesto lionese

È ai margini di un incontro pubblico con Rima Hassan, eurodeputata del gruppo LFI, che il collettivo Némésis è intervenuto, come fa regolarmente da oltre due anni in molte occasioni, per provocare.
Questa volta è accaduto a Lione, dove da anni i gruppi politici di sinistra, i collettivi antirazzisti, di solidarietà con la Palestina, le librerie e le persone razzializzate sono vittime di aggressioni da parte di gruppuscoli violenti, razzisti e virilisti. Essi ed esse sviluppano, di conseguenza, strategie di autodifesa.
Questi gruppi di estrema destra prendono di mira luoghi, eventi o persone, senza alcuna reazione da parte dello Stato.

L’estrema destra e il razzismo uccidono

L’estrema destra e le sue idee uccidono. Secondo gli studi, dei 53 omicidi a carattere ideologico perpetrati tra il 1986 e il 2021, il 90% è stato opera dell’estrema destra. Si pensi a Federico Martín Aramburú, ucciso a colpi d’arma da fuoco da Loïk Le Priol e Romain Bouvier nel 2022, membri del GUD (gruppuscolo fascista di estrema destra). Ricordiamo anche Clément Méric, militante antifascista ucciso dall’estrema destra nazionalista nel 2013.
Non dimentichiamo il recente omicidio razzista di Ismaël Aali, a sud di Lione, né quelli di Djamel Bendjaballah, Rochdi Lakhsassi, Mustafa e Ahmid, Hichem Miraoui o Aboubakar Cissé, anch’essi per motivi razzisti, e in particolare islamofobi in questo ultimo caso.

La demonizzazione della sinistra di rottura

La copertura mediatica è sproporzionata. Serve gli interessi di coloro che, da diversi anni, demonizzano una sinistra che non si arrende e i/le militanti che sul campo si oppongono alla fascistizzazione.
Già per le elezioni municipali il Ministero dell’Interno aveva classificato LFI, pochi giorni fa, come gruppo di estrema sinistra. Oggi Gérald Darmanin parla della «milizia di Mélenchon».
La normalizzazione e la banalizzazione dell’estrema destra e delle sue idee razziste, maschiliste e LGBTQIA-fobiche hanno raggiunto livelli altissimi negli ultimi due anni.
Sono la conseguenza di politiche antisociali e securitarie portate avanti da decenni dai governi successivi, che riprendono idee razziste e di chiusura delle frontiere. Sono la conseguenza di un’opposizione sindacale e politica ridotta al silenzio e repressa dai vari governi Macron.

Costruire un fronte di massa

Da alcuni giorni gruppuscoli fascisti invocano vendetta. Hanno attaccato sedi di organizzazioni politiche come LFI e, a Lione, le sedi di Solidaires o la libreria La Plume Noire.
I/le militantɜ antifascisti/e, in particolare dell’ex Jeune-Garde, sono pubblicamente accusati/e di omicidio e minacciati/e di morte, con la diffusione online dei loro dati personali. A loro va tutto il nostro sostegno.
I fascisti idealizzano e romanticizzano la violenza e la morte e minacciano il nostro campo, quello degli sfruttati/e e degli oppressi/e, mentre l’antifascismo lotta per l’uguaglianza e la giustizia.
Esistono diverse forme di lotta. Ma non esistono scorciatoie per combattere il fascismo. Per opporvisi serve l’unità – non solo nelle elezioni – delle forze sindacali e politiche impegnate nella trasformazione sociale.
Più che mai, abbiamo bisogno di costruire un fronte unitario di massa capace di far arretrare i fascisti nelle urne, ma soprattutto nelle strade, nei quartieri, nei luoghi di lavoro.
È urgente mantenere una linea antifascista unitaria, popolare e di massa di fronte all’onda bruna che si profila. Antifascisti finché sarà necessario!

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