La scuola ticinese non può restare indifferente di fronte alla tragedia che sta insanguinando Gaza

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Pubblichiamo una interpellanza dei deputati dell’MPS che riprende, in parte, i contenuti della lettera aperta che, lo scorso 26 agosto, avevamo indirizzato alla direzione del DECS. (Red)

Da settimane il mondo assiste, attonito, a un susseguirsi di immagini che lacerano la coscienza: città ridotte in macerie, bambini senza futuro, famiglie annientate. La portata di questa catastrofe umanitaria non consente né silenzi né indifferenze.
La scuola, per sua missione, non è un’istituzione neutrale: essa educa alla responsabilità, al rispetto dei diritti umani, alla pace. È quanto afferma l’articolo 2 della Legge della scuola del Canton Ticino. Proprio per questo, non può sottrarsi al dovere morale e civile di aprire uno spazio di riflessione sugli eventi che segnano in maniera così brutale il nostro presente.
Ogni anno le scuole ticinesi celebrano con impegno e consapevolezza la Giornata della memoria, ricordando l’orrore della Shoah per insegnare alle nuove generazioni a resistere all’odio e alla violenza. Oggi, la tragedia di Gaza interpella con la stessa urgenza le nostre coscienze: chiudere gli occhi significherebbe tradire quello stesso spirito di memoria e vigilanza.
Dal mondo scolastico giungono già segnali in questo senso: pensiamo alla lettera aperta del collegio docenti della SMe di Viganello e quelle dei docenti di alcuni Licei che chiedono con forza un coinvolgimento educativo su quanto sta avvenendo. È un appello che non può rimanere inascoltato.
Non si tratta solo di informare: si tratta di formare. Di offrire a studenti e studentesse la possibilità di leggere la complessità della realtà, di riconoscere la disumanità della guerra, di maturare quella coscienza critica e civile che è il fondamento della convivenza democratica.
La scuola non costruisce soltanto sapere: costruisce coscienza, memoria, responsabilità.
Quanto avviene oggi a Gaza non è un conflitto come gli altri: è un crimine contro l’umanità che si inscrive tra le pagine più oscure della storia recente.

Alla luce di queste considerazioni chiediamo al governo:

  1. Non ritiene doveroso rivolgersi al mondo della scuola sottolineando la gravità di quanto sta accadendo a Gaza e incoraggiare al suo interno iniziative che favoriscano una riflessione educativa, critica e responsabile sul rispetto dei diritti umani e sulla necessità della pace?
  2. Non ritiene opportuno adoperarsi affinché la Giornata della memoria del 2026 – o un’altra data significativa – venga dedicata nelle scuole a quanto sta avvenendo a Gaza, in coerenza con la missione educativa della scuola ticinese?

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