Categoria: Articoli

Prima la scuola o gli “imperativi finanziari”? È ora di cambiare politica

Il dibattito sulla scuola, ciclicamente, torna a concentrarsi sul tema delle “risorse” disponibili per difenderne e migliorarne la qualità. Un tema antico, ma oggi di bruciante attualità: le decisioni prese...

Anchorage, Alaska, il palcoscenico è di Putin

È probabilmente troppo presto per dare un giudizio complessivo sull’incontro tra i “grandi” tenutosi ieri ad Anchorage, in Alaska. Basarsi solo su quel poco che è stato detto nella conferenza...

Gaza o il fallimento dell’Occidente

Il periodo dal 7 ottobre 2023 segna il peggior capitolo del lungo calvario del popolo palestinese. Peggiore persino della Nakba – “catastrofe” in arabo – del 1948, riferendosi a eventi...

“The Day after” a Gaza

Le recenti dichiarazioni di Benjamin Netanyahu, rilasciate in un’intervista a Fox News giovedì scorso e in due conferenze stampa domenica, hanno suscitato grande scalpore. È stato condannato dalla maggior parte...

Trump e il suo 39%: gli obiettivi e gli interessi del padronato svizzero

In relazione ai dazi doganali del 39% imposti dal 7 agosto su una parte delle importazioni provenienti dalla Svizzera, si è parlato molto delle esportazioni di prodotti farmaceutici e dei...

Assicurazioni malattia: aumento dei premi e crescente privatizzazione del sistema sanitario

Alla fine di settembre verrà annunciato il nuovo aumento annuale dei premi di cassa malati. Come ogni anno, le previsioni (4%, 5%?…) e i consigli (come risparmiare…) si sprecano sui...

Gli Stati Uniti verso l’autoritarismo. Una resistenza ancora insufficiente

Stiamo scivolando verso uno stato autoritario. Viviamo in un paese in cui molte istituzioni democratiche, compresi i tribunali, sono state gravemente indebolite, le organizzazioni della società civile sono state profondamente...

Banking on Climate Chaos 2025: due terzi delle banche rilanciano sul fossile

Nel 2024, 48 delle 65 banche monitorate hanno aumentato gli investimenti fossili. È finita l’era del greenwashing, comincia quella del postwashing. Dato che aumenta costantemente la temperatura del Pianeta, sembra...

Autoritarismo e democrazia nel XXI° secolo

In un contesto globale segnato dalla rinascita delle forze di estrema destra, lo storico Enzo Traverso aggiorna la sua analisi sul postfascismo alla luce degli eventi degli ultimi anni e...

L’ipocrisia dei “riconoscimenti” dello stato di Palestina

Ancora una volta, l’improvviso attivismo diplomatico di alcuni paesi europei – per ora Francia e Gran Bretagna, altri forse si aggiungeranno – sul genocidio a Gaza è rivelatore della crisi...

Trump vuole annettere la Svizzera?

Dal 2 aprile scorso (Liberation Day), il presidente Donald Trump ha fatto in continuazione ricorso a disposizioni legali eccezionali per manipolare i dazi doganali che impone ai principali paesi esportatori...

Hiroshima 1945. Perché la bomba atomica?

Giusto 80 anni fa, il 6 agosto 1945, gli Stati Uniti sganciarono una bomba atomica su Hiroshima, con effetti devastanti. Ma la bomba non fu usata per motivi militari. La...

Sostiene Pronzini…

Pubblichiamo l’intervista che il vice-direttore del Corriere del Ticino, Gianni Righinetti, ha realizzato con il nostro deputato Matteo Pronzini. Le domande sono quello che sono, tutte tese a mettere in...

«Riconoscere la Palestina non fermerà il genocidio a Gaza. Solo le sanzioni contro Israele lo faranno»

Il riconoscimento internazionale di uno Stato palestinese premia Israele, che dovrebbe ringraziare ogni Paese che lo fa, perché questo riconoscimento serve come alternativa ingannevole a ciò che dovrebbe realmente essere...

La guerra organizza l’accumulazione del capitale

Le guerre sono il motore dell’accumulazione di capitale, indipendentemente dagli Stati-nazione coinvolti nei conflitti. È vero che alcune grandi aziende traggono profitto dal genocidio palestinese, come denuncia la relatrice speciale...

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Per un referendum cantonale contro gli attacchi ai salari minimi cantonali

Omaggio a un «vero difensore degli oppressi»

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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