Paese: Regno Unito

La politica economica del Labour: la sfida da affrontare

Qualunque sarà il governo che nel Regno Unito uscirà dalle urne del 12 dicembre, dovrà affrontare una sfida immensa. L’economia britannica è messa male e la società è completamente divisa....

«No Money, No Food!» I lavoratori di UberEats in sciopero a Londra

Il più grande sciopero di UberEats blocca East London, lavoratori in mobilitazioni contro il taglio improvviso dei salari di quasi il 40%. Giovedì 20 settembre il più grande sciopero UberEats...

Regno Unito | Corbyn e Momentum, il «movimento di movimenti»

Questa è la seconda parte dell’articolo di François Chesnais sulle trasformazioni del Labour Party, la cui prima parte è uscita qualche giorno fa: Jeremy Corbyn: la sinistra alla riconquista del...

Jeremy Corbyn: la sinistra alla riconquista del Partito laburista

François Chesnais, militante del NPA, portavoce di Attac!, collaboratore di “Le Monde Diplomatique”, riflette su una delle più importanti novità nella sinistra europea, passando in rassegna alcuni libri dedicati a...

Gran Bretagna | Conservatori in crisi, il Labour di Corbyn in ascesa

di Veronica Fagan* Il 18 aprile scorso il primo ministro britannico Theresa May, indicendo delle elezioni anticipate per l’8 giugno, si aspettava che il loro risultato la rafforzasse. S’è prodotto...

Ultimi articoli

Per un referendum cantonale contro gli attacchi ai salari minimi cantonali

Omaggio a un «vero difensore degli oppressi»

scuola

In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

eventi

Non ci sono appuntamenti