Tema: Economia

La crisi dell’euro e dell’Unione europea

La crisi iniziata negli Stati Uniti nel 2007-2008 ha colpito in pieno l’Unione europea a partire dal 2008, provocando serie perturbazioni nella zona euro a partire dal 2010.[1] Le banche...

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Bancocrazia – Dalla Repubblica di Venezia a Mario Draghi e Goldman Sachs

Dal XII secolo agli inizi del XIV, l’Ordine dei Templari, presente in gran parte dell’Europa, si trasformò in banchiere dei potenti, contribuendo al finanziamento di varie crociate. Agli inizi del...

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Critica dell’ideologia dell’euro

Sul piano meno superficiale, l’analisi del debito pubblico è strettamente connessa a quella del debito estero. Da un lato il debito pubblico risulta realmente un problema solo quando è correlato...

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I soldi ci sono, basta volerli cercare

Con la crisi la ricchezza è volata nei paradisi fiscali dove sono collocati circa 8.500 miliardi provenienti non solo dalle grandi società commerciali e finanziarie ma anche da media borghesia. Nell’Italia...

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Marchionne, la Fiat, il capitalismo

Ancora una volta nel silenzio complice delle istituzioni e delle forze politiche si procede al trasferimento all’estero di un importante settore del Gruppo Fiat: la Fiat industrial, costituita solo due...

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Quale futuro per l’euro?

Giocando a carte scoperte affermo subito che per chi si pone nella prospettiva di un cambiamento di paradigma socio-economico il dilemma euro è un falso problema, o meglio non è...

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Dove va il capitalismo contemporaneo?

La crisi da strutturale si va trasformando in sistemica nella misura in cui l’economia di mercato, nel suo produrre disfunzioni e inefficacia, dà vita a un crescente mancato consenso sociale....

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Lavorare meno, lavorare tutti!

È uno dei paradossi della crisi che stiamo vivendo: di fronte ad una crisi occupazionale sempre più profonda, di fronte ad una evoluzione sempre più iniqua della ripartizione della ricchezza,...

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Che fare dell’euro e del debito? Le proposte di alcuni economisti

Pubblichiamo un manifesto apparso nelle scorse settimane per iniziativa di alcuni economisti europei attivi nella sinistra anticapitalista (Red).   La crisi   L’Europa sta sprofondando nella crisi e nell’arretramento sociale,...

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Nel segno del keynesismo finanziario

Nel suo ultimo libro Joseph Stiglitz riassume con precisione quanto avvenuto quando dichiara che «siamo arrivati al culmine di un trentennio speso a schivare una crisi dopo l’altra». La sfera...

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Se Marx e Keynes…

  ll giornale inglese, The Guardian, si è divertito a immaginare un dibattito di eccezione, al vertice di Davos, con un panel immaginario composto dal meglio del pensiero economico del...

Banche contro popoli

I retroscena di una partita truccata Il maggiore attacco su scala europea ai diritti sociali dalla seconda Guerra mondiale ad oggi(1)

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I giochi della fame

La crisi alimentare crea devastazione nel mondo. Si tratta di una crisi silenziosa, non è sulla prima pagina dei giornali e non interessa né la Banca centrale europea, né il...

Crisi e occupazione: non solo UBS

Pubblichiamo qui di seguito l’editoriale dell’ultimo numero di Solidarietà (n° 18 del 1° novembre 2012).

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Quattro anni di crisi

Quasi quattro anni dopo il fallimento della banca americana Lehman Brothers, la crisi è lungi dall’essere terminata. Al di là di Grecia, Spagna o l’Italia, è l’intera zona euro a...

Ultimi articoli

PSE e nuovo stadio. Cosa ci sarà mai da festeggiare…

Russia. I costi dell’invasione dell’Ucraina non possono più essere tenuti lontano da tutti i russi

Italia. Dopo i fatti di Modena, qualche dato oggettivo

In poche parole

Della serie: il settore della moda tiene…

Non sono passate 24 ore da quando Marina Masoni, presidente di quel guscio vuoto che è TicinoModa, ci ha assicurato sulle magnifiche sorti e progressive della Fashion Valley ticinese, ed ecco annunciata la soppressione dei 60 posti di lavoro della Auriel Investment Sa di Paradiso.
Interessante, perché questa azienda, come la stragrande maggioranza di quelle che compongono il settore in Ticino, non è un’azienda produttiva nel senso tradizionale del termine, né un fiore all’occhiello di un settore industriale d’avvenire. È invece un’azienda sostanzialmente commerciale (i lavoratori licenziati sono “tutti attivi nel settore amministrativo”).
Il nuovo fondo – americano, naturalmente – che rileverà il marchio Roberto Cavalli affiderà inoltre a The Level Group, società di e-commerce con sede a Milano, la “gestione delle operazioni nei canali e-commerce, wholesale e retail”.
Nulla di nuovo: la Fashion Valley ticinese continua a essere quella del modello Gucci e Kering. Cosa costoro abbiano lasciato in Ticino è sotto gli occhi di tutti (a cominciare dalle mastodontiche infrastrutture). Quello che invece si sono portati via – in particolare sotto forma di sgravi e aggiramenti fiscali – è nelle carte delle diverse condanne subite in Italia e in Francia.
Cose che il governo di questo Cantone continua a ignorare.

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