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L’ATA è contraria allo sproporzionato “polo sportivo e degli eventi” (PSE) a Cornaredo, sul quale il Consiglio comunale di Lugano si pronuncerà alla fine di marzo. Le ragioni della nostra opposizione risiedono nel fatto che questo progetto contraddice molti dei principi basilari dello sviluppo sostenibile che la nostra associazione promuove.
Urbanisticamente, il nuovo quartiere (oltre allo stadio, che non contestiamo, si vorrebbero realizzare due torri amministrative e quattro grandi palazzine abitative, il tutto corredato da ben quattro autosili!) non è opportuno. Come hanno rilevato nel loro comunicato stampa i Cittadini per il territorio del Luganese, non ha alcun senso sviluppare una zona periferica mentre il centro si svuota.
Inoltre, a differenza di ciò che afferma la retorica dei fautori, il PSE non è affatto un quartiere ecologico: la mobilità è prevista essenzialmente con il mezzo privato e, oltretutto, esso si situa parzialmente a ridosso della nuova strada a quattro corsie, chiamata via Stadio, pianificata da est a ovest attraverso il prezioso terreno comunale, dove ora si trova il posteggio alberato. Dispiace constatare che contro questa strada il Municipio di Lugano (che è proprietario del terreno!) non ha mosso un dito, mentre l’ATA, unitamente alla Società Ticinese per l’Arte e la Natura ha interposto ricorso al Tribunale amministrativo. È emblematico il fatto che la nuova strada non figuri chiaramente negli schizzi e disegni presentati dai promotori e dal Municipio, che invece sottolineano la valenza ambientale del progetto. Ma, se le parole hanno un senso, chi di voi andrebbe ad abitare in un quartiere “ecologico” a ridosso di una strada a quattro corsie? Nemmeno così salutare per i ragazzi e giovani che si allenano sui campi da calcio.
In realtà noi dell’ATA ci stiamo occupando della zona di Cornaredo da più di un ventennio, da quando nel lontano 2001 abbiamo ritirato il ricorso contro la galleria Vedeggio-Cassarate in cambio di una serie di misure fiancheggiatrici volte ad evitare un aumento del traffico privato motorizzato, misure rimaste purtroppo in gran parte lettera morta. Così la situazione viaria ed ambientale a Cornaredo è desolante e rischia di peggiorare se verranno aggiunti nuovi contenuti serviti essenzialmente da un’ulteriore mobilità individuale motorizzata.
D’altra parte Lugano ha un altro grave problema: l’enorme fervore edilizio produttore di alloggi che ormai rimangono vuoti. Purtroppo, se il piano regolatore lo permette, non si può impedire ai proprietari di costruire, ma non è proprio il caso che il Pubblico favorisca pure lui questa edificazione forsennata, che ha anch’essa un forte impatto ambientale e rischia di provocare una bolla con conseguenze imprevedibili. Il principio dello sviluppo sostenibile spingerebbe invece a costruire soltanto ciò che è veramente necessario. E pure la Costituzione federale prescrive una “parsimoniosa utilizzazione del suolo” (art. 75).
Anche lo spostamento a Cornaredo dell’amministrazione comunale e della polizia provoca lo stesso problema: chi andrà mai ad occupare gli spazi che si libererebbero in centro, data l’entità dello sfitto in città?
Sviluppo sostenibile significa che occorre analizzare onestamente quali sono le necessità e poi procedere a mettere a norma o ricostruire lo stadio e gli spazi per i giovani secondo le esigenze individuate. Un progetto in tal senso c’è già.
Ora, senza soffermarmi sugli altri punti critici del progetto (segnatamente l’enorme costo per l’ente pubblico in presenza di necessità più impellenti e la dubbia collaborazione con investitori privati), concludo dicendo che, dopo un anno di pandemia, è giunto il momento di attuare i propositi più volte asseriti e di rivedere il nostro modello di sviluppo improntandolo finalmente sulla sostenibilità e la sobrietà.

*articolo apparso sul bollettino marzo-aprile 2021 dell’Associazione Traffico e Ambiente (ATA)

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