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Sappiamo che spesso la realtà supera la fantasia o le narrazioni che possono apparire eccessivamente ardite. Ma non pensavamo che il nostro commento su una certa concezione della sinistra (La “sinistra”? È una società (anonima!) * MPS – Movimento per il socialismo (mps-ti.ch)) avesse sviluppi così realistici. Nel nostro commento eravamo partiti da una definizione del presidente del PS Sirica secondo il quale l’insieme degli eletti alle ultime elezioni comunali per le liste della cosiddetta “area rosso-verde” rappresentavano una sorta di società anonima di cui il PS sarebbe, sempre secondo il presidente del PS, “l’azionista di maggioranza”.

Al di là dell’infausta scelta di un lessico da mercato azionario, questa concezione traduce bene quello che noi abbiamo sempre spiegato: e cioè il fatto che il PS (a livello nazionale, cantonale e regionale) viva le proprie alleanze sostanzialmente come complemento alla propria centralità, facendo poi valere (nelle istituzioni, ma anche a livello politico generale) il proprio punto di vista. Gli “alleati” appaiono quindi come sostanzialmente dei subordinati che qua e là possono manifestare qualche dissenso (magari dovuto alla giovane età…); ma alla fine sono tutti parte della stessa “famiglia” (quella della “sinistra” o della “sinistra rosso-verde”) che ha come obiettivo di rafforzare la propria presenza nelle istituzioni (nei governi centrali e locali) per cambiare le cose. Da qui le alleanze elettorali che (come in tutte le SA che si rispettano) in caso di successo premiano anche gli azionisti di minoranza con qualche dividendo (qualche eletto nei Consigli comunali per gli alleati minori), ottenendo in cambio la loro fedeltà alla linea maggioritaria (collaborazione nel governo federale, in quelli cantonali e nei Municipi). Piccoli dividendi che permettono di immaginare di esistere, di avere un’esistenza istituzionale anche quando della mancanza di questi alleati non si accorgerebbe proprio nessuno, vista la loro inconsistenza politica concreta nell’opporsi alla logica e alle politiche di chi governa ai vari livelli.

Torniamo ora all’inizio del nostro articolo raccontando una breve e recente vicenda nella quale, nel più puro stile mercantile, l’azionista di maggioranza (il PS) fa valere i propri diritti…strafottendosene degli alleati, delle loro richieste, persino degli accordi pattuiti. D’accordo i diritti delle minoranze, ma quando vi è un po’ di ciccia in palio…

Dopo le elezioni comunali, come prevede la Legge, i consigli di amministrazione delle società a controllo comunale hanno dovuto essere rieletti. Alla cosiddetta sinistra “rosso-verde” di Lugano spettava un seggio nel consiglio di amministrazione dell’AIL (Aziende Industriali Lugano). Nella precedente legislatura i seggi erano due: Nicola Schönenberger (Verdi) e Marilena Ranzi per il PS, giunta al limite dei mandati. La discussione e la trattativa tra i Verdi e le istanze del PS di Lugano (come si ricorderà correvano con una lista comune per il Municipio) avevano condotto alla conclusione che fosse l’uscente Schönenberger a occupare questo seggio, per le competenze e capacità gestionali in una “prospettiva verde” riconosciute persino dal “management” delle AIL.

Ed ecco che a questo punto subentra il “nuovo corso” del PS, quel del “largo ai giovani” e delle copresidenze manifestatosi a Lugano nella elezione della copresidenza Zanetti-Prati. Il nuovo copresidente Filippo Zanetti (che evidentemente non ne ha a sufficienza dei gettoni di presenza che riceve da anni come membro del consiglio di amministrazione della Verzasca SA in rappresentanza del Comune di Lugano) decide che quel posto spetta all’”azionista di maggioranza” cioè al PS, cioè a lui. E impone questa scelta al PS di Lugano, facendosi designare nel CdA della AIL SA al posto di Schönenberger.

Un episodio desolante, ma che illustra bene la logica della “Sinistra SA” nella quale il socio di maggioranza detta linea politica di fondo e distribuzione dei dividendi. Una logica che lasciamo volentieri ai cantori dell’”unità della sinistra”.

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