Pubblichiamo qui di seguito una presa di posizione dell’MPS sulla situazione venutasi a creare all’interno della Magistratura in seguito alla destituzione di due giudici del tribunale d’appello. Il testo inserisce questa vicenda nel contesto di una crisi più generale politica e sociale che ormai da tempo investe il Cantone. (Red)
Crisi della Magistratura: necessaria una Commissione Parlamentare d’Inchiesta (CPI)
La destituzione dei giudici Quadri e Verda Chiocchetti rappresenta un fatto grave, che costituisce un segnale non solo della crisi interna alla Magistratura, ma anche di quella politica che sta attraversando il Ticino e le sue istituzioni.
Questo episodio evidenzia il progressivo sfaldamento di quell’equilibrio politico a cui, in passato, avevano aderito – seppur con modalità diverse – tutti i partiti rappresentati in governo, insieme ai loro alleati. Un equilibrio che, nel bene o nel male, aveva garantito una certa stabilità negli ultimi vent’anni.
Oggi i segnali della crisi sono sotto gli occhi di tutti. Tra questi spiccano l’incapacità di affrontare le sfide politiche e sociali quotidiane che condizionano la vita di chi vive e lavora in Ticino. È sufficiente menzionare, a titolo esemplificativo: le difficoltà occupazionali persistenti, mitigate solo da un aumento dell’occupazione precaria; il ristagno o il declino dei salari; l’emergere di nuovi fenomeni di povertà; e il sistematico degrado del potere d’acquisto delle famiglie.
Questa crisi grava su tutte le dimensioni del potere istituzionale – esecutivo, legislativo e giudiziario. Per quanto riguarda l’esecutivo e il legislativo, basti citare il caos che caratterizza l’operato del governo cantonale e lo spettacolo desolante offerto dal Parlamento durante le sue sessioni.
Declino della Giustizia e interferenze politiche
Anche l’amministrazione della Giustizia ha risentito profondamente di questo contesto di crisi e declino istituzionale. Non è necessario elencare tutti i segnali di questa situazione, ormai evidenti da anni. Tuttavia, è opportuno richiamare due aspetti emblematici:
- La questione delle nomine dei magistrati, oggetto di continue tensioni tra i partiti, motivati dalla volontà – condivisa da tutte le forze di governo – di mantenere un rigido controllo partitico sulle nomine.
- Le pressioni sull’organizzazione amministrativa delle strutture giudiziarie, spesso influenzate dal potere politico, in particolare dal Dipartimento competente.
Il potere politico, manifestato attraverso il ruolo dei partiti e dei loro rappresentanti nelle istituzioni politiche e parapolitiche (come il Consiglio della Magistratura), risponde a questa crisi con una logica sempre più autoritaria. Lo si vede nelle istituzioni politiche, ma anche in settori come la scuola, l’assistenza sociale, la gestione del personale e, naturalmente, la magistratura stessa.
Un esempio evidente è il progressivo svuotamento degli spazi di confronto e denuncia in sede parlamentare. Si pensi alle numerose interpellanze parlamentari ignorate dal governo o liquidate con risposte evasive, e alla drastica riduzione della possibilità di interpellare il governo da parte delle forze di opposizione. Questa dinamica si riflette anche nell’intenzione di introdurre uno sbarramento del 4% per l’ingresso in Gran Consiglio, mascherata da preoccupazione per la frammentazione politica ma, in realtà, mirata a eliminare le voci di opposizione.
La destituzione dei giudici: un caso emblematico
La decisione di destituire i giudici Quadri e Verda Chiocchetti si colloca in questo contesto di intolleranza verso chi esprime posizioni “non allineate” o difende valori civili e democratici all’interno delle istituzioni pubbliche.
I due giudici hanno pagato il prezzo della loro coerenza, avendo denunciato comportamenti inaccettabili all’interno della Magistratura. La loro colpa? Aver segnalato le condotte del giudice Ermani, noto per aver diffuso foto e messaggi inappropriati, comportamento che aveva già suscitato richieste di dimissioni. La denuncia è stata giudicata infondata, portando a una decisione che, anche per chi non possiede specifiche competenze giuridiche, appare sproporzionata e legata al clima politico dominante.
Non sorprende, quindi, che questa “punizione esemplare” fosse stata preannunciata dal ministro Gobbi, che aveva ventilato la necessità di sostituire due o tre giudici. Tutti sanno che il giudice Ermani chiederà presto il pensionamento e che il suo sostituto designato potrebbe essere l’avvocato Frequin Taminelli, da lui stesso sostenuta.
L’urgenza di una Commissione Parlamentare d’Inchiesta
In questa situazione, l’unico rimedio per chi intende difendere i diritti democratici è garantire un’analisi trasparente e approfondita della crisi della Magistratura. È essenziale fare luce sui fatti accaduti e comunicare in modo chiaro quanto sta succedendo.
Per questo, l’MPS proporrà la creazione di una Commissione Parlamentare d’Inchiesta (CPI), con la partecipazione di un rappresentante per ogni partito presente in Gran Consiglio. Tale commissione dovrà indagare sulle ragioni della destituzione dei due giudici del Tribunale penale e mettere in evidenza i problemi interni alla Magistratura e al suo funzionamento.
Condividi:
- Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Fai clic per inviare un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
- Fai clic per condividere su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky
