La polizia aggredisce una manifestante senza alcuna ragione

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Pubblichiamo il testo dell’interpellanza che i deputati dell’MPS hanno inoltrato oggi in merito alla ingiustificata aggressione di una manifestante in occasione della partecipazione del  ministro Cassis a un evento organizzato dal PLR lunedì 13 ottobre. (Red)

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Il sito della RSI ha documentato ampiamente, nel pomeriggio di martedì 14 ottobre 20205, quanto successo il giorno precedente in occasione del presidio organizzato dal movimento di solidarietà con la Palestina. per  protestare contro la presenza del Consigliere federale Cassis, ospite di un evento organizzato dal PLR, alle scuole medie di Camignolo.

Come indica il sito  una manifestante è stata aggredita dalla polizia cantonale presente in forze e in tenuta antisommossa. La RSI ha raccolto la testimonianza della diretta interessata che ha così riassunto quanto le è capitato: “Intorno alle 20 – prosegue il racconto Paola, 46enne maestra d’asilo domiciliata nel Sopraceneri –, mi sono spostata verso la palestra delle scuole, allontanandomi quindi dall’aula magna dov’era in corso la serata. Non c’erano cordoni di polizia e non c’erano delimitazioni, mi sono quindi solo appartata per vedere se da lì avevo una visuale migliore. A un certo punto un agente in borghese – presumo – mi ha vista e ha iniziato a urlare ai colleghi in modo aggressivo ‘mandatela fuori dai coglioni’. Io non avevo cartelli con me, non stavo gridando nulla e non ho minacciato nessuno. A quel punto è arrivato un agente da me intimandomi in maniera aggressiva di andarmene, al che io ho semplicemente provato a chiedergli in maniera molto tranquilla ed educata perché dovevo andarmene da lì, trovandomi su suolo pubblico e non rappresentando nessuna minaccia. L’agente ha allora iniziato a spingermi e io ho provato anche a dirgli di smetterla e che me ne sarei andata via da sola, ma non ho fatto in tempo a finire la frase che mi hanno afferrata e scaraventata con la testa contro i vetri della palestra, ammanettandomi con violenza… pensavo che mi rompessero un braccio”.
Il sito della RSI racconta inoltre che la manifestante viene portata sulla camionetta della polizia, ancora ammanettata. Racconta di aver chiesto di telefonare, ma un agente l’ha trattata con arroganza, rispondendo “Pippo Baudo” quando lei ha chiesto il suo nome. Si è sentita umiliata e senza alcun conforto. Solo alla fine, dopo l’intervento di un altro agente che la conosceva e le ha detto che la madre era arrivata, il clima si è calmato. Dopo quasi un’ora, Paola è stata rilasciata: le hanno preso i dati ma non è stato redatto alcun verbale.
La polizia – alla quale la RSI ha chiesto un reazione – ha così preso posizione: “Nel contesto di una manifestazione non autorizzata a Camignolo, tenutasi a margine di un dibattito e di un comitato cantonale di partito, è stato organizzato un dispositivo di sicurezza. Alla manifestazione ha preso parte una quarantina di persone, alcune delle quali si sono posizionate in maniera tale da impedire il passaggio dei membri delle autorità presenti alla serata…Per quanto riguarda il caso puntuale da voi evocato, una persona si è introdotta nel dispositivo ed è stata invitata ripetutamente ad allontanarsi per ragioni di sicurezza. Nonostante le intimazioni, ha opposto resistenza rendendo necessario il suo fermo temporaneo e la sua identificazione”.

Fin qui la narrazione dei fatti e i commenti.

Tuttavia, nel pomeriggio e nella serata di ieri, un video amatoriale girato sul posto (e riproposto da diversi siti tra i quali anche quello della RSI)  ha permesso a migliaia di ticinesi di vedere abbastanza chiaramente quanto avvenuto.
Si vede chiaramente che:
– la persona in questione si trova tranquillamente a distanza di almeno una trentina di metri dalla sala nella quale si teneva la riunione organizzata dal PLR
– la persona in questione non dà segni di voler fare qualcosa e non fa nulla che possa giustificare una reazione della polizia nei suoi confronti
– la persona in questione viene improvvisamente aggredita dagli agenti, ammanettata e caricata in una macchina della polizia
Tutto questo, appare chiaramente dal filmato: il comportamento di questa personale non ha manifestato ostilità verbali o gestuali tali da giustificare l’intervento che ne è seguito.

Alla luce di queste considerazioni, chiediamo al Consiglio di Stato

1. In cosa è consistito, nel contesto di questo evento, il “dispositivo di sicurezza” organizzato dalla Polizia cantonale?

2. Quali sono state le ragioni che hanno spinto la polizia cantonale ad organizzare questo “dispositivo di sicurezza”?

3. Quanti sono i membri della polizia cantonale e delle polizie locali coinvolti in questa operazione?

4. Quanti sono i costi complessivi di questo “dispositivo di sicurezza”?

5. Dato che il filmato non mostra alcun atteggiamento aggressivo da parte della persona in questione, quali sono le ragioni che hanno spinto gli agenti ad intervenire in modo così violento e repentino?

6. Ritiene proporzionato l’intervento degli agenti?

7. Chi ha deciso il fermo della persona (assolutamente pacifica) visibile nel video pubblicato dalla RSI e per quali motivi?

8. In quali circostanze un agente di polizia è tenuto a comunicare il proprio nome e cognome e/o il suo numero di matricola? Rispondere con nomi di fantasia è previsto dalle direttive della polizia cantonale?

9. Per quale motivo non è stato redatto alcun verbale del fermo avvenuto con l’impiego della forza da parte di due agenti di polizia e terminato con l’ammanettamento della persona?

10. La persona fermata lunedì sera non conosce il nome dell’agente che le ha controllato i documenti e l’ha presa in giro dicendo di chiamarsi Pippo Baudo né degli agenti che l’hanno fermata con forza. La 49enne ha invece dovuto fornire tutti i dati personali alla polizia. Secondo le informazioni, la donna ha sporto denuncia martedì pomeriggio. Il governo non ritiene che sia il caso di introdurre il numero identificativo per gli agenti al fine di permettere ai cittadini e alle cittadine di potersi tutelare in caso di (presunti) abusi? In fondo, se non c’è niente da nascondere..

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