Voci dal presidio contro Vannacci

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Pubblichiamo qui di seguito due tra i diversi interventi che hanno scandito la presenza di alcune centinaia di compagne e compagni al presidio contro la conferenza del fascista Roberto Vannacci invitato dall’UDC del Mendrisiotto.
Il primo è stato quello pronunciato da Barbara Di Marco a nome del collettivo femminista Io l’8ogni giorno; il secondo quello di Luca Torti, membro del segretariato MPS. (Red)

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Il femminismo è antifascismo

Buonasera a tutte le persone presenti,

Il collettivo femminista Io l’8 ogni giorno è qui perché oggi, a Mendrisio è stato invitato Roberto Vannacci, un personaggio che ha voluto costruire la sua notorietà con la legittimazione dell’odio, invece che a favore della costruzione del bene comune.

Non siamo qui per discutere un semplice dissenso di idee. Siamo qui perché non tutte le idee stanno sullo stesso piano e continuare a fingere che sia così è uno degli errori più gravi delle democrazie contemporanee. La filosofa Hannah Arendt ce lo ha spiegato molto bene: il fascismo non nasce all’improvviso, ma si insedia lentamente, quando il linguaggio dell’esclusione diventa normale, l’ideologia smette di essere riconosciuta come pericolosa e diventa un’“opinione tra le altre”. Il fascismo non è un’opinione, perché un’opinione riguarda ciò che si può pensare del mondo; mentre il fascismo riguarda chi ha diritto di stare al mondo.

Le idee di Vannacci non si limitano a propinare una visione conservatrice, esse producono una gerarchia umana in cui le donne sono considerate naturalmente subordinate agli uomini, le persone migranti diventano pericolose minacce e le comunità LGBTQIA+ vengono descritte come deviate e malate. Questo è un progetto politico di esclusione e sappiamo molto bene che quando una parte dell’umanità viene definita “di troppo”, la violenza è una conseguenza logica e inevitabile.

Dire che le posizioni di Vannacci siano “solo un’opinione”, come ribadito più volte dal presidente UDC di Mendrisio Lorenzon, è profondamente sbagliato perché le opinioni non tolgono i diritti alle persone, non legittimano le discriminazioni sistemiche, non fomentano l’odio e non preparano il terreno alla repressione.

Il nostro è un femminismo intersezionale e parte dal rifiuto di ogni gerarchia che stabilisca chi vale di più e chi di meno. Ci opponiamo fermamente a qualsiasi forma di sessismo, razzismo, omolesbotransfobia, nazionalismo identitario perché sono tutte facce della stessa medaglia e non esistono separatamente; perciò, siamo molto consapevoli che non sia possibile lottare ogni giorno contro di esse separatamente.

L’UDC ticinese, invitando Vannacci, ha compiuto una scelta politica che vuole normalizzare la discriminazione e la disuguaglianza. Nella “banalità del male” Hannah Arendt ci ha spiegato che la normalizzazione è il primo passo verso il totalitarismo: non persone eccessive, ma normali, all’apparenza rispettabili, piccoli funzionari che eseguono ordini senza interrogarsi e che rendono l’ingiustizia dicibile, presentabile e amministrabile.

La neutralità davanti a chi nega la pari dignità umana non deve essere in nessun modo scambiata per libertà di opinione o per democrazia, essa è una forma pericolosa di complicità. Difendere la democrazia significa tracciare dei confini chiari, ribadire sempre e a gran voce che esistono idee incompatibili con la convivenza democratica e questa nostra protesta non è una forma di intolleranza, come qualcuno vorrebbe far credere, ma una strenua difesa dei diritti umani fondamentali e del rispetto della dignità di tutte le persone.

Essere qui oggi, per noi del collettivo Io l’8 ogni giorno, significa affermare che Mendrisio e il Ticino non sono terreno fertile per l’odio travestito da ordine pubblico, per il sessismo mascherato da “fattore biologico” o ancora per politiche razziste alimentate dalla promessa della sicurezza.

Le nostre vite e i nostri corpi non sono negoziabili.

Resistiamo e resisteremo a chi ci vuole sottomesse e subordinate.

Per questo continueremo a lottare ogni giorno!

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No ai fascisti nostrani e di importazione!

Questa sera siamo qui per protestare contro la presenza di Vannacci a Mendrisio, qui dietro all’hotel Coronado, invitato dalla sezione dell’UDC della città.

Prima di leggervi questo testo permettetemi di ricordare un caro amico di tanti fra di noi, un convinto antifascista, pacifista e strenue difensore della democrazia e delle minoranze. Claudio Grigolo ci ha lasciati pochi giorni fa, sarebbe venuto qui stasera anche lui, l’avrebbe fatto per le sue idee e per mostrare le sue convinzioni. Ciao Claudio, siamo qui anche per te.

Questo presidio di protesta è sostenuto da varie forze, Movimento per il Socialismo, Partito Socialista mendrisiotto, Io l’8 ogni giorno, GISO, il collettivo R-esistiamo, Ticino Animal Save, Forum Alternativo, Mendrisiotto Regione Aperta.

Le nostre parole d’ordine sono chiare:

Contro l’odio.

Contro il razzismo.

Contro le discriminazioni di ogni genere.

E queste nostre convinzioni le contrapponiamo con forza e determinazione a quelle espresse da Vannacci in più occasioni e scritte nel libro “Il mondo al contrario”. Affermazioni quali:

“Lo straniero che non si integra…non è più un immigrato, ma diventa un invasore”

“Rivendico il diritto all’odio e al disprezzo”

“Cari omosessuali, normali non lo siete”

Queste deliranti affermazioni non sono ambigue, non lasciano dubbi, non permettono confusione. Sono bensì molto chiare e si inseriscono perfettamente in un discorso politico che Vannacci e altri come lui portano avanti da anni.

Rivendicare il “diritto all’odio” non significa difendere la libertà di espressione, ma legittimare l’odio come valore sociale e politico. E questo odio non resta confinato nelle parole pronunciate o scritte, ma trova concretezza in atti discriminatori, di marginalizzazione, di violenza simbolica o materiale, nei confronti di gruppi specifici e ben precisi della popolazione.

Definire lo straniero che non si adegua ai criteri culturali, sociali, ma anche religiosi, un invasore, significa costruire un immaginario di aggressione nei nostri confronti, di disumanizzazione di chi fugge dal proprio Paese e cerca sicurezza per sé, per la propria famiglia, di demonizzazione di chi chiede giustizia contro soprusi subiti. Questo linguaggio, questi atti, spianano la strada a politiche razziste e intimidatorie.

Questa dinamica si allarga velocemente ad altre minoranze, e non solo quelle di genere, ma anche nei confronti dei disabili, vissuti in questo contesto come non meritevoli di adeguate politiche di inclusione. Come se le vite non fossero tutte preziose, ma dovessero rispondere ad una specie di ordine gerarchico per importanza stabilito a priori.

Affermare che le persone omosessuali non sono normali, equivale a negarne il diritto di far parte a pieno titolo della società, legittimando di conseguenza la loro marginalizzazione e la negazione dei loro diritti.

Tutto questo nulla ha a che vedere con un sano dibattito o confronto di idee, ma significa solo sdoganare affermazioni razziste, xenofobe, omofobe, autoritarie, fasciste.

Non possiamo accettarlo!

Non abbiamo nulla da spartire con chi nega i diritti fondamentali, con chi fomenta l’odio e il disprezzo, per chi ricorda spesso e volentieri i bei tempi del fascismo o le cose buone che il fascismo ha fatto.

Questa serata organizzata dall’UDC  di Mendrisio è una provocazione e noi rispondiamo con questo presidio!

Rispondiamo con la nostra presenza, mettendoci le nostre facce, le nostre convinzioni!

La  presenza di Vannacci è anche oggetto di un’interpellanza al Consiglio di Stato, nella quale si chiede di considerare la sua presenza e le sue idee  come una violazione dell’articolo 261 bis del Codice Penale Svizzero che recita in modo chiaro che chiunque incita all’odio o discriminazione in base alla razza, etnia, religione o orientamento sessuale, chiunque propaghi un’ideologia che discredita o calunnia le minoranze, chiunque cerchi di ledere la dignità di queste minoranze, incorre in una trasgressione grave ed è punito con una pena detentiva fino a tre anni di detenzione o in alternativa con una pena pecuniaria.

Questo evento non è limitato ad una scellerata iniziativa di una singola sezione UDC, ma si inserisce in un processo in atto da tempo a tutti i livelli della società, e non solo la nostra.

Le posizioni di Vannacci vanno a braccetto con quelle espresse ad ogni occasione da parte di esponenti dell’estrema destra internazionale, posizioni che hanno preso un nuovo e più forte slancio con l’arrivo di Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Pensiamo, anche solo restando in Europa, all’estrema destra di Vox in Spagna, all’ Alternative für Deutschland in Germania, al Rassemblement National e Reconquête dei Le Pen in Francia, a Fidesz di Orbàn in Ungheria, alla Lega di Salvini e contorno come CasaPound e Forza Nuova in Italia, al Partito per la Libertà di Wilders in Olanda, ad Alba Dorada in Grecia, a Reform di Nigel Farage in Inghilterra.

In questo contesto non sfigura l’UDC svizzera, con i suoi continui attacchi agli immigrati e il tentativo di descrivere un’invasione straniera, perché questo è il termine usato, inesistente.

Queste forze tentano di riscrivere la storia, negando i crimini commessi dal fascismo, ma anche da altre dittature, quella nazista, quella franchista in Spagna, quella di Pinochet in Cile, quella di Videla in Argentina, quella di Salazar in Portogallo, solo per fare qualche esempio.

Sono le forze politiche che vedono l’intervento dell’esercito israeliano a Gaza come giustificato dal fatto di difendersi dai terroristi di Hamas.

Lo stesso Vannacci, alcuni mesi fa, dichiarava che “Israele non è in guerra con la Palestina, ma è in guerra con Hamas e Hezbollah, è in guerra con delle entità che vogliono distruggere Israele”

Il fatto che l’esercito israeliano si sia macchiato di genocidio nei confronti della popolazione palestinese e che Netanyahu sia un ricercato internazionale, dopo il mandato di cattura emesso da parte della Corte penale Internazionale, non hanno alcuna importanza per il personaggio che tra poco tenterà di galvanizzare i suoi fedeli nell’albergo qui alle nostre spalle.

Chi organizza un evento pubblico di questo tipo non può nascondersi dietro un dito, non può limitarsi a sostenere, come fatto dal presidente dell’UDC mendrisiense, che Vannacci propone dei temi di attualità e che è utile poterne discutere.

Frottole, bugie, fumo negli occhi, viltà!

Vannacci è un fascista, sostiene idee razziste, discrimina coscientemente le minoranze, incita e difende l’odio come pratica accettabile e comprensibile, sostiene la remigrazione, l’espulsione, il ritorno forzato, la deportazione degli immigrati verso il paese d’origine. E proprio Vannacci, a seguito dell’uccisione lunedì scorso a Milano di uno spacciatore marocchino ad opera di un poliziotto, ha dichiarato che la remigrazione è uno strumento di prevenzione perché salva le vite.

Chi invita un simile personaggio si assume la responsabilità di sdoganare le sue idee, altro che dibattito neutrale su temi di società!

Lo stesso Marco Chiesa, già presidente dell’UDC svizzera, consigliere agli stati UDC e municipale di Lugano UDC, non si è fatto alcun problema ad accogliere con tutti gli onori a Lugano lo scorso mese di novembre la nota esponente dell’estrema destra internazionale Eva Vlaardingerbroek. Quella, per intenderci, che ha dichiarato convintamente che la Spagna è “il paese salvato da Franco”. E anche tutto questo, naturalmente, nel contesto di un neutrale Forum dedicato a temi finanziari ed economici.

Invitati e relatori, in questa narrazione, non lo sono per le loro opinioni politiche, naturalmente, ma per il valore che possono apportare al dibattito. Proprio come vogliono farci credere i Lorenzon di turno a proposito del fascista Vannacci!

Bugie, nient’altro che bugie!

Mentono, sapendo di mentire!

Contro tutto questo, per ribadire con forza altre idee, le nostre, quelle dell’eliminazione di ogni discriminazione, per una vera politica di accoglienza, per la difesa delle minoranze, di genere, etniche, religiose, per i diritti delle donne, per la difesa di ogni popolo aggredito, dall’Ucraina alla Palestina, contro ogni forma di ritorno del fascismo, diciamo NO alla presenza di Vannacci in Ticino!

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