Caso Zali. La lettera della Procura e il silenzio dell’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio

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Pubblichiamo di seguito la lettera che il Procuratore generale Pagani ha inviato ieri, martedì 1° settembre, all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio.
Nella missiva, come si può leggere, il Procuratore generale comunica di aver risposto, sempre nel pomeriggio del 1° settembre, alla richiesta del quotidiano La Regione di confermare l’apertura di un procedimento penale per reati contro l’integrità sessuale nei confronti di Claudio Zali. Un procedimento del quale il quotidiano bellinzonese aveva ricevuto conferme da più fonti.
La Procura ha dunque ritenuto necessario informare formalmente l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio. Ma proprio qui emerge un elemento tutt’altro che secondario: stando alla stessa lettera, l’Ufficio presidenziale era già stato informato alcuni giorni prima, per l’esattezza venerdì 28 agosto.
E allora la domanda è inevitabile: che cosa ha fatto, nel frattempo, l’Ufficio presidenziale con un’informazione di questa portata?
La risposta, almeno per quanto ci è dato sapere, è piuttosto sorprendente: nulla è stato comunicato agli altri membri del Gran Consiglio. Né ai deputati né alle deputate che non fanno parte di un gruppo parlamentare, e che hanno dovuto prendere atto che di questa missiva aveva preso conoscenza la RSI. Cosa della quale ci compiacciamo (siamo e saremo sempre per la massima trasparenza). Ma che rende ancora più grave la mancanza di informazione ai deputati e alla deputate.
Non si tratta di una questione di opportunità o di cortesia istituzionale. Si tratta di trasparenza e, soprattutto, di rispetto delle regole del Parlamento.
È difficile non rilevare come questo modo di procedere appaia in aperto contrasto con le più recenti disposizioni e decisioni dello stesso Gran Consiglio. Proprio quelle disposizioni che dovrebbero garantire maggiore trasparenza e parità di informazione all’interno del Parlamento in materia di comunicazioni relative a procedimenti giudiziari sembrano, in questo caso, essere state messe da parte.

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