CPI – Hospita, la repubblica delle banane

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Ieri i deputati dell’MPS hanno interpellato il governo sulla presenza della ex-procuratrice Piffaretti Lanz come perito della Commissione Parlamentare d’Inchiesta (CPI) sul caso Hospita. Nella interpellanza segnalavamo come la nostra contrarietà alla presenza della signora Piffaretti Lanz in considerazione della sua vicinanza alla Lega (è stata procuratrice in quota a questo gruppo politico che, tra l’altro, ha rifiutato di far parte della CPI). Ma, come in tutte le repubbliche delle banane che si rispettano, ogni ora se ne scoprono delle nuove.
Così, questa mattina i nostri deputati sono stati costretti a intervenire nuovamente segnalando al presidente del Gran Consiglio la posizione di un altro dei periti della CPI, l’avv. Daniel Ponti. Costui in passato ha avuto contatti diretti con il principale protagonista attorno al quale ruota l’intera vicenda Hospita, Eolo Alberti. In particolare, l’avv. Ponti partecipò nel 2004, in qualità di rappresentante della parte civile, al procedimento penale che coinvolse Alberti nel caso dei cosiddetti “falsi medici” di Cimo, comune di cui Alberti era sindaco. Come noto, tale vicenda si concluse con la condanna di Alberti a 12 mesi di detenzione sospesi con la condizionale. I nostri deputati hanno voluto segnalare la posizione dell’avv. Ponti al presidente del Gran Consiglio attraverso la lettera che qui alleghiamo nella quale gli chiedono “di attivarsi affinché questa fattispecie venga formalmente segnalata alla CPI e di sollecitare una rivalutazione della nomina dei periti, con particolare riferimento alla posizione dell’avv. Ponti e dell‘avv. Lanz , al fine di garantire piena indipendenza, imparzialità e autorevolezza ai lavori della Commissione”. (Red)

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All’att. di Fabio Schnellmann
Presidente del Gran Consiglio

Egregio Presidente,

lo scorso 3 ottobre, la Commissione Parlamentare d’Inchiesta (CPI) sulla vicenda Hospita ha comunicato di aver nominato quali periti la signora Piffaretti Lanz, già procuratrice pubblica, il Prof. em. Dr. iur. Giovanni Biaggini, professore emerito all’Università di Zurigo, e l’avv. Daniel Ponti.
Se le qualità del professor Biaggini non sono in discussione, la scelta degli altri due nominativi suscita invece serie perplessità.
Per quanto riguarda la signora Piffaretti Lanz, abbiamo già avuto modo di esprimere – nell’interpellanza inoltrata il 4 marzo 2026 al Consiglio di Stato – la nostra contrarietà, in considerazione della sua vicinanza alla Lega (gruppo politico che ha rifiutato di far parte della CPI), circostanza che solleva interrogativi sul piano dell’opportunità politica e dell’indipendenza percepita.
Con la presente desideriamo tuttavia richiamare la Sua attenzione su un’ulteriore questione, a nostro avviso ancor più delicata, concernente l’avv. Daniel Ponti.
Come risulta da un articolo apparso su Giornale del Popolo il 24 gennaio 2004, l’avv. Ponti ebbe in passato contatti diretti con il principale protagonista attorno al quale ruota l’intera vicenda Hospita, Eolo Alberti. In particolare, egli partecipò nel 2004, in qualità di rappresentante della parte civile, al procedimento penale che coinvolse Alberti nel caso dei cosiddetti “falsi medici” di Cimo, comune di cui Alberti era sindaco. Come noto, tale vicenda si concluse con la condanna di Alberti a 12 mesi di detenzione sospesi con la condizionale.
A nostro avviso, questa pregressa partecipazione processuale non costituisce un elemento marginale, bensì un fatto oggettivo che mette seriamente in discussione la compatibilità del ruolo di perito affidato all’avv. Ponti nell’ambito della CPI. Un perito chiamato a fornire valutazioni tecniche deve poter garantire non solo indipendenza sostanziale, ma anche apparenza di totale imparzialità. Il precedente coinvolgimento diretto in un procedimento penale riguardante la figura centrale dell’inchiesta parlamentare rischia di compromettere entrambe.
In un contesto così sensibile, in cui la credibilità dei lavori della CPI è essenziale per la fiducia delle istituzioni e dei cittadini, anche il solo dubbio di un possibile conflitto di ruoli o di un pregiudizio pregresso dovrebbe indurre alla massima prudenza.

Per questi motivi Le chiediamo di attivarsi affinché questa fattispecie venga formalmente segnalata alla CPI e di sollecitare una rivalutazione della nomina dei periti, con particolare riferimento alla posizione dell’avv. Ponti e dell‘avv. Lanz , al fine di garantire piena indipendenza, imparzialità e autorevolezza ai lavori della Commissione.

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