Categoria geografica: Internazionale

Bolivia: una rivolta popolare sfruttata dall’estrema destra

La rivolta del popolo boliviano e delle sue organizzazioni è il motivo che in ultima istanza ha causato la caduta del governo. I principali movimenti di lotta avevano richiesto le...

Cile: “La classe sta costituendo sé stessa in questo processo”

Karina Nohales è membro del Coordinamento Femminista 8M e Javier Zuñiga fa parte del Movimento per l’Acqua e i Territori. Entrambi partecipano all’Unità Sociale, un ampio spazio che ha assunto...

Dall’Iraq al Cile, è lotta globale

«Le barricate sono le voci di quelli che non hanno voce», diceva Martin Luther King. In questi giorni le barricate parlano spagnolo, arabo, cantonese, francese o catalano. Da Santiago a...

Hong Kong: la lotta della generazione dei millenial per l’autodeterminazione

Negli ultimi mesi, un’enorme ondata di lotte di massa è emersa a Hong Kong e ha attirato l’attenzione del mondo. Pubblichiamo questa intervista con il socialista di Hong Kong Au...

Hong Kong: proteste e cinema

I nessi tra le spettacolari proteste di Hong Kong e il cinema della ex colonia britannica sono innumerevoli. In questa piccola guida, che vuole essere anche un omaggio alla ricchezza...

Maduro non è amico del popolo cileno o ecuadoriano: le sue politiche sono identiche a quelle di Piñera e di Lenin Moreno

Una presa di posizione dei compagni di Mare socialista* Anche in Venezuela si applicano drastiche misure economiche ostili al popolo lavoratore, anche se non imposte dal FMI. Confidiamo solamente nella...

L’Ottobre del Cile

In Cile sta scoppiando un nuovo movimento che va al di là della richiesta di abolire gli aumenti delle tariffe sul trasporto pubblico.Pubblichiamo il comunicato della Tendencia Socialista Revolucionaria del...

Da Lugano al Metropol la rete sovranista di Salvini

LUGANO – Banchieri, imprenditori, manager. Politici e amministratori. E poi giornalisti, avvocati, lobbisti neonazisti. Un network sovranista al servizio della Lega di Matteo Salvini. Con base qui, nella “schermata” Lugano,...

Catalogna. Nel mirino delle condanne i diritti fondamentali

La Corte Suprema ha condannato i dodici leader del processo a 104 anni e sei mesi di carcere per i reati di sedizione e appropriazione indebita (da 12 a 13...

Comunicato di Anticapitalistas sulla sentenza del “Procés” catalano

Pubblichiamo volentieri in traduzione un comunicato di Anticapitalistas (Stato Spagnolo), pubblicato sul loro sito in solidarietà con i prigionieri politici indipendentisti catalani, per il diritto all’autodeterminazione e alla democrazia per...

Gli interventi massicci della FED: La «crisi del repo » ripropone scenari catastrofici

Dal 16 al 17 settembre, il tasso di interesse interbancario delle operazioni “overnight repo” negli Stati Uniti è salito improvvisamente dal 2% a oltre l’8%. Si tratta di un tasso...

Post-fascismo e neofascismo: un’utile discussione

Per avvicinarsi alla comprensione del nuovo ciclo politico globale si potrebbe recuperare un concetto noto ma spesso dimenticato, la fine dell’illusione liberale. Non la fine del liberalismo, che in Europa...

Proposta di Risoluzione generale: Fermiamo l’intervento turco in Kurdistan

Sosteniamo senza esitazione la resistenza democratica dei Curdi nel Rojava! Nel giro di pochi giorni Erdogan, il presidente turco, è passato dalle parole ai fatti. Ottenuto il benestare di Trump...

Sulla Siria trionfo dell’ipocrisia

È una costante l’uso della menzogna più spudorata nelle guerre imperialiste. Erdogan, che ha a lungo accettato o direttamente organizzato il passaggio di veri terroristi dell’Isis attraverso le sue frontiere,...

Rojava: una pugnalata alle spalle!

In un’altra sfacciata dimostrazione del suo carattere imprevedibile, di irresponsabilità politica e disattenzione umana, il presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump ha improvvisamente annunciato la notte di domenica 6...

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Il governo cavalca l’onda antistranieri, UDC e Lega (uniti o divisi) ringraziano

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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