Categoria geografica: Ticino

Abilitazione e insegnamento dell’italiano nelle SMS: questa volta i calcoli si sono rivelati giusti?

Pubblichiamo qui di seguito una interpellanza che i deputati MPS hanno inoltrato oggi al Consiglio di Stato. La questione di fondo resta quella di cui si è discusso nei mesi...

Prima la scuola o gli “imperativi finanziari”? È ora di cambiare politica

Il dibattito sulla scuola, ciclicamente, torna a concentrarsi sul tema delle “risorse” disponibili per difenderne e migliorarne la qualità. Un tema antico, ma oggi di bruciante attualità: le decisioni prese...

Sostiene Pronzini…

Pubblichiamo l’intervista che il vice-direttore del Corriere del Ticino, Gianni Righinetti, ha realizzato con il nostro deputato Matteo Pronzini. Le domande sono quello che sono, tutte tese a mettere in...

In Ticino i soldi ci sono. Il padrone di Carrefour Italia ad esempio…

«Noi abbiamo il sistema fiscale, penso, più sociale o uno dei più sociali della Svizzera. Questo penso sia riconosciuto. Tanto è vero che un 25% dei ticinesi non pagano neppure...

Sistemi elettorali, politica e governi

Comincia a prendere quota il dibattito sul sistema elettorale. Un segnale poco incoraggiante, perché sposta l’attenzione dalla sostanza – il peggioramento delle condizioni di vita nel Cantone – alla forma....

Cargo…ovvero quando le smentite delle FFS non smentiscono nulla

La presa di posizione delle FFS rispetto alle scelte decise per Cargo FFS e le conseguenze, in particolare in Ticino, avrebbero dovuto smentire quanto il comitato ticinese contro lo smantellamento...

Ipct, una rendita ponte incompleta per le donne

Con la riforma  Avs 21  le donne andranno in pensione a 65 anni. Sorvoliamo sulle polemiche ancora vive e concentriamoci su quel che accadrà a 300 donne assicurate presso l’Istituto...

Le AIL pensano agli affari milionari; per le cittadine e i cittadini tariffe dell’energia sempre care

Le grandi manovre societarie che hanno mosso in questi giorni l’arcipelago AIL SA (Aziende Industriali di Lugano) confermano le critiche che abbiamo formulato anche nel recente passato e, soprattutto, ne...

L’azienda-famiglia del FCL e le ricadute del PSE

Negli ultimi due anni ci è stato ripetuto che il FC Lugano dev’essere trattato come un’azienda vera e propria. Ora però – sorpresa! – il Corrierone (vedi commento di Massimo...

Locarno Film Festival: non solo schermo. Dietro il sipario del glamour, una gestione opaca

La rimozione del celebre schermo progettato da Livio Vacchini – simbolo dell’identità visiva di Piazza Grande sin dal 1971 – segna non solo una svolta simbolica, ma anche un ulteriore...

Di palazzi, piazze e arrocchi

Ringrazio Orazio Martinetti che, in un articolo pubblicato su naufraghi il 22 giugno scorso, ha commentato il documento elaborato alcune settimane fa dall’MPS, cercando di chiarire alcuni punti al centro del dibattito.Se la sua lettura dell’evoluzione...

Ci mancava solo la discussione sul sistema elettorale…

Forse era inevitabile, ma la discussione post-arrocco sta prendendo una piega poco promettente: quella sul sistema elettorale. A destra come a sinistra, alcuni iniziano a pensare che un altro sistema...

Un Appello in favore delle Cave di Arzo come luogo di incontro e di cultura

Pubblichiamo volentieri questo appello in favore delle Cave di Arzo come luogo di incontro e di cultura. Come si ricorderà, un ricorso ha di recente bloccato una serie di eventi...

RSI e discriminazione salariale di genere: alcune riflessioni

Lo scorso 20 giugno è stata pubblicata la decisione della seconda Camera civile del Tribunale d’appello (emessa il 17.2.2025) relativa al ricorso interposto dalla RSI contro la sentenza della Pretura...

NO allo smantellamento di FFS Cargo in Ticino. Difendiamo il lavoro, l’ambiente e la volontà popolare

NO allo smantellamento di FFS Cargo in Ticino: difendiamo il lavoro, l’ambiente e la volontà popolareFFS Cargo vuole chiudere 8 terminal intermodali in tutta la Svizzera: 2 – Cadenazzo e...

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Il caldo non è più un rischio climatico futuro. È già qui

In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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