Categoria: Articoli

Iniziativa contro il dumping, strumento di prevenzione

Le condizioni di salute nel mondo del lavoro stanno peggiorando da tempo. Lo registrano regolarmente rilevamenti e studi nazionali. Recentemente, il «barometro delle condizioni di lavoro » di Travail. Suisse,...

Due misure efficaci per i redditi medio-bassi

Il monitoraggio della povertà in Svizzera 2025 ha evidenziato il fenomeno delle lavoratrici e dei lavoratori poveri. Quasi il 9% dei lavoratori in Ticino risulta povero: il doppio della media...

Un sì l’8 marzo contro il dumping. Forza!

Una caratteristica fondamentale che uno Stato dovrebbe possedere per essere definito civile si constata anche dalla condizione sociale e lavorativa in cui vivono le donne. Uno Stato, per essere definito...

Le fabbriche più “verdi” del mondo sono in Bangladesh. Ma verdi per chi?

Dietro le certificazioni ambientali restano lavoro invisibile, salari bassi e diritti compressi Diciotto delle venti fabbriche più “green” del Pianeta si trovano in Bangladesh. Un dato che sembra raccontare una...

Quando il dissenso diventa difesa

La recente replica di Daniel Ritzer alla lettera di Angelica Lepori sulle discriminazioni di genere offre uno spunto utile per interrogarsi non tanto sui contenuti dell’iniziativa contro il dumping dell’MPS...

Terre rare: l’arma di Pechino che si consuma con l’uso

La Cina domina le terre rare e le usa come leva geopolitica, ma ogni utilizzo accelera la corsa dei rivali. Una partita globale in cui il tempo è l’arma decisiva....

Di volti coperti, piazze e regole

Dopo le solite trite e ritrite polemiche leghiste e democentriste seguite alla manifestazione antifascista del 21 febbraio a Lugano per la presenza di alcune persone con il volto dissimulato, vale...

Un presidio per ricordare l’urgenza della lotta al femminicidio

Più di 150 persone hanno partecipato martedì 24 febbraio al presidio convocato dal collettivo Io l’8 ogni giorno, nel tardo pomeriggio, in piazza governo, in concomitanza con la seduta del...

Le provocazioni del Municipio di Lugano e il ruolo della polizia nel Presidio antifascista di Lugano

Pubblichiamo l’interpellanza con la quale i deputati dell’MPS interrogano il governo sul comportamento provocatorio sia del Municipio di Lugano che della polizia cantonale (che verosimilmente si è prestata a questa...

Come sopravvive l’Ucraina, dopo 4 anni di resistenza su vasta scala?

Da 12 anni, l’Ucraina combatte per la propria indipendenza contro l’aggressione imperialista. Per la maggior parte di questo tempo, la guerra si è svolta in un formato ibrido, ed esattamente...

Dare coraggio alle donne lavoratrici

Se l’iniziativa dell’MPS «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale! » verràapprovata il prossimo 8 marzo, l’Ispettorato cantonale del lavoro sarà potenziato in modo...

Ma chi sono questi baldi imprenditori che dirigono AITI e che combattono l’iniziativa antidumping dell’MPS?

L’Associazione industrie ticinesi (AITI) è in prima fila nella campagna contro l’iniziativa dell’MPS “Rispettiamo i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale”, in votazione il prossimo 8...

Francia. Affermare il nostro antifascismo è il dovere del momento

180 personalità, tra cui Annie Ernaux, Johann Chapoutot ed Edouard Louis, denunciano la strumentalizzazione della morte di Quentin Deranque da parte dell’estrema destra, della destra, del governo e dei media...

L’Ucraina all’inizio del quinto anno di guerra: la nostra solidarietà con la resistenza deve continuare

Pubblichiamo, a quattro anni dalla data di inizio dell’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina, una presa di posizione del comitato ticinese di solidarietà con l’Ucraina. (Red) Il 24 febbraio del 2022...

Lotta ai femminicidi, è ora di agire!

Pubblichiamo qui di seguito due testi relativi alla questione dei femminicidi, riemersa drammaticamente in Ticino negli scorsi giorni. Il primo è una interpellanza dei deputati MPS; il secondo, sempre dei...

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Per un referendum cantonale contro gli attacchi ai salari minimi cantonali

Omaggio a un «vero difensore degli oppressi»

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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