Categoria: Articoli

I paradisi fiscali di una nobiltà senza obblighi

I super ricchi si sottraggono al contratto sociale scegliendo quali leggi applicare a se stessi Negli ultimi otto anni, una serie di importanti fughe di notizie ha puntato i riflettori...

Trump, Netanyahu e la riorganizzazione del Medio Oriente

Nonostante tutte le prove contrarie, troppi commentatori sui media internazionali continuano a dipingere Donald Trump come desideroso di una soluzione pacifica alla guerra in corso nella Striscia di Gaza. Si...

“Arrocco” in governo. La peggior decisione possibile

Il governo, unanime, ha deciso. Non ha aderito allo scambio di dipartimenti (il famoso “arrocco”) proposto dai ministri Zali e Gobbi. Ha deciso di lasciare intatta l’organizzazione dei dipartimenti, ma...

«Allevare un soldato»: la militarizzazione della gioventù russa

Dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia, il ruolo della cosiddetta «educazione militare-patriottica» ha assunto un’importanza sempre maggiore nelle scuole russe. Ma come è organizzata esattamente la...

Corea del Nord: la nuova Kim e i dilemmi dinastici

Kim Ju Ae non è solo una bambina. È il futuro di un regime nucleare, l’erede di una dinastia che governa 25 milioni di persone attraverso il terrore e ora...

Inondazioni: in Texas, una catastrofe ancora meno “naturale” delle altre

Kristi Noem è davvero sfacciata. In visita in Texas, dopo la tragedia delle inondazioni mortali (oltre 80 morti), la segretaria alla Sicurezza nazionale interna di Trump ha affermato che le...

Internazionalismo o geostrategia, bisogna scegliere!

Putin si sfrega le mani perché i mostruosi crimini di genocidio di Netanyahu & Co contro il popolo palestinese tendono a mettere in ombra i crimini appena meno mostruosi che...

La sfida Cina-Usa per il controllo delle miniere del Congo

La Cina in imbarazzo per l’accordo Washington-Kinshasa che minaccia i suoi interessi in Congo. Una partita politica che si gioca sulla pelle della popolazione L’accordo di pace tra Repubblica Democratica...

Panamá, epicentro della lotta in America Latina

Un piccolo paese di 4,2 milioni di abitanti sta dimostrando all’America Latina e al mondo che è possibile affrontare gli interessi del capitale finanziario e dei fondi avvoltoi nel terzo...

Il Municipio di Lugano, Carona e la canicola

Lo avevamo già scritto chiaramente: la decisione del municipale Badaracco – sostenuto dall’intero esecutivo e, di fatto, anche da un Consiglio comunale ormai in stato comatoso – di chiudere la...

Festival di Locarno, il nuovo che avanza. Davvero?

Pubblichiamo una interrogazione sul Festival di Locarno inoltrata ieri dai deputati dell’MPS. Lo spunto è dato dalla decisione del Festival di rinunciare allo storico e iconico schermo progettato dall’architetto Livio...

Crisi del capitalismo e della ragione

Mentre sullo sfondo sono facilmente riconoscibili tutti gli osceni scenari delle guerre si accalcano sul proscenio leader e padroni in una babele di lingue che ha il solo scopo di...

Non è così che si migliora la scuola

Pubblichiamo questo interessante articolo che riprende alcune questioni legate alla contestata nomina dei due capi della sezione della scuole medie superiori, avvenuta un anno fa e tuttora oggetto di ricorso....

Se non ora, quando? Difendiamo il servizio pubblico, No ai tagli alla SSR

Ci risiamo, e il copione è sempre lo stesso. Ignorare i colpi inferti al servizio pubblico radiotelevisivo negli ultimi anni non ha funzionato. Illudersi che un atteggiamento “prudente”, “collaborativo” o...

La debolezza del regime iraniano

Un comportamento così timoroso invita gli aggressori a raddoppiare la pressione e a rinnovare i loro attacchi, fiduciosi che Teheran non oserà mettere in atto le sue minacce. Ho iniziato il...

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Omaggio a un «vero difensore degli oppressi»

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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