Paese: Corea del Nord

Pierre Rousset: Ancora sulla crisi coreana

di Pierre Rousset Gli Stati Uniti hanno ripreso l’offensiva in Asia orientale in occasione della crisi coreana, la Cina ha perso temporaneamente l’iniziativa. L’imperialismo USA è ben lontano dall’aver vinto,...

Nuove tensioni tra gli Stati-Uniti e Pechino nel Mar Cinese e in Corea

di Pierre Rousset In aprile, il presidente Xi Jinping si era recato in visita al suo omologo Donald Trump nella residenza di quest’ultimo, Mar a Lago (Florida). Sorrisi e atmosfera...

La Corea del Nord, tra militarismo ed economia di mercato

a cura della redazione di Crisi Globale Negli ultimi mesi la Corea del Nord è tornata sotto i riflettori internazionali, come accade periodicamente quando si innalzano le tensioni con gli...

Stato di crisi nel nord-est asiatico. La questione coreana

di Pierre Rousset La crisi coreana, dopo l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, da cronica è diventata acuta. Su uno sfondo di instabilità generale, essa si gioca...

Ultimi articoli

Il 250° anniversario degli Stati Uniti e le radici della politica di Trump: colonialismo, conquista, sterminio, suprematismo bianco

Francia, le/gli anticapitaliste/i verso le presidenziali

Il caldo non è più un rischio climatico futuro. È già qui

In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

eventi

Non ci sono appuntamenti