Tag: Sciopero

L’Europa tra il 1989 e il 1993: una riflessione indispensabile

Uno stralcio dal capitolo centrale di un libro di Ilario Salucci sull’uccisione di tre compagni impegnati nella solidarietà internazionale nella Bosnia della guerra civile [Gornij Vakuf, una storia semplice, Crisi...

Dalla Spagna l’appello per uno sciopero generale europeo contro Amazon

Pubblichiamo anche noi l’appello dei lavoratori e dalle lavoratrici di Amazon in Spagna rivolto ai lavoratori e alle lavoratrici di Amazon in tutta Europa per un giorno di sciopero nella...

Officina, il taglieggio delle FFS

L’editoriale del CdT di sabato 16 giugno, a firma Bruno Costantini, esprime le difficoltà di un giornale che, confrontato alla evanescenza dei progetti come quello della cosiddetta “nuova” Officina e...

OK, il prezzo è giusto: Cantone e Comune decidono di “pagare il pizzo” alle FFS: un milione per ogni posto di lavoro “salvato”

Con la presentazione dei due messaggi (da parte del governo e del Municipio di Bellinzona) la discussione sul futuro dell’Officina di Bellinzona entra nel vivo. I due messaggi (che per...

Verso un nuovo sciopero femminista

A ormai 27 anni di distanza dal 14 giugno 1991, l’idea di uno sciopero delle donne ritorna d’attualità in Svizzera. Su iniziativa di un gruppo di femministe romande provenienti da...

Francia: la mobilitazione sociale e politica e i suoi chiaro scuri

Dal 22 marzo al 26 maggio, due mesi sono passati: due mesi di scioperi, manifestazioni, blocchi di università e licei, scontri e violenze delle forze dell’ordine. E tutto sembra mostrare...

Nicaragua, i giorni pericolosi della paura

Un salto qualitativo nella repressione. Sempre più difficile un dialogo, inaccettabile per chi occupa le strade e conta i morti; triste, penoso e poco utile il sostegno a Daniel Ortega...

Officina e scelte democratiche

Sembra proprio che nel mese di giugno l’esecutivo cantonale e quello della capitale presenteranno i messaggi relativi al finanziamento della dichiarazione d’intenti firmata lo scorso mese di dicembre con le...

Tempi difficili per i lavoratori edili

Dal mese di marzo si sono aperte le trattative per il rinnovo del Contratto Nazionale Mantello per l’edilizia principale in Svizzera (CNM), il quale scadrà a fine dicembre 2018. L’importanza...

1968: un “momento globale”, l’impegno di una generazione militante

Riprendiamo da “Europe Solidaire sans frontières” questo ampio articolo che ricostruisce non solo le dinamiche politiche del maggio francese, ma la portata internazionale complessiva dell’evento ’68 e in particolare l’impegno...

Francia. Lo sciopero degli cheminots. Un punto di vista e un esame dall’ “interno”

Il governo francese ha lanciato un massiccio attacco contro le lavoratrici e i lavoratori delle ferrovie ma anche più in generale contro il servizio ferroviario pubblico. Migliaia di chilometri di...

Officine: incontro popolare in Pittureria

Qui di seguito il volantino della CoPe allargata in vista dell’incontro popolare in Pittureria di domani sabato 5 maggio alle ore 17.30. Care colleghe e cari colleghi, a complemento di...

Primo maggio 2018: 210mila nelle piazze di Francia. Scontri a Parigi. Melenchon accusa i casseurs: «bande di estrema destra»

La collera va in scena al corteo del primo maggio di Parigi. «I veri casseurs – dirà Philippe Poutou – sono il governo e i padroni. La vera violenza è...

L’internazionalisto è di classe – Franco Turigliatto
Macron va-t-il bloquer le pays?

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Iran. Il petrolio, ricchezza nazionale e miseria privata

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In poche parole

Bellinzona. Non resta che Lourdes

Il futuro di Bellinzona si fa sempre più nebuloso. I “successi” di cui il Municipio ama vantarsi non sembrano tradursi in un reale miglioramento del benessere dei cittadini, quella “qualità delle vita” di cui Bellinzona va fiera.
Prendiamo la crescita demografica degli ultimi anni, spesso presentata come un grande risultato. Peccato che, finora, più abitanti non abbiano portato né più gettito fiscale né una base imponibile più solida.
Nemmeno i commerci ne beneficiano: i negozi chiudono uno dopo l’altro e il centro perde attrattiva. Persino la presidente della Società dei commercianti ha deciso di abbassare la serranda del suo negozio in centro. Non proprio un segnale incoraggiante.
Intanto i “progetti strategici” si susseguono con regolarità, ma molti marciano sul posto da anni: dall’ospedale al quartiere Officina. Più che strategie di sviluppo, sembrano esercizi di pazienza.
Ora la città si aggrappa all’ennesima promessa: il progetto Fortezza, che dovrebbe fare dei castelli il motore del futuro cittadino. Ma è difficile immaginare che questo produrrà molto più di qualche turista in più — e anche sul famoso “indotto” è lecito dubitare.
Basta passare dalla stazione: frotte di pensionati scendono dai treni dalla Svizzera tedesca per una gita di giornata, con il sacco del picnic già pronto. Difficile pensare che da lì passerà lo sviluppo economico della città!
Che fare? A questo punto alla compagine municipale resta forse una sola strategia: Lourdes.

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Contro l'iniziativa UDC "No a una Svizzera a 10 milioni"

18 Maggio 2026
20:30
Bellinzona – casa del Popolo