Tema caldo: L'America di Trump

USA.Trump sta preparando un colpo di stato militare?

L’attuale dibattito in gran parte della società americana verte sulla possibilità che il presidente Donald Trump stia preparando un colpo di stato. È un argomento che si dibatte ovunque, dai...

Palestina. Dopo “l’accordo del secolo”, ecco “l’accordo del millennio”

Più di cinque anni fa, il 28 gennaio 2020, Donald Trump, allora presidente al suo primo mandato, svelava il suo piano di pace per la Palestina durante una cerimonia alla...

Il piano di Trump per Gaza priva i palestinesi del loro destino

In venti punti, il presidente degli Stati Uniti promette di porre fine alla guerra a Gaza, senza un calendario per il ritiro israeliano e con una gestione sotto tutela straniera...

USA, l’assassinio di Kirk mette in pericolo la sinistra

L’assassinio di Charlie Kirk, il leader trentunenne dell’organizzazione giovanile di estrema destra Turning Point USA, ha intensificato la polarizzazione politica negli Stati Uniti e ha portato il movimento Make America...

L’omicidio Kirk è una tragedia e un disastro

L’assassinio del militante della destra trumpiana riporta in primo piano l’omicidio politico contro gli avversari. Una pratica inaccettabile e che verrà usata contro la sinistra, come Trump ha già annunciato...

USA. Trump vuole prendere il controllo delle città

Molti di noi erano in vacanza il mese scorso, ma il presidente Donald Trump era al lavoro, smantellando la democrazia americana e creando uno stato autoritario e reazionario. Trump, nel...

USA. Trump e le sue derive autoritarie

L’ascesa mondiale dell’autoritarismo ha avuto un forte impatto sugli Stati Uniti, mettendo in discussione la visione consolidata secondo cui il sistema politico americano è stato un modello di democrazia, stabilità...

Trump e i miliardari della tecnologia: cosa ci guadagna la Silicon Valley

Con Trump alla Casa Bianca, l’élite tech ottiene deregolamentazioni, incarichi, fondi pubblici e potere. E l’IA corre senza freni Dalla sua rielezione alla Casa Bianca, Donald Trump si è fatto...

Quando chi sta in alto parla di pace…

Quando chi sta in alto parla di pace,la gente comune sache ci sarà la guerra.Quando chi sta in alto maledice la guerra,le cartoline precetto sono già state compilate. La guerra...

USA. Criptovalute, IA e potere politico: perché i miliardari tech hanno scelto Trump

Dalla Silicon Valley alla Casa Bianca, i colossi del tech finanziano Trump per difendere i loro interessi su intelligenza artificiale e criptovalute Le elezioni del 2024 hanno segnato una svolta...

Trump, Netanyahu e il premio Nobel per la pace

La frenetica corsa di Donald Trump al Premio Nobel per la Pace ha suscitato ampi commenti sui media internazionali, soprattutto perché la sua ossessione per il premio si è intensificata...

USA, un capitalismo estrattivista e di estorsione

Al di là del caos mondiale provocato da Donald Trump, ci sono tuttavia delle costanti, delle ossessioni nella sua politica. Petrolio, gas, materie prime, ma anche dati digitali: tutto ciò...

Anchorage, Alaska, il palcoscenico è di Putin

È probabilmente troppo presto per dare un giudizio complessivo sull’incontro tra i “grandi” tenutosi ieri ad Anchorage, in Alaska. Basarsi solo su quel poco che è stato detto nella conferenza...

Gli Stati Uniti verso l’autoritarismo. Una resistenza ancora insufficiente

Stiamo scivolando verso uno stato autoritario. Viviamo in un paese in cui molte istituzioni democratiche, compresi i tribunali, sono state gravemente indebolite, le organizzazioni della società civile sono state profondamente...

Trump vuole annettere la Svizzera?

Dal 2 aprile scorso (Liberation Day), il presidente Donald Trump ha fatto in continuazione ricorso a disposizioni legali eccezionali per manipolare i dazi doganali che impone ai principali paesi esportatori...

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Omaggio a un «vero difensore degli oppressi»

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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