Tema: Guerra e armamenti

La nostra scuola e il dramma di Gaza

Pubblichiamo la lettera aperta con la quale i deputati dell’MPS, Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi, chiedono alla direttrice del DECS un intervento per promuovere e incoraggiare, all’interno della scuola e...

Di fronte alla “trattativa tra i potenti” è sempre più necessario sostenere la resistenza ucraina

Il 15 agosto 2025, in Alaska, Trump e Putin hanno apertamente esibito la loro alleanza di fatto durante una delle peggiori prove di “diplomazia”, segreta ma allo stesso tempo spettacolarizzata....

Quando chi sta in alto parla di pace…

Quando chi sta in alto parla di pace,la gente comune sache ci sarà la guerra.Quando chi sta in alto maledice la guerra,le cartoline precetto sono già state compilate. La guerra...

Trump, Netanyahu e il premio Nobel per la pace

La frenetica corsa di Donald Trump al Premio Nobel per la Pace ha suscitato ampi commenti sui media internazionali, soprattutto perché la sua ossessione per il premio si è intensificata...

Anchorage, Alaska, il palcoscenico è di Putin

È probabilmente troppo presto per dare un giudizio complessivo sull’incontro tra i “grandi” tenutosi ieri ad Anchorage, in Alaska. Basarsi solo su quel poco che è stato detto nella conferenza...

Gaza o il fallimento dell’Occidente

Il periodo dal 7 ottobre 2023 segna il peggior capitolo del lungo calvario del popolo palestinese. Peggiore persino della Nakba – “catastrofe” in arabo – del 1948, riferendosi a eventi...

Gli Stati Uniti verso l’autoritarismo. Una resistenza ancora insufficiente

Stiamo scivolando verso uno stato autoritario. Viviamo in un paese in cui molte istituzioni democratiche, compresi i tribunali, sono state gravemente indebolite, le organizzazioni della società civile sono state profondamente...

«Riconoscere la Palestina non fermerà il genocidio a Gaza. Solo le sanzioni contro Israele lo faranno»

Il riconoscimento internazionale di uno Stato palestinese premia Israele, che dovrebbe ringraziare ogni Paese che lo fa, perché questo riconoscimento serve come alternativa ingannevole a ciò che dovrebbe realmente essere...

La guerra organizza l’accumulazione del capitale

Le guerre sono il motore dell’accumulazione di capitale, indipendentemente dagli Stati-nazione coinvolti nei conflitti. È vero che alcune grandi aziende traggono profitto dal genocidio palestinese, come denuncia la relatrice speciale...

Ucraina. Le proteste contro la corruzione hanno vinto

Dichiarazione di Соціальний рух – (Sotsialnyi Rukh – Movimento sociale) Il 30 luglio, vicino al Teatro Franko di Kiev, si è svolta una manifestazione di protesta contro il controverso disegno...

L’inizio di una nuova età dell’oro per i mercanti di guerra

Quando, nel suo discorso di addio del 1961 [gennaio 1953-gennaio 1961], il presidente Dwight D. Eisenhower mise in guardia dai pericoli dell’eccessiva influenza esercitata da un partenariato tra l’esercito e...

Il miraggio dello stato palestinese

Il riconoscimento da parte di un maggior numero di paesi di un’ipotetica entità chiamata “stato di Palestina” è vantaggioso in termini di impatto simbolico nel riconoscere il diritto del popolo palestinese a...

L’infamia di una carestia provocata: la guerra della fame condotta da Israele a Gaza

Il piano di Israele per la pulizia etnica della Striscia di Gaza sta procedendo a grandi passi, forse più rapidamente del previsto. Oltre ai risultati significativi già ottenuti in termini...

Rinascita del progetto sionista di frammentazione dell’Oriente arabo

Nell’articolo della scorsa settimana sugli scontri sanguinosi nella provincia siriana di Suweida, ho scritto che Israele « spera certamente in un’escalation della violenza per approfittarne e rafforzare l’influenza della minoranza...

La guerra tra Israele e Iran dopo il «cessate il fuoco»

Nell’analisi dell’intervento militare di Israele contro l’Iran, seguito da quello degli Stati Uniti, è necessario tenere conto di almeno tre punti essenziali: Qualsiasi posizione sulla guerra iniziata da Israele contro...

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Mobilitiamoci contro il sionismo razzista del Maccabi e dei suoi tifosi

Prossima partita FC Lugano–Maccabi Tel Aviv: quali misure per prevenire violenze e comportamenti razzisti dei tifosi israeliani?

L’America Latina, ostaggio degli Stati Uniti di Trump

In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

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