Tema: Guerra e armamenti

Anchorage, Alaska, il palcoscenico è di Putin

È probabilmente troppo presto per dare un giudizio complessivo sull’incontro tra i “grandi” tenutosi ieri ad Anchorage, in Alaska. Basarsi solo su quel poco che è stato detto nella conferenza...

Gaza o il fallimento dell’Occidente

Il periodo dal 7 ottobre 2023 segna il peggior capitolo del lungo calvario del popolo palestinese. Peggiore persino della Nakba – “catastrofe” in arabo – del 1948, riferendosi a eventi...

Gli Stati Uniti verso l’autoritarismo. Una resistenza ancora insufficiente

Stiamo scivolando verso uno stato autoritario. Viviamo in un paese in cui molte istituzioni democratiche, compresi i tribunali, sono state gravemente indebolite, le organizzazioni della società civile sono state profondamente...

«Riconoscere la Palestina non fermerà il genocidio a Gaza. Solo le sanzioni contro Israele lo faranno»

Il riconoscimento internazionale di uno Stato palestinese premia Israele, che dovrebbe ringraziare ogni Paese che lo fa, perché questo riconoscimento serve come alternativa ingannevole a ciò che dovrebbe realmente essere...

La guerra organizza l’accumulazione del capitale

Le guerre sono il motore dell’accumulazione di capitale, indipendentemente dagli Stati-nazione coinvolti nei conflitti. È vero che alcune grandi aziende traggono profitto dal genocidio palestinese, come denuncia la relatrice speciale...

Ucraina. Le proteste contro la corruzione hanno vinto

Dichiarazione di Соціальний рух – (Sotsialnyi Rukh – Movimento sociale) Il 30 luglio, vicino al Teatro Franko di Kiev, si è svolta una manifestazione di protesta contro il controverso disegno...

L’inizio di una nuova età dell’oro per i mercanti di guerra

Quando, nel suo discorso di addio del 1961 [gennaio 1953-gennaio 1961], il presidente Dwight D. Eisenhower mise in guardia dai pericoli dell’eccessiva influenza esercitata da un partenariato tra l’esercito e...

Il miraggio dello stato palestinese

Il riconoscimento da parte di un maggior numero di paesi di un’ipotetica entità chiamata “stato di Palestina” è vantaggioso in termini di impatto simbolico nel riconoscere il diritto del popolo palestinese a...

L’infamia di una carestia provocata: la guerra della fame condotta da Israele a Gaza

Il piano di Israele per la pulizia etnica della Striscia di Gaza sta procedendo a grandi passi, forse più rapidamente del previsto. Oltre ai risultati significativi già ottenuti in termini...

Rinascita del progetto sionista di frammentazione dell’Oriente arabo

Nell’articolo della scorsa settimana sugli scontri sanguinosi nella provincia siriana di Suweida, ho scritto che Israele « spera certamente in un’escalation della violenza per approfittarne e rafforzare l’influenza della minoranza...

La guerra tra Israele e Iran dopo il «cessate il fuoco»

Nell’analisi dell’intervento militare di Israele contro l’Iran, seguito da quello degli Stati Uniti, è necessario tenere conto di almeno tre punti essenziali: Qualsiasi posizione sulla guerra iniziata da Israele contro...

Finanziano la guerra di Putin!

Mentre l’Unione Europea e il Parlamento svizzero investono miliardi in armamenti per contrastare le mire imperialistiche di Vladimir Putin, alcune recenti pubblicazioni mettono in luce il ruolo di alcune multinazionali...

Progettato per dominare. Palantir Technologies, braccio armato digitale della repressione mondiale

L’azienda Palantir Technologies, fondata in particolare da Peter Thiel, progetta l’infrastruttura della repressione e ne spiega i motivi nelle sue campagne pubblicitarie. Teorico del “fascismo tardivo”il  filosofo Alberto Toscano analizza...

Francesca Albanese, Trump e le aziende genocide

Qualche giorno fa, il 9 luglio, il governo degli Stati Uniti ha imposto sanzioni a Francesca Albanese, relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967,...

Il negazionismo coloniale della sinistra israeliana

In Israele, le mobilitazioni contro la «guerra» a Gaza rimangono in gran parte cieche di fronte al fatto coloniale e alla sua concretizzazione genocida. A causa delle contraddizioni della loro...

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In poche parole

Le FFS come Don Vito Corleone: fanno offerte che non si possono rifiutare

«Se non dovesse accettare nessuna delle due offerte (opzione 1 o opzione 2), oppure non dovesse restituire la lettera firmata entro il […] luglio 2026, scioglieremo il suo contratto di lavoro nel rispetto del termine di disdetta di sei mesi.»
Così si concludono le lettere che la direzione di FFS Cargo ha inviato ai lavoratori coinvolti nell’ultima riorganizzazione, al termine dei colloqui individuali svoltisi in questi giorni.
Quali sono le due “opzioni” offerte dalle FFS, alle quali il lavoratore è chiamato a rispondere entro otto giorni, pena il licenziamento? La prima consiste nel trasferimento alla Divisione Viaggiatori delle FFS, con sede di lavoro a Zugo, Lucerna o Goldau. La seconda prevede il trasferimento a TILO, con una riduzione salariale che, dopo i primi due anni, supera i 1’000 franchi al mese.
Questa è l’”offerta” di un’azienda che continua a ripetere che a tutti sarà data la possibilità di continuare a lavorare in Ticino e che non è previsto alcun licenziamento.
Tutte balle, come il Comitato contro lo smantellamento di FFS Cargo denuncia da mesi. A questo, ora, si aggiunge un atteggiamento che ricorda quello di Don Vito Corleone: un’offerta che non si può rifiutare, pena non la morte fisica, ma certamente quella professionale e sociale.

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