Tema: Guerra e armamenti

Tra propaganda e realtà: cosa sta davvero accadendo in Iran

L’ultimo grande azzardo di Donald Trump sembra arrivato, con il suo ultimatum della scorsa notte: resa incondizionata o sarà guerra, stavolta anche dagli Usa. E così Netanyahu non solo avrà...

Iran, dichiarazione congiunta di organizzazioni indipendenti contro la guerra e le politiche belliciste

Alla luce delle attuali condizioni instabili e pericolose in Iran e nella regione, le organizzazioni firmatarie ritengono loro dovere assumere una posizione collettiva. I lavoratori iraniani – operai, insegnanti, infermieri,...

Il regime iraniano si trova in una situazione difficile da lui stesso creata

Uno dei detti più famosi sulle rivoluzioni è attribuito a uno dei leader più importanti della Rivoluzione francese durante la sua fase più radicale, Louis Antoine de Saint-Just (1767-1794): “Coloro...

Iran. I socialisti rivoluzionari si esprimono contro la guerra

Pubblichiamo qui di seguito una dichiarazione del Partito Hekmatista (Linea Ufficiale), noto anche come Partito Comunista-Operaio dell’Iran – Hekmatista (Linea Ufficiale). La corrente hekmatista/comunista-operaia, che oggi comprende diverse organizzazioni, ha...

L’espulsione pianificata della popolazione di Gaza è già in corso

L’offensiva militare del governo israeliano contro l’Iran – questione su cui torneremo – tende a distogliere l’attenzione da ciò che continua ad accadere a Gaza e in Cisgiordania, e a...

Iran-Israele. Perché Netanyahu ha scelto l’escalation

Non casualmente, lo stesso giorno in cui Netanyahu ha evitato per un pelo la crisi di il governo a seguito di una disputa sul rendere o meno obbligatorio il servizio...

Le lacrime di coccodrillo di un liberalismo agonizzante

I leader dei governi liberali occidentali – Germania, Gran Bretagna, Francia e Canada – hanno atteso un anno e mezzo dall’inizio della guerra genocida condotta dall’esercito sionista contro il popolo...

Pietà per la popolazione di Gaza

Quello a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni nei negoziati tra Hamas e lo stato sionista sotto il patrocinio statunitense e arabo, dopo il rifiuto del movimento islamico alla tregua...

Putin e la pace impossibile

Istanbul è tornata a essere, tre anni dopo, per un momento, al centro della guerra in Ucraina: lì si sono incontrate, venerdì 16 maggio, le delegazioni di Mosca e di...

Sul mito dell’abbandono dell’ipocrisia da parte di Washington

Dopo la visita di Donald Trump negli Stati arabi del Golfo, si è parlato molto di un cambiamento radicale che il neo-ex presidente degli Stati Uniti avrebbe introdotto nella politica...

Le premesse materiali, sociali e ideologiche del genocidio nazista

Per combattere meglio il neofascismo e il razzismo biologico oggi, dobbiamo comprendere la natura del fascismo di ieri. Il testo che riproduciamo qui sotto è il contributo che Ernest Mandel...

Trump, protezionismo e conflitto imperiale nel capitalismo globale

L’amministrazione Trump ha preso le redini a Washington conducendo una vera e propria guerra di classe, designando capri espiatori tra i gruppi oppressi e ristrutturando profondamente l’apparato statale.Parallelamente a questa...

A Gaza oggi come fecero i nazisti in URSS nel 1941, la fame come arma di genocidio

Le immagini dei bambini di Gaza, che la maggior parte dei media occidentali si rifiuta di mostrare, non lasciano dubbi: ricordano quelle dei campi di sterminio nazisti filmate da registi...

Kashmir, India, Pakistan. La posta in gioco per gli internazionalisti

Questo articolo cerca di fare il punto sulla drammatica recente crisi che ha contrapposto India e Pakistan sulla questione del Kashmir. Molti fattori devono essere presi in considerazione. Certo, i...

Stop al massacro in Palestina

Un gruppo di cittadine e cittadine si è fatto promotore della manifestazione sulla Palestina che si terrà Sabato 24 maggio a BELLINZONA (ore 14.00 – stazione FFS). Negli scorsi giorni...

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Come si spiega la sovrarappresentazione degli stranieri nella criminalità?

La “democrazia comunale” alla prova della sua inutilità

Iran. Il petrolio, ricchezza nazionale e miseria privata

In poche parole

Bellinzona. Non resta che Lourdes

Il futuro di Bellinzona si fa sempre più nebuloso. I “successi” di cui il Municipio ama vantarsi non sembrano tradursi in un reale miglioramento del benessere dei cittadini, quella “qualità delle vita” di cui Bellinzona va fiera.
Prendiamo la crescita demografica degli ultimi anni, spesso presentata come un grande risultato. Peccato che, finora, più abitanti non abbiano portato né più gettito fiscale né una base imponibile più solida.
Nemmeno i commerci ne beneficiano: i negozi chiudono uno dopo l’altro e il centro perde attrattiva. Persino la presidente della Società dei commercianti ha deciso di abbassare la serranda del suo negozio in centro. Non proprio un segnale incoraggiante.
Intanto i “progetti strategici” si susseguono con regolarità, ma molti marciano sul posto da anni: dall’ospedale al quartiere Officina. Più che strategie di sviluppo, sembrano esercizi di pazienza.
Ora la città si aggrappa all’ennesima promessa: il progetto Fortezza, che dovrebbe fare dei castelli il motore del futuro cittadino. Ma è difficile immaginare che questo produrrà molto più di qualche turista in più — e anche sul famoso “indotto” è lecito dubitare.
Basta passare dalla stazione: frotte di pensionati scendono dai treni dalla Svizzera tedesca per una gita di giornata, con il sacco del picnic già pronto. Difficile pensare che da lì passerà lo sviluppo economico della città!
Che fare? A questo punto alla compagine municipale resta forse una sola strategia: Lourdes.

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Contro l'iniziativa UDC "No a una Svizzera a 10 milioni"

18 Maggio 2026
20:30
Bellinzona – casa del Popolo