Tema: Guerra e armamenti

Finanziano la guerra di Putin!

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Progettato per dominare. Palantir Technologies, braccio armato digitale della repressione mondiale

L’azienda Palantir Technologies, fondata in particolare da Peter Thiel, progetta l’infrastruttura della repressione e ne spiega i motivi nelle sue campagne pubblicitarie. Teorico del “fascismo tardivo”il  filosofo Alberto Toscano analizza...

Francesca Albanese, Trump e le aziende genocide

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Il negazionismo coloniale della sinistra israeliana

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Trump, Netanyahu e la riorganizzazione del Medio Oriente

Nonostante tutte le prove contrarie, troppi commentatori sui media internazionali continuano a dipingere Donald Trump come desideroso di una soluzione pacifica alla guerra in corso nella Striscia di Gaza. Si...

«Allevare un soldato»: la militarizzazione della gioventù russa

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Internazionalismo o geostrategia, bisogna scegliere!

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La sfida Cina-Usa per il controllo delle miniere del Congo

La Cina in imbarazzo per l’accordo Washington-Kinshasa che minaccia i suoi interessi in Congo. Una partita politica che si gioca sulla pelle della popolazione L’accordo di pace tra Repubblica Democratica...

Crisi del capitalismo e della ragione

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La debolezza del regime iraniano

Un comportamento così timoroso invita gli aggressori a raddoppiare la pressione e a rinnovare i loro attacchi, fiduciosi che Teheran non oserà mettere in atto le sue minacce. Ho iniziato il...

Il gioco al rialzo del riarmo europeo

Quel che succede nell’UE è un vero salto di paradigma preparato da 25 anni in cui i governi di centro destra e centro sinistra hanno imposto le ferree leggi del...

La guerra costa: Putin cerca soldi e consenso mentre l’economia rallenta

Nei giorni scorsi si è svolto il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (SPIEF), appuntamento che si svolge in Russia da quasi trent’anni. Nelle intenzioni originali, questo evento aveva il fine di informare policy maker e...

«Hunger Games»: le trappole mortali tese dall’esercito israeliano agli abitanti affamati di Gaza

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L’Iran, Israele, la guerra e la sinistra

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Israele-Iran: un abisso terrificante per il popolo iraniano e la regione

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In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

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