Tema: Lavoro

Ma cos’è questo dumping ?

L’iniziativa “Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!”, sulla quale voteremo il prossimo 8 marzo ha riproposto la discussione attorno alla questione del dumping...

Perché l’8 marzo voterò SÌ contro il dumping

Negli anni Settanta, poco dopo l’introduzione in Svizzera del diritto di voto femminile, ero una giovane donna che insieme ad altre cominciava a interrogarsi sulla situazione delle donne nel mondo....

Lotta al dumping e discriminazioni di genere

L’8 marzo saremo chiamati a votare sull’iniziativa “Combattiamo il dumping salariale e sociale”. Uno dei punti fondamentali della proposta è il potenziamento della sezione dell’Ispettorato del lavoro dedicata alle discriminazioni...

Il diritto alla parità di salario

L’iniziativa contro il dumping salariale, in votazione in Ticino l’8 marzo, ha avuto certamente il merito, indipendentemente dall’esito finale della stessa, di mostrare come il livello dei salari sia il...

Lottiamo contro gli abusi nel diritto del lavoro

I difensori dello status quo in materia di controlli del mercato del lavoro, e in particolare quella parte padronale che già oggi vorrebbe diminuirli parlando di “troppa inutile burocrazia” lo...

Perché NO all’iniziativa UDC “No a una Svizzera da 10 milioni”

L’iniziativa dell’Unione democratica di centro (UDC) «No a una  Svizzera da 10 milioni» sarà sottoposta al voto il prossimo 14 giugno. Per economiesuisse, che organizza le campagne politiche del padronato,...

Ma le donne no!

Sorprende l’editoriale di Daniel Ritzer apparso sulla Regione di venerdì 13 febbraio. Il testo si caratterizza per alcune inesattezze fattuali e per una dimenticanza macroscopica. Le inesattezze riguardano la nozione...

Appello: l’8 marzo, votiamo SÌ per la difesa dei diritti delle donne

L’8 marzo non è solo una ricorrenza, né una festa: è una giornata di lotta. È un momento importante di presa di parola collettiva in cui le donne rendono visibili...

8 marzo, votare SÌ per controlli efficaci e salari dignitosi in Ticino

Pubblichiamo la presa di posizione del movimento politico “Più donne” a sostegno dell’iniziativa «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!». (Red) L’8 marzo, in...

Dal dumping salariale al dumping sociale

C’è una parola che attraversa silenziosamente il dibattito sul lavoro in Ticino, ma che raramente viene nominata fino in fondo: dignità. Non si tratta solo di una questione economica, né...

Controlli che salvano vite e diritti

Da anni la lotta alla “burocrazia” è uno dei tormentoni più ricorrenti del dibattito politico, in particolare nei discorsi dei partiti di governo e della destra. Lo Stato viene dipinto...

Controlli e dumping: una preoccupante realtà

Durante una recente conferenza stampa, il comitato che si batte contro l’iniziativa dell’MPS «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!», sulla quale voteremo il...

Dumping salariale e controlli in Ticino

Gli oppositori all’iniziativa «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!», in votazione il prossimo 8 marzo, ricordano che il Ticino sarebbe il Cantone con...

L’urgenza dell’iniziativa contro il dumping

Il prossimo 8 marzo voteremo per contrastare il fenomeno del dumping salariale, cioè la pressione dei salari verso il basso. In Ticino sono già più bassi di circa il 20%...

Il rinnovo del ROC ospedaliero, un’occasione persa

Un’infermiera qualificata che avesse cominciato a lavorare presso l’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) all’inizio del 2017 (cioè otto anni fa) avrebbe avuto diritto a un salario minimo, fissato nel contratto collettivo...

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In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

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