Tema: Politica

Argentina. 50 anni fa il colpo di stato

La persona scomparsa non ha identità. Non è né vivo né morto… è scomparso.il dittatore Jorge Videla «Josef K., pur non avendo fatto nulla di male, una mattina fu arrestato». Con questa...

SSR, passata la festa…

E così la SSR, incassata la vittoria dell’8 marzo, ha confermato che il piano Enavant proseguirà e che nei prossimi tre anni verranno soppressi 900 posti di lavoro. Un taglio...

Quando la polizia controlla, videosorveglia, ferma irregolarmente persone che esercitano i propri diritti

Pubblichiamo l’interpellanza presentata oggi dai deputati dell’MPS in Gran Consiglio. Partendo da un recente episodio, essi affrontano la questione dei diritti di manifestare messi in pericolo da pratiche della polizia...

Il disastro elettrico di AET

Ieri, come un sol uomo (o donna), il Gran Consiglio non solo ha rifiutato di discutere i conti di AET, ma li ha approvati senza batter ciglio. Tutti (destra e...

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La bolla dell’IA, come la bolla immobiliare, è un grosso problema, ed è semplice da capire

Meno di 20 anni fa, una bolla immobiliare nazionale negli Stati Uniti è scoppiata, trascinandoci nella Grande Recessione del 2008. Milioni di proprietari hanno perso la casa per pignoramento. Abbiamo...

Idrogeno blu, la falsa speranza della decarbonizzazione

Ci sono forti dubbi sul fatto che l’idrogeno blu, cioè prodotto con cattura e stoccaggio di CO2, sia una vera soluzione alla crisi climatica Fra quelle che la narrazione dominante...

Stati Uniti. Don Trump e lo stile mafioso nella politica mondiale

Non c’è mai stato alla Casa Bianca, prima di Donald Trump, un presidente che corrispondesse così tanto al modello mafioso. Richard Nixon, al confronto, sembrava quasi un chierichetto.Per una notevole...

Perché il gas non ha nulla di “pulito” e non serve per la “transizione energetica”

Numeri, fatti e scienza vanno in direzione opposta alla narrazione dominante: il gas non ha nulla di pulito e va progressivamente eliminato. Il mainstream sostiene che il gas sia “pulito”, o quasi,...

Donald Trump e Minneapolis: le parole del fascismo e quelle dell’emancipazione

Il cammino verso la barbarie fascista è innanzitutto tracciato dalle parole che banalizzano la violenza estrema e l’odio, razzista e maschilista. Tuttavia, ed è il fatto più importante, Minneapolis indica...

Difendere la tradizione del modello liceale ticinese

Una sessantina di docenti del settore medio superiore si sono incontrati martedì 17 marzo 2026 (su invito di una serie di associazioni attive nel mondo della scuola – cfr. elenco...

Si erano tanto amati…

È finito l’idillio tra Roberto Badaracco, municipale di Lugano, e Alessandro Cedraschi, presidente storico dei Lugano Tigers. È ben lontano il ricordo delle moine e gli slogan della campagna referendaria...

La nascita non dovrebbe essere un business

Partorire non è solo una questione intima e privata: è una questione politica. Tra crescente medicalizzazione e imperativi di redditività, la nascita diventa un rivelatore delle trasformazioni contemporanee del sistema...

La CPI sul caso Hospita e i suoi “esperti”. Francesca Piffaretti-Lanz, una donna della Lega in tutto e per tutto

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Lavoro, voto popolare e ascesa dell’estrema destra

Recenti studi analizzano il legame tra le trasformazioni del lavoro e l’adesione popolare all’estrema destra. Sono utili da considerare per definire la strategia sindacale contro l’iniziativa anti-immigrazione dell’UDC, e al...

Continua la “saga” della cattura e stoccaggio della CO2. E di chi la combatte

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In poche parole

Il capo dell’esercito in cattedra a Lugano

In un’estate segnata dalla crisi climatica, dai tagli alla formazione, dall’aumento delle tasse di USI e Supsi e dalla pressione borghese per finanziare con l’IVA la 13a AVS e la spesa militare, Benedikt Roos, comandante di corpo dell’esercito svizzero, è sceso a Lugano.
Obiettivo: rassicurare l’economia ticinese sul fatto che l’esercito continuerà a fungere da «pompa finanziaria» per settori produttivi, dopo il forte rilancio della spesa militare deciso a Berna. Roos ha inoltre rassicurato il fronte reazionario: l’esercito continuerà ad alimentare la narrazione dei pericoli «da fuori» e della «minaccia esterna». Tutto propellente per chi costruisce il proprio progetto politico sulle derive securitarie.
Il nesso con la crisi climatica e i tagli alla spesa sociale è evidente: il riarmo viene finanziato riducendo la spesa pubblica e gli interventi a difesa dell’ambiente, e con l’aumento dell’IVA, la tassa più antisociale.
Roos ha riassunto la visione dominante: «La sicurezza è la base per molte cose. […] Se questa base è minacciata, ritengo giusto dare la priorità alla sicurezza» (così ha riassunto la RSI).
Tradotto: in futuro sempre più soldi all’esercito e meno ai bisogni sociali. E chi se ne frega se la minaccia più grave è la crisi climatica, provocata non da regimi stranieri minacciosi ma dal sistema capitalista.

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