Tema: Storia e cultura

A colloquio con Etienne Balibar. “Il pacifismo non è un’opzione”

Tra i libri che riempiono lo spazio dell’ufficio parigino di Etienne Balibar, un busto di Karl Marx fissa l’orizzonte. Nella sua immagine, il filosofo 79enne, espulso dal partito comunista francese...

Vasco Rossi, il settantenne che non vede l’ora di tornare sul fronte del palco

 Prendi la strada che porta lontanoScegli la via che ti prende la mano(Vasco Rossi, Prendi la strada, 2011) Vasco Rossi il 7 febbraio compie settant’anni. Non vede l’ora, covid permettendo,...

Omaggio a Petr Uhl (1941-2021)

È morto a Praga Petr Uhl, 80 anni, giornalista ceco e attivista dei diritti umani. Fu imprigionato dalla burocrazia stalinista negli anni 60 ma non fu mai un “dissidente anticomunista”....

Continua il processo di normalizzazione alla RSI

Il copione si ripete tristemente, di fronte alle denunce e alle sofferenze delle donne si risponde con un tutto va bene, non ci sono problemi, si tratta di casi isolati…...

L’ecologia di Marx alla luce della MEGA 2

In questo testo, denso e articolato ma per nulla pedante, Alain Bihr, ricostruisce l’evoluzione del pensiero di Marx sul rapporto tra capitale e natura. Lo fa seguendo criticamente il ragionamento...

Cento e più motivi per ricordare Fred Buscaglione

Nato cent’anni fa a Torino, Fred Buscaglione, nel corso della sua carriera artistica costruì un corto circuito fra la sua vita e i protagonisti delle sue canzoni. Morì tragicamente a...

Addio a Michel Husson, economista “competente e rosso”

Michel Husson ci ha lasciati. I lettori e le lettrici del nostro sito e gli abbonati e le abbonate al nostro giornale Solidarietà hanno potuto apprezzare in questi anni i...

Ecologia e psicogeografia: rileggere Debord e il Situazionismo

Il 28 dicembre 1941 nasceva, a Parigi, Guy Debord, una delle personalità più originali e controverse del Novecento. Filosofo, scrittore, regista, soprattutto rivoluzionario, come probabilmente gli avrebbe fatto piacere essere...

Cent’anni fa, Kronstadt…

Il 18 marzo del 1871, il popolo parigino s’impossessava dei cannoni di Montmartre e dava inizio alla Comune di Parigi: una “riconquista del potere dello Stato da parte della società...

Una storia ben ricordata

Quando ho appreso dell’uscita del libro Volevamo cambiare il mondo. Storia di Avanguardia Operaia (1968-1977), curato da Roberto Biorcio e Matteo Pucciarelli (Mimesis, Milano 2021), mi son detto: “finalmente”, un...

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Riflessioni canicolari. L’uscita dal capitalismo è più necessaria che mai

Europa, ondata di calore record: un nuovo clima per il nostro continente?

In poche parole

Le FFS come Don Vito Corleone: fanno offerte che non si possono rifiutare

«Se non dovesse accettare nessuna delle due offerte (opzione 1 o opzione 2), oppure non dovesse restituire la lettera firmata entro il […] luglio 2026, scioglieremo il suo contratto di lavoro nel rispetto del termine di disdetta di sei mesi.»
Così si concludono le lettere che la direzione di FFS Cargo ha inviato ai lavoratori coinvolti nell’ultima riorganizzazione, al termine dei colloqui individuali svoltisi in questi giorni.
Quali sono le due “opzioni” offerte dalle FFS, alle quali il lavoratore è chiamato a rispondere entro otto giorni, pena il licenziamento? La prima consiste nel trasferimento alla Divisione Viaggiatori delle FFS, con sede di lavoro a Zugo, Lucerna o Goldau. La seconda prevede il trasferimento a TILO, con una riduzione salariale che, dopo i primi due anni, supera i 1’000 franchi al mese.
Questa è l’”offerta” di un’azienda che continua a ripetere che a tutti sarà data la possibilità di continuare a lavorare in Ticino e che non è previsto alcun licenziamento.
Tutte balle, come il Comitato contro lo smantellamento di FFS Cargo denuncia da mesi. A questo, ora, si aggiunge un atteggiamento che ricorda quello di Don Vito Corleone: un’offerta che non si può rifiutare, pena non la morte fisica, ma certamente quella professionale e sociale.

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