Tema: Storia e cultura

Vasco Rossi, il settantenne che non vede l’ora di tornare sul fronte del palco

 Prendi la strada che porta lontanoScegli la via che ti prende la mano(Vasco Rossi, Prendi la strada, 2011) Vasco Rossi il 7 febbraio compie settant’anni. Non vede l’ora, covid permettendo,...

Omaggio a Petr Uhl (1941-2021)

È morto a Praga Petr Uhl, 80 anni, giornalista ceco e attivista dei diritti umani. Fu imprigionato dalla burocrazia stalinista negli anni 60 ma non fu mai un “dissidente anticomunista”....

Continua il processo di normalizzazione alla RSI

Il copione si ripete tristemente, di fronte alle denunce e alle sofferenze delle donne si risponde con un tutto va bene, non ci sono problemi, si tratta di casi isolati…...

L’ecologia di Marx alla luce della MEGA 2

In questo testo, denso e articolato ma per nulla pedante, Alain Bihr, ricostruisce l’evoluzione del pensiero di Marx sul rapporto tra capitale e natura. Lo fa seguendo criticamente il ragionamento...

Cento e più motivi per ricordare Fred Buscaglione

Nato cent’anni fa a Torino, Fred Buscaglione, nel corso della sua carriera artistica costruì un corto circuito fra la sua vita e i protagonisti delle sue canzoni. Morì tragicamente a...

Addio a Michel Husson, economista “competente e rosso”

Michel Husson ci ha lasciati. I lettori e le lettrici del nostro sito e gli abbonati e le abbonate al nostro giornale Solidarietà hanno potuto apprezzare in questi anni i...

Ecologia e psicogeografia: rileggere Debord e il Situazionismo

Il 28 dicembre 1941 nasceva, a Parigi, Guy Debord, una delle personalità più originali e controverse del Novecento. Filosofo, scrittore, regista, soprattutto rivoluzionario, come probabilmente gli avrebbe fatto piacere essere...

Cent’anni fa, Kronstadt…

Il 18 marzo del 1871, il popolo parigino s’impossessava dei cannoni di Montmartre e dava inizio alla Comune di Parigi: una “riconquista del potere dello Stato da parte della società...

Una storia ben ricordata

Quando ho appreso dell’uscita del libro Volevamo cambiare il mondo. Storia di Avanguardia Operaia (1968-1977), curato da Roberto Biorcio e Matteo Pucciarelli (Mimesis, Milano 2021), mi son detto: “finalmente”, un...

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PSE e nuovo stadio. Cosa ci sarà mai da festeggiare…

Russia. I costi dell’invasione dell’Ucraina non possono più essere tenuti lontano da tutti i russi

Italia. Dopo i fatti di Modena, qualche dato oggettivo

In poche parole

Della serie: il settore della moda tiene…

Non sono passate 24 ore da quando Marina Masoni, presidente di quel guscio vuoto che è TicinoModa, ci ha assicurato sulle magnifiche sorti e progressive della Fashion Valley ticinese, ed ecco annunciata la soppressione dei 60 posti di lavoro della Auriel Investment Sa di Paradiso.
Interessante, perché questa azienda, come la stragrande maggioranza di quelle che compongono il settore in Ticino, non è un’azienda produttiva nel senso tradizionale del termine, né un fiore all’occhiello di un settore industriale d’avvenire. È invece un’azienda sostanzialmente commerciale (i lavoratori licenziati sono “tutti attivi nel settore amministrativo”).
Il nuovo fondo – americano, naturalmente – che rileverà il marchio Roberto Cavalli affiderà inoltre a The Level Group, società di e-commerce con sede a Milano, la “gestione delle operazioni nei canali e-commerce, wholesale e retail”.
Nulla di nuovo: la Fashion Valley ticinese continua a essere quella del modello Gucci e Kering. Cosa costoro abbiano lasciato in Ticino è sotto gli occhi di tutti (a cominciare dalle mastodontiche infrastrutture). Quello che invece si sono portati via – in particolare sotto forma di sgravi e aggiramenti fiscali – è nelle carte delle diverse condanne subite in Italia e in Francia.
Cose che il governo di questo Cantone continua a ignorare.

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