Fuori gli USA dal Venezuela! Mobilitiamoci contro l’aggressione imperialista!

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Era una minaccia nell’aria da settimane e questa notte si è concretizzata. È stato lo stesso Trump, attraverso il suo social network Truth Social, a confermare l’aggressione militare statunitense contro il Venezuela: un massiccio bombardamento della capitale — e di altre città del Paese — al termine del quale il presidente Maduro e sua moglie sarebbero stati catturati ed esfiltrati dal territorio venezuelano dall’esercito degli Stati Uniti.

Gli attacchi di questa mattina avrebbero colpito, oltre che basi militari, siti petroliferi ed energetici, confermando gli appetiti imperialisti degli USA sulle immense ricchezze naturali del Paese, che Washington mira a controllare anche attraverso un cambio di regime. Obiettivi ben diversi da quelli proclamati ufficialmente da Trump, che da mesi giustifica un’operazione di questo tipo sulla base di una presunta lotta contro il narcotraffico e contro un cartello che godrebbe del sostegno del governo venezuelano.

Con questo arresto e con questa brutale aggressione imperialista volta a sottomettere il Venezuela, Trump intende lanciare un chiaro messaggio a tutta l’America Latina e ai popoli della regione: accettare senza reagire il dominio politico, economico e militare degli Stati Uniti.

È necessario reagire con forza a questo attacco, indipendentemente dal giudizio — anche fortemente critico o di condanna — che si può avere nei confronti del regime di Maduro, del suo governo, delle politiche repressive e delle scelte economiche adottate negli ultimi anni.

La nostra solidarietà va al popolo venezuelano, al suo diritto all’autodeterminazione, al diritto di scegliere, criticare e, se necessario, cambiare il proprio governo, senza ingerenze politiche o militari da parte di potenze straniere. Di fronte a questo attacco scandaloso, l’urgenza è costruire un ampio movimento anti-imperialista che esiga il ritiro immediato delle truppe statunitensi dall’area caraibica, la fine delle sanzioni contro il Venezuela e che si mobiliti per fermare e sconfiggere l’offensiva di Trump

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