Mendrisiotto. Traffico e dumping? Purtroppo sì!

Tempo di lettura: 2 minuti
image_print

La direttrice Regione Sud delle FFS l’ha detto chiaramente: la chiave di volta per capire ciò che sta accadendo alla logistica ferroviaria svizzera è la sua liberalizzazione del 1999. Liberalizzazione significa lasciare che siano le logiche del mercato a dettare liberamente il servizio offerto. Ma il mercato, per dinamiche sue, non sempre convoglia le risorse in maniera equa sul territorio, tra settori o seguendo le decisioni prese democraticamente: esso, per definizione, accumula risorse da una parte sottraendole alle altre. Ed è quello che succede a FFS Cargo: è una azienda che garantisce condizioni salariali e di lavoro decenti a lavoratori residenti che si trova a concorrere con aziende che si possono limitare all’applicazione delle tutele minime; è una azienda che è tenuta a formare e valutare il proprio personale e il proprio materiale rotabile secondo i massimi standard di sicurezza che deve concorrere con aziende che possono limitarsi ai controlli minimi; è una azienda in un sistema contabile integrale che si deve sobbarcare costi che invece, per esempio, le imprese di camion dell’Europa dell’Est (la cui presenza è più che raddoppiata, dati alla mano) possono esternalizzare alla collettività svizzera. Le conseguenze sono le medesime che si sono verificate in tutta Europa: pressioni sulla produttività, risparmi sulla formazione del personale, diminuzione dell’affidabilità dei servizi, aumenti dei prezzi ai clienti, rinuncia ad appalti redditizi, riduzione dei volumi di lavoro, perdita di posti di lavoro, riversamento di merci sulle strade e abbandono delle regioni periferiche alle quali possiamo ormai aggiungere Mendrisiotto e Basso Ceresio.

La decisione che tutte le stazioni di ricevimento del traffico a carri completi isolati da chiudere in Ticino debbano situarsi a Sud del Ceresio dimostra che secondo le logiche di mercato è sopportabile, per la nostra regione, costringere le aziende del nostro territorio a trasportare su camion le merci, almeno fino al terminale di Stabio. Dopo il riversamento di 80.000 camion sull’autostrada causata dalla chiusura anticipata dell’autostrada viaggiante, è lecito chiedersi se le logiche di mercato siano davvero le più adatte al settore logistico. E se chi le considera inevitabili sia la persona migliore per rappresentare il nostro Cantone a Berna, dove queste decisioni vengono prese.

*articolo apparso su l’Informatore il 22 maggio 2026

articoli correlati

Sciopero Samsung: AI e lotta di classe

Iniziativa UDC: quando la minaccia del «caos» nasconde l’anarchia capitalista

Italia. Gli eventi di Modena e i manifesti razzisti