Campagna MPS: Basta dumping!

Salario minimo e “compromesso”: a che punto siamo?

Questo testo è stato redatto e reso pubblico prima della presentazione del rapporto della commissione della gestione con il quale viene sancito il “compromesso” sulla base del quale i promotori...

La votazione è passata, ma le lotte contro il dumping e le discriminazioni di genere continuano…

Il Movimento per il socialismo (MPS) prende atto del risultato della votazione cantonale sull’iniziativa “Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!”. Pur non essendo...

Salario minimo, rincaro e salario minimo reale. Fare bene i conti

Il salario minimo in Ticino è entrato in vigore nel 2021 con una forchetta tra 19.00 e 19.50 franchi l’ora. Secondo la tabella di marcia prevista, al 1° gennaio 2026...

Le disparità non devono restare invisibili

C’è ancora molto da fare per la parità tra donne e uomini in Svizzera. Non è uno slogan rituale: è la fotografia di una realtà che cambia troppo lentamente. Nel...

Mischiare burro e ferrovia, o no?

Forse non tutti sanno che i salari nel settore del trasporto terrestre in Ticino, tra il 2010 e il 2020, sono diminuiti del 13%, mentre a livello nazionale si osservava...

Iniziativa contro il dumping, strumento di prevenzione

Le condizioni di salute nel mondo del lavoro stanno peggiorando da tempo. Lo registrano regolarmente rilevamenti e studi nazionali. Recentemente, il «barometro delle condizioni di lavoro » di Travail. Suisse,...

Due misure efficaci per i redditi medio-bassi

Il monitoraggio della povertà in Svizzera 2025 ha evidenziato il fenomeno delle lavoratrici e dei lavoratori poveri. Quasi il 9% dei lavoratori in Ticino risulta povero: il doppio della media...

Un sì l’8 marzo contro il dumping. Forza!

Una caratteristica fondamentale che uno Stato dovrebbe possedere per essere definito civile si constata anche dalla condizione sociale e lavorativa in cui vivono le donne. Uno Stato, per essere definito...

Quando il dissenso diventa difesa

La recente replica di Daniel Ritzer alla lettera di Angelica Lepori sulle discriminazioni di genere offre uno spunto utile per interrogarsi non tanto sui contenuti dell’iniziativa contro il dumping dell’MPS...

Dare coraggio alle donne lavoratrici

Se l’iniziativa dell’MPS «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale! » verràapprovata il prossimo 8 marzo, l’Ispettorato cantonale del lavoro sarà potenziato in modo...

Ma chi sono questi baldi imprenditori che dirigono AITI e che combattono l’iniziativa antidumping dell’MPS?

L’Associazione industrie ticinesi (AITI) è in prima fila nella campagna contro l’iniziativa dell’MPS “Rispettiamo i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale”, in votazione il prossimo 8...

Un Sì l’8 marzo, per controlli più efficaci e salari dignitosi

L’8 marzo non è soltanto una ricorrenza simbolica. È una giornata che richiama l’attenzione su un principio fondamentale: la parità tra donne e uomini non deve restare uno slogan, ma...

Il dumping salariale rende tutti più poveri

Il dumping salariale costituisce una criticità significativa nel mercato del lavoro ticinese. Esso si manifesta quando datori di lavoro corrispondono salari inferiori ai minimi stabiliti dai contratti collettivi o ai...

Sì all’unica votazione cantonale l’8 marzo

Partiamo da un dato indiscusso: il lavoro in Ticino non è sano. A parità di compito, isalari sono bassi rispetto alla Svizzera, ma il costo della vita è uguale. Questo...

Un Sì nella giusta direzione

Sì anche per le donne. La parità salariale fa acqua da tutte le parti. Non mi piace pensare alle discriminazioni femminili facendo della condizione maschile la pietra di paragone. Certo,...

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In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

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