Campagna MPS: Pensioni dei Consiglieri di Stato

Vitalizi dei Consiglieri di Stato: poche e semplici domande su riscatti e prelievi per l’acquisto della propria abitazione primaria

A Riscatti Nel messaggio 7182 il Consiglio di Stato così si esprime in merito al riscatto della previdenza dei Consiglieri di Stato: Art. 12 – Riscatto Si tratta di uno...

Pensioni d’oro dei ministri: un altro ambito dove il comportamento superficiale e omissivo del Governo si configura come negligente?

Se vi è una cosa sulla quale i dipendenti del Cantone (dunque migliaia di lavoratori e lavoratrici) hanno acquisito una certezza è il fatto che le loro rendite pensionistiche tendono...

Interrogazione “Chiarezza sui vitalizi dei Consiglieri di Stato”

Oltre 480 giorni fa, e più precisamente in data 5 giugno 2015, ho presentato un’interrogazione al Consiglio di Stato intitolata “Chiarezza sui vitalizi dei Consiglieri di Stato”. Con la stessa...

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In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

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