In Ticino, per lo stesso lavoro e con le stesse qualifiche, si guadagna fino a due mensilità in meno rispetto al resto della Svizzera.
Non è poco, è una differenza che pesa a fine annno e che condiziona le scelte di vita, i progetti, il futuro dei giovani.
Così, molti giovani che studiano e si formano in Ticino sono costretti a emigrare, come si faceva un secolo fa, non perché non vogliono vivere in questo Cantone, ma perché qui il loro lavoro vale meno.
Lo stesso hanno fatto e continuano a fare i e le ticinesi che studiano e si formano nelle università degli altri Cantoni: per le stesse ragioni rinunciano a ritornare. Negli ultimi 20 anni 8 mila giovani ticinesi sono emigrati in altri cantoni. Attualmente si calcola che i due terzi dei laureati ticinesi non rientrano in Ticino.
È chiaro, il dumping salariale impoverisce i giovani e tutto il Cantone. Dire No al dumping significa dare una speranza ai giovani e al futuro di questo Cantone.
Per questo il prossimo 8 marzo votiamo SI all’iniziativa “Per la difesa dei diritti di chi lavora e contro il dumping salariale e sociale”.