Categoria geografica: Internazionale

Cina. Il lavoro come campo di battaglia

Fabbriche, uffici pubblici, cantieri: un sistema del lavoro che consuma corpi e vite creando precarietà. Dalle operaie ai funzionari, cresce il malcontento. Le proteste aumentano del 73%. Una serie di...

Chi è responsabile del caldo mortale?

Un nuovo studio identifica le aziende responsabili delle morti causate dall’aumento delle ondate di calore estreme. «La Terra non sta morendo.La stanno uccidendo, e le persone che la stanno uccidendo...

La Cina dei giovani invisibili: nostalgia digitale e fuga

Mentre Xi Jinping celebra la potenza cinese, milioni di giovani lottano contro la precarietà e si rifugiano nella nostalgia digitale. Un viaggio nel cuore della crisi generazionale. Alle nove e...

Francia. Il Paese e la sinistra a un bivio

Dall’inizio di settembre, in Francia si stanno verificando contemporaneamente una crisi sociale, una crisi politica e l’inizio di una nuova mobilitazione popolare, segnata dalle giornate del 10 e 18 settembre...

Lo scontro sino-americano per il controllo del digitale

Tutti con Trump. Il clamoroso voltafaccia della Silicon Valley è un evento di grande rilevanza nella politica americana contemporanea. Tradizionalmente vicini al Partito Democratico, i miliardari del digitale si sono...

Palestina. Riconoscere il popolo prima dello Stato

Nel novembre 1988, l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) in esilio proclamò ad Algeri l’indipendenza dello Stato di Palestina. Subito dopo, la maggior parte dei paesi arabi, africani, asiatici,...

Ricordando Fausto Amodei. Un invito all’ascolto di una lezione di storia

È scomparso lo scorso 18 settembre Fausto Amodei, uno dei musicisti più importanti della canzone politica degli anni 60’ e ’70. Un ricordo e un omaggio a un figura indimenticabile....

Perché i paesi BRICS non denunciano il genocidio in corso a Gaza

I paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), che hanno ammesso al loro interno altri 5 Stati (Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Indonesia e Iran), si sono riuniti a...

Palestina. Il riconoscimento dello Stato non è sufficiente

Negli ultimi mesi, mentre continuano i massacri genocidi degli abitanti di Gaza, un numero crescente di paesi ha annunciato l’intenzione di riconoscere uno stato palestinese, unendosi ai 147 che lo...

Italia. Finalmente lo sciopero generale!

Contro il genocidio a Gaza, milioni di lavoratori e lavoratrici, studentesse e studenti È difficile dare i numeri di una giornata così intensa, brulicante di persone e finalmente intergenerazionale. Quel...

La scuola ticinese non può restare indifferente di fronte alla tragedia che sta insanguinando Gaza

Pubblichiamo una interpellanza dei deputati dell’MPS che riprende, in parte, i contenuti della lettera aperta che, lo scorso 26 agosto, avevamo indirizzato alla direzione del DECS. (Red) Da settimane il...

Italia. Palestina, uno sciopero veramente generale

Pubblichiamo questo breve resoconto, curato dalla redazione del sito refrattario e controcorrente, sulla giornata di sciopero generale in solidarietà con la Palestina tenutosi ieri in molte città italiane, in particolare...

Palestina. La memoria rubata

Lo scorso 31 agosto 2025, lo storico Jean-Pierre Filiu ha pubblicato un articolo intitolato «La schiacciante responsabilità di Hamas nella catastrofe palestinese», apparso sul quotidiano 𝐿𝑒 𝑀𝑜𝑛𝑑𝑒. L’articolo di Filiu,...

USA, l’assassinio di Kirk mette in pericolo la sinistra

L’assassinio di Charlie Kirk, il leader trentunenne dell’organizzazione giovanile di estrema destra Turning Point USA, ha intensificato la polarizzazione politica negli Stati Uniti e ha portato il movimento Make America...

Quale futuro per i bambini che nascono ora a Gaza?

Sei neonati, almeno due dei quali prematuri, giacciono stipati in un’unica culla all’ospedale Al-Ahli di Gaza City, a pochi giorni dal Rosh Hashanah, il capodanno ebraico. Sarebbe stato meglio se...

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Dopo il NO all’iniziativa dell’UDC, il padronato passa all’attacco… E il movimento sindacale?

Conti AET 2025. Tutto bene? Non proprio…

In poche parole

Della serie: il settore della moda tiene…

Non sono passate 24 ore da quando Marina Masoni, presidente di quel guscio vuoto che è TicinoModa, ci ha assicurato sulle magnifiche sorti e progressive della Fashion Valley ticinese, ed ecco annunciata la soppressione dei 60 posti di lavoro della Auriel Investment Sa di Paradiso.
Interessante, perché questa azienda, come la stragrande maggioranza di quelle che compongono il settore in Ticino, non è un’azienda produttiva nel senso tradizionale del termine, né un fiore all’occhiello di un settore industriale d’avvenire. È invece un’azienda sostanzialmente commerciale (i lavoratori licenziati sono “tutti attivi nel settore amministrativo”).
Il nuovo fondo – americano, naturalmente – che rileverà il marchio Roberto Cavalli affiderà inoltre a The Level Group, società di e-commerce con sede a Milano, la “gestione delle operazioni nei canali e-commerce, wholesale e retail”.
Nulla di nuovo: la Fashion Valley ticinese continua a essere quella del modello Gucci e Kering. Cosa costoro abbiano lasciato in Ticino è sotto gli occhi di tutti (a cominciare dalle mastodontiche infrastrutture). Quello che invece si sono portati via – in particolare sotto forma di sgravi e aggiramenti fiscali – è nelle carte delle diverse condanne subite in Italia e in Francia.
Cose che il governo di questo Cantone continua a ignorare.

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