Categoria geografica: Internazionale

Autoritarismo e democrazia nel XXI° secolo

In un contesto globale segnato dalla rinascita delle forze di estrema destra, lo storico Enzo Traverso aggiorna la sua analisi sul postfascismo alla luce degli eventi degli ultimi anni e...

Trump vuole annettere la Svizzera?

Dal 2 aprile scorso (Liberation Day), il presidente Donald Trump ha fatto in continuazione ricorso a disposizioni legali eccezionali per manipolare i dazi doganali che impone ai principali paesi esportatori...

«Riconoscere la Palestina non fermerà il genocidio a Gaza. Solo le sanzioni contro Israele lo faranno»

Il riconoscimento internazionale di uno Stato palestinese premia Israele, che dovrebbe ringraziare ogni Paese che lo fa, perché questo riconoscimento serve come alternativa ingannevole a ciò che dovrebbe realmente essere...

La guerra organizza l’accumulazione del capitale

Le guerre sono il motore dell’accumulazione di capitale, indipendentemente dagli Stati-nazione coinvolti nei conflitti. È vero che alcune grandi aziende traggono profitto dal genocidio palestinese, come denuncia la relatrice speciale...

Cina. La generazione perduta dei laureati

Milioni di giovani cinesi scoprono che nemmeno l’eccellenza accademica garantisce più un futuro stabile. Un’intera generazione tradita dalle promesse e spinta verso la precarietà Negli anni in cui in Cina...

Stati Uniti. 25 anni di tagli e disastri fiscali

Il 3 luglio, il Congresso americano ha approvato i tagli fiscali di Trump. I media tradizionali e gli economisti hanno riportato principalmente i dettagli di tali tagli, ovvero le imposte...

La rivoluzione tech della Corea del Nord, tra controllo e resistenza

Dalla telefonia mobile all’e-commerce farmaceutico – come la Corea del Nord ha costruito un ecosistema digitale chiuso ma sorprendentemente avanzato, tra modernità e controllo Nel volgere di un paio di...

Ucraina. Le proteste contro la corruzione hanno vinto

Dichiarazione di Соціальний рух – (Sotsialnyi Rukh – Movimento sociale) Il 30 luglio, vicino al Teatro Franko di Kiev, si è svolta una manifestazione di protesta contro il controverso disegno...

Svizzera. Un “piccolo” paese, un “grande” dell’imperialismo capitalista

Come mai, la piccola e neutrale Svizzera subisce un affronto così grande da parte degli Stati Uniti di Donald Trump che ha fissato al 39% i dazi sulle merci provenienti...

Accordo sui dazi Trump-UE. A passare alla cassa saranno i salariati e le salariate

L’accordo commerciale firmato il 27 luglio tra Stati Uniti e Unione Europea rappresenta una vittoria politica per Trump, ma un duro colpo per i lavoratori di entrambi i continenti. Dietro...

Gran Bretagna. Il nuovo partito della sinistra britannica: un’opportunità storica?

Ogni volta che inizio questo articolo, devo aggiornare il numero di persone che si sono registrate sul sito web Your Party. Secondo il feed Twitter di Zarah Sultana, hanno già...

L’inizio di una nuova età dell’oro per i mercanti di guerra

Quando, nel suo discorso di addio del 1961 [gennaio 1953-gennaio 1961], il presidente Dwight D. Eisenhower mise in guardia dai pericoli dell’eccessiva influenza esercitata da un partenariato tra l’esercito e...

Rompere il blocco per fermare il genocidio

Abbiamo di fronte manifestamente da anni un governo semifascista (e con significative presenze esplicitamente fasciste al suo interno) che dichiaratamente attua una politica genocida e che cerca di rendere più...

Il miraggio dello stato palestinese

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Il modello Milano, oltre le inchieste

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In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

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