Paese: Italia

Il nuovo assalto all’Africa e la “crisi migratoria” in Europa

Nei giorni in cui in Puglia perdono la vita sul lavoro quindici braccianti africani, torniamo a denunciare il nuovo brutale assalto neo-coloniale all’Africa che è la causa prima di queste...

Marchionne e dopo. Venti anni vissuti pericolosamente e il futuro della FCA

Le vicende della FCA e la morte improvvisa dell’amministratore delegato Sergio Marchionne devono essere affrontate dal punto di vista della lotta di classe e delle sue implicazioni politiche e sociali....

Il ’68 ha ancora molto da spiegare

Diego Giachetti ha all’attivo numerosi studi sugli anni ’60 e ’70, la stagione dei movimenti, il ruolo di operai, giovani, donne, nella conflittualità che ha caratterizzato quei decenni focali. Oltre...

Sergio Marchionne, più finanza che auto. E il Jobs Act è roba sua

La storia della Fiat sarà scandita da un prima e da un dopo Marchionne. L’impatto del manager italo-canadese sulla (ex) Fabbrica italiana di automobili con sede, una volta, a Torino,...

Congresso Cgil, il j’accuse della minoranza

Congresso Cgil: la portavoce della minoranza, Eliana Como, denuncia brogli e forzature: «il punto è politico, non regolamentare». Le ragioni del documento di opposizione. «Da quando è iniziato il congresso,...

Msna, bambini migranti e soli

Msna: c’è chi scappa dalla guerra, chi cerca un futuro migliore più a nord in Europa e trova emergenza, razzismo e criminalità ma anche buone pratiche A Pozzallo sono stati...

Ventimiglia città aperta. L’inizio di una mobilitazione solidale e internazionalista

Un lungo serpentone composto da migliaia di persone ha attraversato le strette vie di Ventimiglia, la città ligure al confine con la Francia. Il corteo è partito da via Tenda,...

Tassa piatta finanziaria

La Flat Tax (“tassa piatta”) è entrata nei programma elettorali delle destre e, infine nel contratto di governo della coalizione alla guida del paese. Sia pur nella incertezza dei dettagli,...

Appello per i porti aperti

Il 22 giugno la Guardia Costiera italiana ha inviato un comunicato ai comandanti delle imbarcazioni che si trovano nella zona del Mediterraneo antistante la Libia in cui si intima, in...

La buona scuola precaria

Trascorsi tre anni dall’entrata in vigore della legge 107/2015, in un’Italia attraversata da tensioni e instabilità politiche, può essere utile al dibattito pubblico provare a tracciare un parziale bilancio della...

Il razzismo a sfondo fascista del ministro Salvini. La necessità di mobilitarsi

Dopo il blocco dei porti e il vertice di Bruxelles che hanno confermato il cinismo dei 28 governi dell’Unione europea a servizio delle classi dominanti, Salvini ne è uscito rafforzato...

Italia, anello debole dell’economia nazional-populista

Il nazional-populismo ha un pensiero economico o perlomeno una prospettiva economica? Il diffuso ripiegamento nazionale è solo politico oppure sta prendendo corpo anche una corrispondente variante economica? La crisi del...

La dignità è una vera lotta contro la precarietà e contro questo governo

La dignità è una vera lotta contro la precarietà e il governo reazionario delle destre, per riconquistare i diritti del lavoro Bisogna avere ben chiaro che cosa sia il presunto...

Immigrazione: il naufragio della sinistra

La decisione del governo italiano di estrema destra di chiudere i porti allo sbarco dei profughi raccolti nel Mediterraneo dalle ONG, che per altro si attengono al “codice Minniti” dello...

La paura al posto del welfare. Gli italiani “non sono razzisti ma”

Porti blindati, guerra alle Ong, naufraghi che contiuano a morire, la ferocia di Salvini, l’inutilità di Di Maio e alcuni sondaggi che spiegano che paese siamo diventati. La nave ong...

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Il caldo non è più un rischio climatico futuro. È già qui

In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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