Paese: Italia

Opposizione Cgil e Usb: nazionalizzare Ilva per salvguardare lavoro e ambiente

di Checchino Antonino E’ terminato alle 7 di questa mattina (10 ottobre nd.r.) lo sciopero di 24 ore all’Ilva di Taranto proclamato da Fim, Fiom, Uilm e Usb contro i...

L’autunno che verrà

di Eliana Como L’estate è stata torrida. Ma ci aspetta un lungo e faticoso autunno, che è bene sperare che sia anche più caldo dell’estate appena passata. Almeno dal punto...

Le mobilitazioni dell’autunno

di Franco Turigliatto Alcune istantanee raffigurano lo scenario italiano. Il governo sta elaborando una legge di stabilità (deve essere presentata in Parlamento il 15 ottobre) la cui cifra appare già...

Cent’anni fa a Torino, quando i poveri non facevano la guerra ai poveri

di Teresa Noce* Torino 1917, come la rivolta per il pane diventò uno sciopero generale contro la guerra. Il racconto di Teresa Noce. Cento anni fa, il 21 agosto del...

Dove vanno le “nostre” Ferrovie dello Stato?

di Marco Beccari Il governo italiano ha intenzione di procedere con la privatizzazione scorporando i rami più redditizi. Il piano aziendale prevede: investimenti nell’alta velocità, acquisizione di gran parte del...

Ritorniamo umani. E solidali

di Franco Turigliatto Da Salvini a Gentiloni, da Travaglio alla Cei: come l’inumano è diventato moneta corrente. Dobbiamo fermare il delirio autoritario, crudele, disumano, reazionario e nazionalista Questi insopportabili e...

Codice Ong: così si fa guerra ai migranti

di Gippò Mukendi Ngandu E’ oramai guerra vera e proprio contro i migranti. Il Codice di salvataggio imposto nei fatti alle Ong e l’approvazione alla Camera della missione navale e...

Save the children: nessuna testimonianza contro Jugend Rettet

di Checchino Antonini Save the children smentisce la partecipazione all’inchiesta contro la ong Jugend Rettet a cui la procura di Trapani ha sequestrato la nave Iuventa. Il teorema contro Jugend...

La guerra di Francia di Fincantieri vista con gli occhi dei lavoratori

di Franco Turigliatto La vicenda di Fincantieri nelle sue acquisizioni industriali in Francia e lo scontro tra il governo francese e quello italiano sono emblematici delle dinamiche attuali del capitalismo,...

Fincantieri: arruolati nella guerra alla Francia, o uniti nella lotta internazionalista ai padroni e ai governi di Roma e Parigi?

a cura della redazione de “il cuneo rosso” – Marghera Due note sulla vicenda Fincantieri/Chantiers de l’Atlantique, a partire dai fatti. I fatti sono noti. Macron ha deciso di nazionalizzare...

Napoli, razzismo e malasanità hanno ucciso Ibrahim

di Antonello Zecca Morire a 24 anni di razzismo a Napoli. Quante storie di questo tenore abbiamo purtroppo già sentito finora? Ucciso da una lama fascista, si penserà. Invece no....

Landini a Corso Italia. C’era una volta l’anomalia FIOM. Ora non c’è più

di Checchino Antonini Landini dalla FIOM alla CGIL, passando per il flop della Coalizione sociale e il disastro del peggior contratto di categoria. Si scioglie il dilemma sul futuro di...

A proposito di Femminicidio

di Lidia Cirillo Alcuni drammatici avvenimenti di cronaca hanno riproposto, anche in Ticino, il tema della violenza contro le donne. Riproponiamo questo articolo (del 2014) che ci pare possa essere...

Paolo Villaggio, quella volta che Fantozzi si candidò con Dp

di Matteo Pucciarelli Un ricordo di Paolo Villaggio con un brano dal libro Gli ultimi mohicani. Una storia di Democrazia Proletaria (Alegre 2011) di Matteo Pucciarelli, firma di La Repubblica,...

Comuni alle destre, banche venete a BancaIntesa

di Franco Turigliatto L’astensione record ai ballottaggi consegna molte città al centrodestra mentre il governo varava l’ennesimo “salvataggio” per le banche a spese dei lavoratori Come già i risultati del...

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Il caldo non è più un rischio climatico futuro. È già qui

In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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