Paese: Unione Europea

Tav: l’analisi è impietosa, l’inutile assurdità è pubblica

Il tanto atteso documento redatto da tecnici e scienziati e una sentenza senza appello contro l’alta velocità in Valsusa. «La battaglia inizia ora – commenta Daniele Brait, attivista no Tav...

Se salvare il mondo è illegale

La donna elettrica elettrica, la polizia islandese a caccia di una misteriosa sabotatrice. Un film che racconta la lotta per il futuro della terra. Una eco-terrorista alle prese con la...

Dossier Gilet Gialli #2: Gilet Gialli e movimento operaio a un bivio

La mobilitazione dei Gilet Gialli non è un’espressione di marginalità, di disintegrazione sociale. Al contrario, la grande maggioranza delle persone alle rotonde sono lavoratori salariati, perché dietro alla cortina di...

Nobel prize to Riace: 90,000 signatures for the city that welcomes refugees

Over 90,000 signatures have been collected to nominate the Riace municipality for the Nobel Peace Prize. The announcement was made during a Rome press conference – organized by Left, the...

Contro l’intervento golpista in Venezuela, per una soluzione democratica alla crisi!

Pubblichiamo qui di seguito il Comunicato del Bureau della IV Internazionale del 24 gennaio 2019 sulla situazione in Venezuela. La Quarta Internazionale dichiara apertamente la sua contrarietà al nuovo tentativo...

“Reddito” a 5 stelle: i poveri al lavoro, le imprese sul divano

È stato varato il Reddito di Cittadinanza da parte del governo. Una misura che eredita la logica fondamentale delle politiche neoliberali europee, piegandole in chiave autoritaria. L’anticipazione di una nuova...

Amazon è la nuova Fiat

Ripubblichiamo l’articolo apparso su Il Manifesto di Alessandro Belfanti su Amazon in Italia. Un viaggio che parte dalle inchieste di Romano Alquati negli anni ’60 sulla Fiat e la vita...

A chi è utile la sinistra pro border?

Sigillare i confini dello stato nazione non è garanzia di solidarietà: sposta la competizione tra gli italiani e tutti gli altri. Al contrario, per fermare la guerra tra poveri bisogna...

Sintomatico silenzio dei mass media europei sulla protesta di Budapest

Da cinque giorni migliaia di lavoratori ungheresi occupano il centro di Budapest protestando con decisione contro la legge che allunga di molto l’orario di lavoro annuo imponendo fino a 400...

Un criterio infallibile

Un criterio per capire da che parte va un movimento, e se rappresenta un pericolo per le classi dominanti, è spesso fornito dall’atteggiamento dei grandi organi di intossicazione di massa:...

“Gilet gialli”, una protesta popolare contro l’atto II° dell’offensiva neoliberale

Molti osservatori del movimento dei “gilet gialli” sono rimasti sorpresi nel vedere che questi ultimi concentrano le loro critiche e le loro richieste sul governo, puntando in particolare sulla sua...

Amazon è la nuova Fiat

Mentre Amazon raggiunge il valore di un trilione di dollari e Jeff Bezos si conferma tra le persone più ricche del mondo, cosa succede nei suoi magazzini? Tra i nostri...

Andalusia: emerge un partito apertamente razzista, xenofobo e fascista

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Accendiamo una luce sul TAV Torino-Lione?

Di Aldo Zanchetta ho spesso pubblicato scritti sull’America Latina, di cui è attento osservatore. Ma ora pubblico molto volentieri questo compendio sulle mistificazioni ripetute incessantemente sulla grande stampa, che hanno...

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Da circa un mese, si sviluppa in Francia un movimento senza precedenti nel paese. Il 17 novembre, in tutte le regioni, si sono avuti perlomeno 2.500 blocchi agli incroci stradali,...

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In poche parole

Il capo dell’esercito in cattedra a Lugano

In un’estate segnata dalla crisi climatica, dai tagli alla formazione, dall’aumento delle tasse di USI e Supsi e dalla pressione borghese per finanziare con l’IVA la 13a AVS e la spesa militare, Benedikt Roos, comandante di corpo dell’esercito svizzero, è sceso a Lugano.
Obiettivo: rassicurare l’economia ticinese sul fatto che l’esercito continuerà a fungere da «pompa finanziaria» per settori produttivi, dopo il forte rilancio della spesa militare deciso a Berna. Roos ha inoltre rassicurato il fronte reazionario: l’esercito continuerà ad alimentare la narrazione dei pericoli «da fuori» e della «minaccia esterna». Tutto propellente per chi costruisce il proprio progetto politico sulle derive securitarie.
Il nesso con la crisi climatica e i tagli alla spesa sociale è evidente: il riarmo viene finanziato riducendo la spesa pubblica e gli interventi a difesa dell’ambiente, e con l’aumento dell’IVA, la tassa più antisociale.
Roos ha riassunto la visione dominante: «La sicurezza è la base per molte cose. […] Se questa base è minacciata, ritengo giusto dare la priorità alla sicurezza» (così ha riassunto la RSI).
Tradotto: in futuro sempre più soldi all’esercito e meno ai bisogni sociali. E chi se ne frega se la minaccia più grave è la crisi climatica, provocata non da regimi stranieri minacciosi ma dal sistema capitalista.

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