Tema: Femminismo

Le disparità non devono restare invisibili

C’è ancora molto da fare per la parità tra donne e uomini in Svizzera. Non è uno slogan rituale: è la fotografia di una realtà che cambia troppo lentamente. Nel...

Mischiare burro e ferrovia, o no?

Forse non tutti sanno che i salari nel settore del trasporto terrestre in Ticino, tra il 2010 e il 2020, sono diminuiti del 13%, mentre a livello nazionale si osservava...

Iniziativa contro il dumping, strumento di prevenzione

Le condizioni di salute nel mondo del lavoro stanno peggiorando da tempo. Lo registrano regolarmente rilevamenti e studi nazionali. Recentemente, il «barometro delle condizioni di lavoro » di Travail. Suisse,...

Due misure efficaci per i redditi medio-bassi

Il monitoraggio della povertà in Svizzera 2025 ha evidenziato il fenomeno delle lavoratrici e dei lavoratori poveri. Quasi il 9% dei lavoratori in Ticino risulta povero: il doppio della media...

Un sì l’8 marzo contro il dumping. Forza!

Una caratteristica fondamentale che uno Stato dovrebbe possedere per essere definito civile si constata anche dalla condizione sociale e lavorativa in cui vivono le donne. Uno Stato, per essere definito...

Le fabbriche più “verdi” del mondo sono in Bangladesh. Ma verdi per chi?

Dietro le certificazioni ambientali restano lavoro invisibile, salari bassi e diritti compressi Diciotto delle venti fabbriche più “green” del Pianeta si trovano in Bangladesh. Un dato che sembra raccontare una...

Quando il dissenso diventa difesa

La recente replica di Daniel Ritzer alla lettera di Angelica Lepori sulle discriminazioni di genere offre uno spunto utile per interrogarsi non tanto sui contenuti dell’iniziativa contro il dumping dell’MPS...

Un presidio per ricordare l’urgenza della lotta al femminicidio

Più di 150 persone hanno partecipato martedì 24 febbraio al presidio convocato dal collettivo Io l’8 ogni giorno, nel tardo pomeriggio, in piazza governo, in concomitanza con la seduta del...

Dare coraggio alle donne lavoratrici

Se l’iniziativa dell’MPS «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale! » verràapprovata il prossimo 8 marzo, l’Ispettorato cantonale del lavoro sarà potenziato in modo...

Ma chi sono questi baldi imprenditori che dirigono AITI e che combattono l’iniziativa antidumping dell’MPS?

L’Associazione industrie ticinesi (AITI) è in prima fila nella campagna contro l’iniziativa dell’MPS “Rispettiamo i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale”, in votazione il prossimo 8...

Lotta ai femminicidi, è ora di agire!

Pubblichiamo qui di seguito due testi relativi alla questione dei femminicidi, riemersa drammaticamente in Ticino negli scorsi giorni. Il primo è una interpellanza dei deputati MPS; il secondo, sempre dei...

Un Sì l’8 marzo, per controlli più efficaci e salari dignitosi

L’8 marzo non è soltanto una ricorrenza simbolica. È una giornata che richiama l’attenzione su un principio fondamentale: la parità tra donne e uomini non deve restare uno slogan, ma...

Sì all’unica votazione cantonale l’8 marzo

Partiamo da un dato indiscusso: il lavoro in Ticino non è sano. A parità di compito, isalari sono bassi rispetto alla Svizzera, ma il costo della vita è uguale. Questo...

Un Sì nella giusta direzione

Sì anche per le donne. La parità salariale fa acqua da tutte le parti. Non mi piace pensare alle discriminazioni femminili facendo della condizione maschile la pietra di paragone. Certo,...

Contrastare il dumping salariale è possibile!

«Una venditrice con molti anni di esperienza professionale alle spalle.  Eppure, pochi mesi fa, la doccia fredda: licenziata su due piedi, senza uno straccio di spiegazione. Non si dà pace,...

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Dietro gli enormi profitti di TotalEnergies c’è anche il trading di petrolio e gas

Altro che “non sapevamo”: il Consiglio di Stato ha scelto di non vedere e di non rispondere

In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

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1 Agosto 2026
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