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Intervista a Maurizio Landini (segretario generale della FIOM, n.d.r.) che rilancia la mobilitazione contro la “riforma” Fornero. Primo appuntamento, assemblea con i precari sabato a Bologna. Possibile l’impegno per un referendum abrogativo.

 

Se la Cgil sta discutendo di un aggiustamento delle sue iniziative in relazione al dibattito parlamentare che si è aperto ieri sulla riforma Fornero, la Fiom non ha intenzione di fermarsi. “Servono tutte le iniziative” spiega Maurizio Landini in questa intervista, “compreso lo sciopero generale”. E così nel sindacato metalmeccanico non si esclude “nessuno strumento” per ripristinare l’articolo 18 e la pienezza dello Statuto dei lavoratori compresa l’ipotesi referendaria. Al momento l’attenzione è tutta rivolta alla battaglia interna alla Cgil che il 19 aprile terrà il suo direttivo nazionale ma la Fiom lancia già l’assemblea dei delegati per il 10 e 11 maggio in cui si procederà a mettere a punto la nuova stagione.

 

Sulla riforma Fornero il vostro giudizio è così netto?

 Intanto non la chiamerei “riforma” perché non lo è. Si tratta di interventi sul mercato del lavoro che hanno una forte coerenza con il taglio alle pensioni e con la logica della lettera Bce. Si tratta di interventi sbagliati e che il sindacato deve continuare a contrastare.

 

La critica verte solo sull’articolo 18 o su tutto l’impianto?

 Su tutto. Le forme di assunzione sono rimaste 46 e quindi non c’è alcuna riduzione della precarietà. Anzi, ci sono provvedimenti che liberalizzano ancora di più il mercato del lavoro come il primo contratto a termine che per 6 mesi non ha bisogno di causali. Sugli ammortizzatori sociali siamo di fronte a una riduzione delle tutele perché alcune forme di cassa integrazione vengono cancellate e la sostituzione della mobilità con l’Aspi riduce il tempo di copertura senza allargare le tutele.

 

Ma sull’articolo 18 è riapparsa l’ipotesi del reintegro.

 Il punto è che il provvedimento rende più facili i licenziamenti. Le modifiche non sono solo su articolo 18 ma anche sulla legge 604 perché non c’è più bisogno di motivare il licenziamento individuale e scompare il reintegro per violazione delle procedure previsto dalla legge 223. Del resto, le parole sono indicative: l’articolo 18 riguardava la “reintegrazione sul posto di lavoro” mentre ora il nuovo articolo 14 tratta delle “tutele in caso di licenziamenti illegittimi”. Il reintegro diventa un miraggio mentre si apre al fatto che anche licenziamenti illegittimi vengono sanciti possibili con un po’ di indennizzo economico.

 

Ma la Cgil dice che il reintegro è stato invece reintrodotto

 Il mio giudizio lo porterò al direttivo della Cgil che esprimerà giudizi definitivi. Io continuo a portare avanti quello che la Fiom ha deciso all’unanimità e nel rispetto delle manifestazioni che i metalmeccanici hanno fatto e faranno. Il sindacato deve continuare la mobilitazione su questi temi. Lo Statuto dei lavoratori è la Costituzione del lavoro e non può essere oggetto di arretramento. Si deve tenere aperta l’iniziativa. Non escludendo nessuno strumento:

 

Anche un referéndum abrogativo?

 Non va escluso nulla. Così come dobbiamo cancellare l’articolo 8 introdotto dal governo Berlusconi penso che dobbiamo difendere lo Statuto compreso il reintegro.

 

La Cgil sembra intenzionata a diluire le sue iniziative. Che fa la Fiom?

 La Cgil ha un direttivo fissato il 19 e le iniziative sono state confermate. Per noi non ci sono ragioni politiche che ci possono fare accettare la riduzione dei diritti di chi lavora. Io penso che serva ancora lo sciopero generale, occorre utilizzare tutta la pressione necessaria. La Fiom continuerà le sue iniziative.

 

Cosa farete nell’immediato?

 Il 10 e 11 maggio terremo l’Assemblea nazionale dei delegati ma già sabato prossimo a Bologna organizziamo un’assemblea di giovani delegati aperta a precari, disoccupati e forme diverse di lavoro. Per riunificare i diritti di chi lavora e garantire l’universalità delle tutele occorre discutere anche di reddito di cittadinanza.

 

Un’assemblea che va oltre i metalmeccanici?

 Noi ci rivolgiamo a tutti. Vogliamo svolgere un ruolo confederale La confederalità nasce quando si lavora a tenere insieme tutte le forme di lavoro che stanno sotto allo stesso tetto: in una fabbrica o in un centro commerciale. Quindi nella capacità di unificare le condizioni diverse.

 

Sembra che vogliate prendere il posto dal Cgil..

 No, significa fare il nostro lavoro di sindacato con una visione generale. Quando abbiamo fatti gli sciopero li abbiamo fatti per tutti, parlando al paese. Nessuno vieta ad altre categorie di farlo.

 

Rientrerete in Fiat?

 Ci sono sentenze che dicono che la questione è aperta e che siamo di fronte alla violazione di diritti costituzionali. Una legge sulla rappresentanza impedirebbe che altre esperienze come quelle Fiat diventino la norma. La Fiat sta facendo votare in modo truffaldino le nuove Rsa in cui non è prevista la Fiom. Ma la Fiom sta tenendo bene sia in termini di iscritti che di simpatizzanti.

 

* Intervista a cura di Salvatore Cannavò per http://ilmegafonoquotidiano.globalist.it/

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