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linicaluganesePubblichiamo qui di seguito la presa di posizione dell coordinamento del Movimento per il Socialismo  concenrnente la situazione attuale della pianificazione ospedaliera e delle trattative in atto attorno alla cessione della Clinica Luganese.

 

1. L’MPS prende atto della crescente impopolarità di cui gode il progetto di pianificazione ospedaliera presentato dal Consiglio di Stato (unanime). Un progetto, da quanto si può apprendere alla luce degli scambi epistolari tra la commissione parlamentare per la pianificazione ospedaliera e il governo stesso, non godrebbe nemmeno del sostegno dei rappresentanti dei partiti di governo (pertanto, come detto, autori di questo progetto di riforma).

2. La sfiducia che ha guadagnato i ranghi del ceto politico, sempre pronto a sostenere le posizioni ufficiali, non può essere spiegata se non con la crescente ed ormai diffusa impopolarità di cui gode il progetto di pianificazione.
Un’impopolarità che è andata aumentando a partire dall’ottobre 2013 quando, attraverso una presa di posizione pubblica, l’MPS denunciò gli orientamenti alla base del progetto di pianificazione. Citiamo dalla presa di posizione del 23 ottobre 2013: ” Gli orientamenti emersi indicano con chiarezza la volontà del Cantone di operare uno spostamento di offerta di prestazioni sanitarie dal settore pubblico a quello privato, attraverso la soppressione di reparti negli ospedali pubblici, la riqualificazione di altri, la dislocazione di alcune specialità verso il settore privato. Tra quelli più importanti finora emersi (si tratta di indiscrezioni confermate tuttavia da diverse fonti) vanno segnalate:
– la trasformazione degli ospedali di zona di Faido e Acquarossa in semplici istituti di riabilitazione
– la soppressione dei reparti di ginecologia e ostetricia negli ospedali regionali di Locarno e Lugano – l’assegnazione di una serie di specialità al settore privato con conseguente indebolimento del settore pubblico.
Oltre a queste proposte, molte altre indicano un segnale chiaro della volontà del dipartimento di Beltraminelli e del governo di orientarsi verso una forma di marginalizzazione del ruolo dell’EOC a vantaggio delle cliniche private”.
La proposta definitiva di pianificazione, contenuta nel messaggio del 26 maggio 2014, confermava questi orientamenti: la proposta di soppressione del mandato di ostetricia agli ospedali pubblici si trasformava in un coattivo mandato congiunto per i due ospedali pubblici con le cliniche St.Anna e il Santa Chiara, una forma un po’ più “dolce” di migrazione di specialità e competenze pubbliche verso il privato.
Da allora, tra smentite e conferme da parte delle varie parti in causa, si è andata sviluppando nel Cantone un’opposizione popolare sia nelle valli che nei centri (pensiamo a Bellinzona) contro gli orientamenti di fondo del progetto di pianificazione.

3. La fitta ed inusuale corrispondenza (con tanto di fuga di notizie) tra la commissione per la pianificazione ospedaliera e il governo testimonia non solo di queste difficoltà; ma anche del tentativo di trovare una soluzione per “salvare” il progetto ed evitare a Beltraminelli (ed al governo tutto che lo ha sostenuto) una “figuraccia” dal punto di vista politico, non certo di buon auspicio ormai in piena campagna elettorale per il prossimo aprile.

Per questa ragione l’MPS non può che ribadire le proprie richieste:
– il ritiro del messaggio governativo sulla pianificazione
– la messa in votazione dell’iniziativa “Giù le mani dagli ospedali”, depositata nel giugno 2013

Solo in questo modo la discussione politica sulla pianificazione potrà (e dovrà) ripartire su nuove basi, permettendo di organizzare una discussione pubblica e democratica sul futuro del sistema ospedaliero cantonale che tenga nella giusta considerazione i diritti e i bisogni dei cittadini e delle cittadine, sulla base di una visione del servizio ospedaliero come servizio pubblico.

4. A complicare ulteriormente il quadro della discussione è emersa la decisione della proprietà di vendere la Clinica Luganese. Il dibattito che si è sviluppato (con le proposte che l’Ente Ospedaliero Cantonale – EOC) tentasse di acquisire questa clinica ha assunto le caratteristiche di una semplice operazione “di mercato”, senza riflettere sulle conseguenze di una tale operazione (che non va esclusa per principio) sulla struttura futura del sistema ospedaliero cantonale, in particolare della sua parte pubblica. A prima vista si pongono i seguenti problemi:
– appare per lo meno particolare che, nel momento in cui l’EOC pensa di chiudere delle strutture ospedaliere pubbliche in zone dove l’offerta è ridotta (valle di Blenio e Leventina), lo stesso EOC pensi, attraverso una eventuale acquisizione, di rafforzare ulteriormente il polo pubblico in una regione (il Luganese) nella quale l’offerta ospedaliera pubblica e privata è abbondante. Basti pensare che l’EOC nel Luganese può contare su ben due ospedali pubblici. Una futura acquisizione spingerebbe ulteriormente verso processi di riorganizzazione (con tagli ulteriori di letti negli ospedali pubblici): in questa prospettiva a farne le spese non sarebbero solo Acquarossa e Faido, ma anche altri ospedali di “prossimità” (Mendrisio, Locarno)
– l’eventuale acquisizione della Clinica Luganese da parte dell’EOC porterebbe ad una concentrazione enorme di strutture ospedaliere pubbliche a Lugano. Se da un lato questo rappresenterebbe un sano riequilibrio tra presenza pubblica e privata, l’attuale orientamento della politica sanitaria cantonale e dell’EOC, riceverebbe da questa concentrazione una indubbia spinta verso l’accelerazione del progetto di ospedale cantonale sulla base di una riorganizzazione dei tre poli luganesi. Anche in questo caso a farne le spese sarebbero tutte le altre strutture ospedaliere dell’EOC che non sfuggirebbero a ridimensionamenti e riorganizzazioni, con conseguenze sulla qualità e la quantità delle prestazioni.
Per tutte queste ragioni, appare evidente che l’eventuale acquisto della Clinica Luganese da parte dell’EOC potrebbe essere salutato positivamente solo alla luce di un impegno da parte dello stesso a modificare il suo orientamento di politica e gestione delle strutture sanitarie pubbliche contenuto nel piano strategico 2013-2017 presentato circa un anno fa.
Nel quadro della continuazione dell’attuale orientamento da parte dell’EOC, un’eventuale acquisizione della Clinica Luganese potrebbe rappresentare un’accelerazione di una politica sanitaria sempre più orientata verso la concorrenza e i criteri di mercato.

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